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Rottensteiner: i vini dello stambecco

E’ iniziato da Milano, lunedì 4 marzo, il tour dedicato alla presentazione della nuova linea grafica della Tenuta Hans Rottensteiner, contraddistinta da una bottiglia che rimarrà in esclusiva per i prossimi dieci anni e da un unico simbolo distintivo: lo stambecco.

Ventiquattro vini da dodici diversi vitigni, suddivisi su tre distinte linee produttive: la linea Classic è composta da quattordici vini da monovitigno, dove s’utilizzano tutti i dodici vitigni disponibili.
Quattro i vini della linea Cru, provenienti da singoli e vocati vigneti, altri quattro i vini della linea Select, tutti rossi, caratterizzati dalla maturazione in barriques.
Infine due altri vini al di fuori da queste linee produttive, il Vigneti delle Dolomiti Igt “Kitz”, unico blend di quattro vitigni (Sauvignon, Pinot grigio, Chardonnay e Pinot bianco), ed il passito “Cresta” da uve Traminer aromatico.

Nove di questi vini –tutti dell’annata 2018, esclusi gli ultimi due- li abbiamo potuti assaggiare durante un pranzo stampa organizzato presso il minuscolo e grazioso locale Al Maggese, nei pressi di Porta Romana, a Milano.

Abbiamo iniziato con la Cuvée Kitz (il cucciolo dello stambecco), ultimo nato, un prodotto destinato ad un pubblico giovane come giovane e fresco è questo vino, dove la nota sapida, aromatica  e vegetale del Sauvignon risulta in netta evidenza.
Le uve provengono da vigneti situati tra i 250 e gli 800 metri d’altitudine, dipendentemente dai singoli vitigni, su suoli in maggior parte costituiti da porfidi, la vinificazione avviene in acciaio.
Il vino è alla sua seconda annata di produzione, le bottiglie disponibili sono circa 10.000.

Appartiene alla linea Cru il secondo vino assaggiato, si tratta del “Carnol”, Alto Adige Pinot Bianco, le uve provengono da un singolo vigneto situato a San Pietro in Carnol, nei pressi di Bolzano, con esposizione sud-ovest.  L’altitudine varia dai 400 agli 800 metri slm, mentre i suoli sono limosi-sabbiosi, con presenza di porfido; vinificato in acciaio se ne producono circa 10.000 bottiglie/anno.
Vino dal color paglierino luminoso, fresco, sapido, fruttato (pesca bianca), morbido, dotato di buona struttura e lunga persistenza.

A seguire quattro vini bianchi appartenenti alla linea Classic, tutti  Alto Adige Doc, serviti a coppie, la prima di queste è composta dal Pinot grigio e dallo Chardonnay, entrambi vinificati in acciaio.
Le uve del primo provengono dai vigneti di Bronzolo e Frangarto, ad un’altitudine di 250-300 metri, su suoli ghiaiosi e leggermente limosi. Circa 30.000 le bottiglie prodotte annualmente.
Si presenta con un color paglierino tendente al paglia, intenso al naso, con sentori di frutta a polpa gialla, strutturato, sapido, succoso, dona note d’albicocca e pesca gialla, lunga la sua persistenza.

Lo Chardonnay, dal color paglierino, è più fresco, le note fruttate rimandano alla frutta a polpa bianca, pesca soprattutto, intenso ed elegante al naso è strutturato e sapido alla bocca, buona la sua persistenza.
Le uve per quest’ultimo provengono da vigneti allocati tra i 300 ed i 500 metri d’altitudine, su suoli sabbiosi-limosi con presenza di porfido. Circa 20.000 le bottiglie prodotte annualmente.

La seconda batteria è invece composta da Sauvignon e Gewürztraminer, due vitigni dalla forte personalità, per entrambi la vinificazione è in acciaio.

I vigneti che producono le uve destinate al Sauvignon sono stati impiantati nel 2001 a Missiano, nel comune di Appiano, su suoli sabbiosi ad altitudini tra i 400 ed i 600 metri slm. La produzione annua è di circa 10.000 bottiglie.
Dal color paglierino di buona intensità, s’esprime al naso con i tipici sentori dati dal vitigno: note vegetali, pompelmo, foglia di pomodoro. Fresco al palato, dotato di spiccata vena acida, ritroviamo i sentori vegetali e di pompelmo uniti a note di frutta bianca, buona la sua persistenza.
E’ il vino che abbiamo maggiormente apprezzato, tra i bianchi.

Anche il GewürztraminerCancenai” è un classico esempio della varietà: color giallo dorato, decisamente intenso al naso, con spiccata nota aromatica e con i classici sentori di litchi e di rose. Morbido al palato dove tornano nette le note aromatiche che abbiamo trovato al naso, uniti ad un sentore di salvia.
Le uve per quest’ultimo vino provengono in parte da vigneti situati nei dintorni di Bolzano ed in parte da Caldaro, se ne producono 35.000 bottiglie/anno.

Sono quindi seguiti i vini rossi: il Santa Maddalena Classico Vigna Premstallerhof, appartenente alla linea Cru ed il Select Lagrein Gries Riserva.
Annata 2018 per il primo vino composto da Schiava per il 95% e Lagrein per la parte rimanente. Entrambe le uve provengono dal maso Premstaller situato a Santa Maddaklena e di proprietà della famiglia Vogel, il suolo è sabbioso-porfidico.
Il colore è granato-rubino profondo, un poco chiuso all’inizio, discretamente intenso, strutturato e succoso alla bocca, dotato di buona persistenza. Non si tratta certamente della tipica Schiava beverina e poco impegnativa, ma di un vino complesso e dalla spiccata personalità.
35.000 le bottiglie prodotte annualmente.

Il Lagrein Riserva 2016 fa parte della linea Select che, come accennavamo sopra, è composta unicamente da vini rossi che maturano in barriques francesi.
Le uve provengono da tre vigneti di oltre trent’anni d’età, situati nel centro della frazione Griesm a 260 metri d’altitudine; il vino sosta per 12 mesi in barriques e la produzione è di circa 35.000 bottiglie/anno.
Il colore è tanto intenso da sembrare nero; intenso al naso dove si colgono note scure, balsamiche, di legno dolce, di prugna secca. Strutturato, intenso, con tannini importanti ma ben amalgamati, bella la vena acida, vi ritroviamo le note scure mentre il lungo fin di bocca, piacevolmente amaricante, presenta sentori di liquirizia. Vino di notevole qualità.

Chiudiamo infine con il Gewürztraminer Passito “Cresta” 2016 le cui uve provengono dai vigneti collocati a quasi 500 metri d’altitudine del maso Kristploner, appartenente alla famiglia sin dal 1769.
Le uve subiscono un appassimento sui graticci per circa cinque mesi prima d’essere pigiate.
Il colore è oro, intenso e luminoso; notevole l’intensità olfattiva dove cogliamo note mediterranee e sentori di canditi, pasticceria, panettone; le stesse sensazioni le percepiamo al palato dove prevale il cedro candito unito a note di fichi secchi, lunga infine la sua persistenza.
Lorenzo Colombo