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Capezzana ed i suoi vini

Le ultime annate

Recentemente avevamo scritto in merito ad una verticale di Ghiaie della Furba, in occasione del quarantesimo anniversario della sua prima produzione, ora invece andiamo a verificare come si comportano le ultime annate degli altri vini di Capezzana.
L’occasione ci è capitata lo scorso mese di maggio, a Milano, durante un pranzo stampa presso il curiosissimo ristorante (ma non solo) Deus Cycleworks Café, dove i vini dell’azienda sono stati abbinati a piatti molto interessanti.

Capezzana è un’azienda storica della quale non andiamo a ripetere la storia e l’attualità, che potere trovare qui; andiamo quindi solamente ad aggiungere alcune informazioni emerse durante il suddetto incontro.
Si tratta a tutti gli effetti di un’azienda familiare, Beatrice Bonacossi è la responsabile commerciale, mentre la sorella Benedetta si occupa della parte enologica (entrambi erano presenti all’incontro di Milano), il fratello Filippo è il responsabile finanziario e si occupa anche della produzione dell’olio, mentre il loro nipote Gaddo (figlio dell’altro fratello Vittorio, scomparso prematuramente lo scorso anno) è il responsabile agronomico.

Passiamo quindi a parlare dei vini degustati:

Si è iniziato con il Toscana Igt Trebbiano 2017
Prodotto per la prima volta nel 2000 da uve Trebbiano ottenute tramite una selezione massale aziendale; il vigneto è collocato tra i 100 ed i 150 metri d’altitudine, su suoli composti da scisto, alberese e galestro.
La vendemmia avviene nella prima quindicina del mese d’ottobre, la fermentazione inizia in acciaio e finisce in barriques, l’affinamento è per metà in barriques e per metà in tonneaux per sei mesi ai quali ne seguono altri sei in bottiglia.
Ne sono state prodotte 7.500 bottiglie.

Intenso al naso dove si colgono sentori di fieno ed erbe officinali, leggere note boisée ed accenni di vaniglia.
Strutturato ed asciutto, con leggeri accenni tannici, vi ritroviamo i ricordi di fieno, buona la sua persistenza.

 – Carmignano Docg “Vino di Capezzana”
Prodotto sin dal 1925 il “Vino di Capezzana” costituisce il vino storico aziendale, la sua composizione prevede l’80% di Sangiovese ed il 20% di Cabernet sauvignon.
Le uve, raccolte in tempi diversi, vengono vinificate in acciaio, la fermentazione malolattica si svolge in tonneaux dove il 70% del vino rimane in affinamento per almeno dodici mesi, il rimanente 30% sosta invece in botti grandi per sedici mesi. Dopo l’assemblaggio il vino rimane in bottiglia per almeno ulteriori dodici mesi.
Se ne producono circa 70.000 bottiglie l’anno, 3.000 di queste, ormai da oltre dieci anni, vengono conservate nelle cantine dell’azienda per valutarne la tenuta nel tempo e l’evoluzione.

Due le annate proposte: la 2016 e la 2009

 – 2016 – Il colore è rubino-purpureo luminoso; intenso e pulito al naso, di buona eleganza, fruttato (ciliegia), con leggera nota speziata ed accenni boisée.
Fresco e succoso alla bocca, con buona trama tannica e legno ben dosato, leggera nota speziata su lunghissima persistenza.

2009 – Rubino purpureo profondissimo e luminoso, impressionanti sia il colore come la tonalità, data l’età del vino.
Intenso al naso, ampio, balsamico, presenta note surmature, confettura di more e marasche, spezie dolci, cannella.
Strutturato, succoso, con tannini importanti ma ben amalgamati, frutto rosso maturo, note dolci, confettura di frutta rossa, liquirizia, lunga la persistenza.

 – Carmignano Docg Riserva “Trefiano” 2015
Come nel 1979 Ugo Contini Bonaccossi s’inventa il Ghiaie della Furba, così il figlio Vittorio nello stesso anno fa nascere il Trefiano, la Riserva di Carmignano, del quale disegna anche l’etichetta.
La sua composizione prevede 80% di Sangiovese, 10% di Cabernet e 10% di Canaiolo; le uve provengono da due vigneti di oltre vent’anni d’età che circondano la villa di Trefiano, collocati a 200 metri d’altitudine su suoli a composizione scisto-argillosa.
Vinificato in acciaio effettua la fermentazione malolattica in tonneaux dove poi sosta in affinamento pe 24 mesi, ai quali segue almeno un anno di bottiglia. 13.000 le bottiglie prodotte.

Molto bello il colore, rubino-purpureo luminoso.
Di buona intensità olfattiva, elegante, balsamico, presenta sentori di spezie dolci e legno dolce.
Elegante! Fresco, asciutto e succoso, con bella trama tannica e lunga persistenza su note di liquirizia.

 – Igt Toscana “UCB” (Ugo Contini Bonaccossi) 2015
Sangiovese in purezza, proveniente dalla vigna Viticciana, voluta da Ugo Contini Bonaccossi (al quale è dedicato il vino) si trova a 150 metri d’altitudine, su suolo scisto-limoso ed argilloso; dopo la fermentazione alcolica, che avviene in acciaio, il vino passa in barriques nuove, dove si svolge la malolattica, l’affinamento prosegue poi sempre in barriques, per metà di primo passaggio, per diciotto mesi ai quali ne seguono almeno altri otto in bottiglia.
Al suo secondo anno di produzione ne sono state realizzate circa 4.400 bottiglie.

Color rubino-purpureo luminoso.
Intenso ed elegante al naso, balsamico, con sentori di legno dolce.
Fresco e succoso, fruttato (frutta rossa fresca), con tannini decisi ma mai aggressivi, note di bastoncino di liquirizia su lunga persistenza.

Del Ghiaie della Furba (Igt Toscana) abbiamo ampiamente trattato nell’articolo sopra menzionato, in occasione di quella verticale però l’annata più recente degustata era stata la 2015.
Eccoci ora invece in anteprima all’annata 2016, non ancora in commercio.
Qui vediamo un ritorno al passato per quanto riguarda le percentuali dei vitigni utilizzati, ovvero: 50% Cabernet sauvignon, 25% Merlot e 25% Syrah, com’era avvenuto nelle annate 2010 e 2013; rimangono sempre 15 i mesi d’affinamento in barriques.

Profondissimo e luminoso il colore, violaceo.
Intenso ed elegante al naso che s’esprime su note balsamiche, di frutto rosso speziato, di confettura e di cannella.
Strutturato e succoso, con frutto rosso maturo in evidenza, note di spezie dolci e liquirizia dolce, lunghissima la sua persistenza. (Notevole).

 – Vin Santo di Carmignano Doc Riserva 2011
Prodotto principalmente con uve trebbiano più piccole aggiunte di San Colombano ed ancor meno di malvasia.
Le uve vengono lasciate appassire su stuoie sino al mese di febbraio; dopo la pigiatura il mosto viene messo direttamente in caratelli di cento litri di capacità e di essenze diverse (rovere, ciliegio, castagno) dove sosta per almeno cinque anni.
La resa è bassissima, da un quintale d’uva s’ottengono 20-25 litri di vino. 5.500 le bottiglie prodotte.

Il colore è ambrato-topazio intenso, come intenso è il vino al naso, amplissimo ed elegante, dove si colgono sentori d’uva passa, datteri, fichi secchi, caramello.
Denso nel bicchiere, quasi viscoso, fresco, con una piacevolissima nota ossidativa e sentori di miele di castagno, lunghissima la sua persistenza.

Oltre al vino possiamo assaggiare anche l’olio di Capezzana, ottenuto da diverse cultivar: 50% Moraiolo, 35% Frantoio, 10% Pendolino e 5% Leccino.
Curiosa la gestione degli oliveti (30.000 alberi in 140 ettari) e la storia produttiva di quest’olio.
Capezzana ha infatti stabilito un contratto di compartecipazione con un centinaio di dipendenti ed ex dipendenti dell’azienda, questi si occupano di tutte le lavorazioni in campagna (potatura, raccolta etc.) ed in cambio prendono il 50% dell’olio prodotto nel frantoio aziendale.

Ultimo progetto messo in piedi dalla famiglia Bonacossi  è la “Vinsantaia”, un’idea della quinta generazione dei Contini Bonacossi; si tratta di un locale-wine bar, allestito all’interno del punto vendita aziendale, dove poter degustare, oltre ai vini, anche prodotti tipici altamente selezionati; vi si organizzano anche eventi, che coinvolgono rinomati chef.
Lorenzo Colombo