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Fattoria Fibbiano

Dopo una vita lavorativa spesa in buona parte all’estero, soprattutto tra Inghilterra ed Asia, Giuseppe Cantoni, decide di tornare un poco alle origini della sua famiglia, famiglia agricola da generazioni, nella pianura lodigiana.

Dopo una lunga ricerca Giuseppe trova ciò che voleva in Toscana.
A Terricciola, una trentina di chilometri a sud-est di Pisa, c’è una tenuta che è in vendita da diciassette anni, la Fattoria Fibbiano.
L’azienda viene acquistata nel 1997, dovrebbe essere unicamente una casa di campagna, ma ben presto la passione ha il sopravvento e tutta la famiglia Cantoni vi si trasferisce:
Anche i figli di Giuseppe si appassionano alla nuova avventura e nel 2002 si gettano a capofitto nel mondo del vino, Matteo lascia il precedente impiego e si dedica alla parte commerciale, mentre Nicola si occupa della parte enologica.

Nicola e Matteo Cantoni

Sono ormai novanta gli ettari di proprietà, dei quali diciotto a vigneto, che presto quando i nuovi impianti saranno a regime, diventeranno ventidue.
Degli originari sei ettari del vigneto storico ne sono rimasti unicamente due e mezzo, qui si trovano vigne di oltre cent’anni d’età, destinate alla produzione del Ceppatella, il vino di punta dell’azienda.
A Fibbiano si coltivano unicamente vitigni autoctoni, come Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Colombana e Vermentino.
Del Sangiovese si trovano anche i cloni “Polveroso” e “Forte”, quest’ultimo è ormai registrato dal 2007 come varietà a se stante, col nome di Sanforte.
Da queste uve si ricavano una decina di vini, alcuni dei quali abbiamo avuto la possibilità di assaggiarli a Milano nello scorso mese di maggio.

Ecco le nostre impressioni (in corsivo troverete alcune note di degustazione di vini d’annate diverse, li avevamo assaggiati nel luglio 2017, possono quindi essere utili per un confronto).

 – Igt Toscana “Fonte delle Donne” 2018 (50% colombana, 50% vermentino)
Vinificato in acciaio.
Curioso il fatto che la “colombana” sia un sinonimo della “verdea”, vitigno presente nella zona di San Colombano al Lambro e comuni limitrofi e che la famiglia Cantoni sia originaria di Lodi  e provenga quindi da quelle zone.

Il colore è verdolino luminoso, di buona intensità.
Intenso al naso, pulito agrumato, con sentori di fieno e d’erbe officinali, si coglie inoltre una leggera nota affumicata.
Fresco ed agrumato al palato, decisamente sapido (quasi salino), con note vegetali che rimandano alle erbe officinali, lunga la sua persistenza.
40 mila le bottiglie prodotte.

Annata 2016 (degustato a luglio 2017)
Il colore è verdolino luminoso, non molto intenso, mentre è intenso al naso, pulito, con sentori agrumati e di frutta bianca. Fresco e sapido, fruttato-agrumato, con note d’erbe officinali.

 – Igt Toscana Rosato “Sofia” 2018
Da uve sangiovese vendemmiate nella prima metà di settembre (l’impianto risale a sette anni fa), dopo la pigiatura il mosto viene raffreddato e subisce una macerazione per 12 ore, la fermentazione avviene in vasche d’acciaio dove il vino sosta per un breve periodo.
La produzione nel 2018 è stata di 12 mila bottiglie.

Color rosa salmone, intenso al naso dove presenta sentori di fieno.
Fresco e sapido (quasi salino) al palato dove si colgono sentori di piccoli frutti rossi, lunga la sua persistenza.

Igt Toscana Ciliegiolo 2016
Vigneti impiantati nel 2003.
Vinificato in rotofermentatori, sosta in cemento per quattro mesi, s’affina quindi per dodici mesi in botti di rovere di Slavonia.
8.000 le bottiglie prodotte.

Color rubino intenso, di media intensità olfattiva, presenta sentori di frutto rosso e note floreali.
Asciutto e fresco al palato, sapido, con spiccata vena acida, buone sia la trama tannica che la persistenza.

Annata 2015 (degustato a luglio 2017)
Color rubino-granato, bel frutto al naso, ciliegia speziata, con accenni balsamico-aromatici. Fresco, sapido ed asciutto alla bocca dove ritroviamo la ciliegia speziata, piacevolmente amaricante il fin di bocca che chiude con una buona persistenza.

Igt Toscana “Ceppatella” 2013 (sangiovese)
Le uve provengono da vigne di oltre cent’anni d’età. Se ne producono 3.500 bottiglie.
Affinamento in tonneaux per sei mesi, a seguire botte grande per quattordici mesi, quindi cinque mesi in bottiglia.

Dal color rubino-granato luminoso, di buona intensità.
Buona l’intensità olfattiva, balsamico, si colgono sentori di frutto rosso maturo e di spezie dolci.
Discretamente strutturato, fresco, sapido e succoso, buona la vena acida e lunga la persistenza.

Annata 2012 (degustato a luglio 2017)
Granato di buona intensità, balsamico al naso, con sentori di legno dolce, confettura e note speziate. Dotato di buona struttura, fresco e sapido, con bella vena acida e legno ben dosato, lunga la persistenza su sentori di liquirizia.

 – Sanforte 2014
Questo vino viene prodotto dall’omonimo vitigno, da pochi anni inserito nel Registro Nazionale delle varietà di Vite.
Sino a pochi anni fa veniva infatti considerato un clone del sangiovese (sangiovese forte) dal quale differisce tra l’altro per l’anticipata epoca di maturazione, il che lo rende particolarmente idoneo in quelle zone dove difficilmente il sangiovese potrebbe maturare perfettamente.

Color granato con unghia aranciata.
Buona l’intensità olfattiva, si colgono note speziate sentori di sottobosco, note autunnali, accenni macerativi e leggeri accenni di legno.
Asciutto e succoso, intenso, con bella trama tannica e buona vena acida, piacevolmente amaricante il fin di bocca.

Interessante diventa il confronto con quanto scritto due anni prima, relativamente alla stessa annata.

Annata 2014 (degustato a luglio 2017)
Color granato con unghia aranciata. Naso “autunnale”, con sentori di sottobosco e foglie umide, speziato, di buona intensità, con accenni sulfurei. Di buona struttura, sapido e speziato, buona la vena acida, il legno è percepibile ma ben dosato, lunga la persistenza.
Lorenzo Colombo