Porsche Franciacorta tour

E’ la prima volta che ci capita di poter visitare cantine guidando un’auto da trecento cavalli, lunga cinque metri e dal peso di oltre milleottocento chili. No, non è un Suv giapponese, ma la versione quattro porte di una casa automobilistica che ha da sempre prodotto auto più che sportive, la PORSCHE.
Non avevamo mai guidato un’auto simile (Porsche Panamera 4, quattro ruote motrici, 3.600 cc, cambio PDK a sette rapporti più automatico), e mai avremmo pensato avesse una simile agilità, muovendosi tranquillamente tra le strade di campagna e le strette vie dei piccoli paesi franciacortini; è stata veramente una bella esperienza.
Il tutto è iniziato con un invito da parte del Consorzio Franciacorta che diceva testualmente “Il Consorzio Franciacorta e Porsche Italia ti invitano a mettere alla prova la tua passione per la guida e per il viaggio, attraverso un tour alla scoperta delle cantine e del territorio della Franciacorta”.
Incuriosito abbiamo risposto, e così nel pomeriggio di martedì 21 settembre ci siamo ritrovati assieme ad altri sette giornalisti -principalmente del mondo dei motori, anche se non mancavano altre specializzazioni- presso il Romantik Hotel Relais Mirabella (http://www.relaismirabella.it/) a Clusane, accolti dai responsabili di Porsche Italia.
Trasferimento quindi a Colombaro, dove, al Relais Franciacorta (http://www.relaisfranciacorta.it/) si è tenuta la cena, preceduta da un briefing durante il quale è stata presentata la struttura progettuale, costruttiva e commerciale di Porsche; sia alla presentazione che alla cena ha partecipato il presidente del Consorzio Franciacorta, Maurizio Zanella, che ha fornito informazioni sul territorio e sui vini che vi si producono.
Il mattino seguente ci attendevano quattro Panamera: la “nostra” 4, due ibride ed una turbo; due per auto, muniti di road map abbiamo iniziato il nostro percorso tra vigneti e cantine, che ci ha portato a visitare le aziende Bellavista, Bersi Serlini e Guido Berlucchi, in quest’ultima si è tenuto un light lunch.
Vista così sembrerebbe una provocazione: guidare auto di grande potenza dopo aver visitato aziende vinicole; ma le aziende erano state avvisate di non servire vino, quindi visita ma poi acqua.
Nel pomeriggio l’ultima tappa, prima del rientro al Relais Mirabella, prevedeva la visita al Maglio Averoldi, di Ome, si tratta di una fucina per la lavorazione di attrezzi agricoli in cui la forza motrice e data dall’acqua di una roggia che aziona le pale di un mulino che a sua volta aziona il maglio. Di proprietà della famiglia Averoldi è stato in seguito acquisito da comune di Ome, che ha provveduto al suo restauro rendendolo di fatto un museo vivente.
In un fabbricato adiacente abbiamo poi potuto visitare una mostra di armi antiche.
Il tour si è ripetuto anche nei due giorni seguenti, con altri gruppi di partecipanti, portando così sul territorio della Franciacorta alla guida di una Porsche una trentina di giornalisti.
Lorenzo Colombo

Foto: dall’alto in basso: Le Panamera da Bellavista
                                      Sulle “pupitres” da Bersi Serlini
                                      Il francobollo per i 60 anni della Guido Berlucchi
                                      La fucina del Maglio di Ome


pubblicato in origine su www.vinealia.org

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