, , ,

Le “Sbarbatelle” a Milano

Lo scorso mercoledì 8 ottobre presso Panino Giusto in Via Malpighi a Milano, abbiamo partecipato alla Masterclass “Sbarbatelle” condotta da Giuseppe Carrus, giornalista del Gambero Rosso.
Sbarbatelle nasce nel 2017 come evento-degustazione nel Monferrato, ad opera di Paolo Poncino, delegato AIS di Asti, in pochi anni da singolo evento si evolve in un movimento e dal 2024 diventa un’associazione che ora riunisce oltre 200 giovani produttrici di vino under 40 provenienti da tutta Italia.

Lo scopo dell’associazione (vedi) è quello di creare uno spazio sicuro e inclusivo dove condividere esperienze, affrontare sfide comuni e crescere insieme.
Alle associate vengono proposti programmi di formazione, viaggi studio, seminari e molto altro.

Sbarbatelle rimane comunque anche un evento che si tiene ogni anno la cui ultima edizione si è tenuta nello scorso mese di giugno presso la Tenuta Marchesi Alfieri a San Martino Alfieri in provincia di Asti (vedi).

Le Sbarbatelle

I vini
Sono nove i vini che sono stati posti in degustazione –con netta prevalenza di quelli provenienti dal Piemonte-, presentati dalle loro produttrici, ovvero le “Sbarbatelle” e commentati da Giuseppe Carrus.
Noi li elenchiamo (e commentiamo) seguendo il nostro ordine di gradimento e non quello col quale sono stati serviti, iniziamo quindi dall’ultimo vino propostoci, ovvero lo Storico Vermouth di Torino Cocchi.

La Cocchi è un’azienda attiva sin dal 1891 quando Giulio Cocchi aprì la sua attività ad Asti, specializzandosi nella produzione di vini aromatizzati e spumanti, nel 1978 l’azienda è stata rilevata dalla famiglia Bava che nel solco della continuità produce spumanti, anche della Docg Alta Langa, Vermouth e vini aromatizzati.
Il vino, che è stato presentato da Francesca Bava Vicepresidente dell’Associazione Sbarbatelle è un Vermouth e precisamente lo Storico Vermouth di Torino, prodotto rispettando il rigoroso disciplinate del Vermouth di Torino Igt, tipologia della quale abbiamo scritto più volte (vedi ad esempio qui e qui).

Si presenta ambrato con unghia aranciata.
Bel naso, intenso, elegante, ampio, balsamico, presenta sentori d’erbe officinali, orzo, rabarbaro, zenzero.
Vellutato al palato, piacevolmente amaricante, sentori di rabarbaro, buona vena acida, leggermente alcolico.
Veramente notevole, soprattutto al naso.

Francesca e Davide Bonzano

Monferrato Rosso Doc “Hosteria” 2022 – Castello di Uviglie
Situata a Rosignano Monferrato vanta una storia risalente al 1491, anno in cui pare sia stata posta a dimora la prima vigna. Dal 2020 l’azienda è stata acquisita da Francesca Bonzano –che ha presentato il vino- che la conduce con Davide e cha costituiscono la terza generazione di una famiglia attiva nel mondo del vino.

Il vino degustato è frutto di un blend in parti uguali di Pinot nero e Barbera i cui vigneti sono situati nel comune di Rosignano Monferrato su suoli calcareo-marnosi, i vitigni vengono vinificati separatamente in vasche tronconiche d’acciaio, dopo l’assemblaggio il vino rimane a maturare sulle fecce fini per nove mesi sempre in acciaio.

Il suo colore, granato piuttosto scarico, ci fa presuppore che il Pinot nero prevalga un poco sulla Barbera.
La successiva analisi olfattiva del vino ci conferma quanto presupposto, emergono infatti i sentori di ciliegia selvatica e di frutti rossi di rovo uniti a note floreali, tipici del vitigno, al naso è intenso, pulito, di buona eleganza.
Mediamente strutturato, la bocca ci conferma la nostra impressione, il Pinot nero infatti nuovamente emerge, il vino è succoso e sapido, dotato di una buona vena acida, ritornato i sentori di frutta rossa selvatica, buona la sua persistenza e piacevolissima la beva.
Un vino se vogliamo non molto complesso -è voluto così- ma che è piaciuto assai.

Romagna Albana Secco Docg “Tantalilli” 2022 – Tenute Tozzi

Tenute Tozzi

Unico vino bianco in degustazione è dedicato a Natalia, terza nipote della famiglia Tossi, è stato presentato da Virginia Lo Rizzo che ha dato vita all’azienda nel 2016 seguendo le orme del nonno Franco.
L’azienda, situata nel comune di Casola Valsenio (Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola) in provincia di Ravenna, dispone di otto ettari di vigneti posti attorno ai 500 metri d’altitudine, i vitigni coltivati sono Chardonnay, Manzoni Bianco, Pinot Nero e Merlot, ma soprattutto Albana e naturalmente il Sangiovese, le etichette prodotte sono dieci.

Le uve per la produzione di questo vino provengono da un vigneto posto a 450 metri d’altitudine situato a Casola Valsenio, esposto a nord-est su suolo sabbioso con sistema d’allevamento a Guyot.
La vendemmia s’effettua verso la metà di settembre, fermentazione e affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino sosta sulle fecce fini per un minimo di sei mesi prima dell’imbottigliamento.

Il suo colore è paglierino luminoso, discretamente intenso al naso denota una buona ampiezza olfattiva con sentori di frutta gialla e note tropicali, fiori gialli ed erbe aromatiche.
Fresco, sapido ed al contempo morbido, dotato di buona struttura, i sentori di frutta tropicale si colgono anche alla bocca, chiude con buona persistenza su note d’erbe officinali.

Hic et Nunc – Cantina

Grignolino del Monferrato Casalese Doc “Altromondo” 2023 – Hic et Nunc
L’azienda è stata fondata da Massimo Rosolen che nel 2012 acquista 100 ettari di terreni a Vignale Monferrato, sin da subito inizia il risanamento delle strutture e dei vigneti e nel 2016 escono sul mercato i primi vini.
Nel 2018 prende il via la costruzione della nuova cantina che viene terminata nel 2020 e nel 2021 inizia la conversione al biologico con ottenimento della certificazione nel 2024.
I vigneti si sviluppano su 21 ettari, suddivisi su 10 diversi appezzamenti, le etichette prodotte sono nove.

Il vino, presentato da Emanuela Musabelliu, è prodotto con uve provenienti da un vigneto posto a 285 metri d’altitudine su suoli bianchi e marnosi, fermentazione -con breve macerazione sulle bucce- ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino sosta per sette mesi prima dell’imbottigliamento.

Decisamente scarico e trasparente il color melograno.
media la sua intensità olfattiva, si colgono sentori di frutti rossi selvatici e leggeri accenni di radici.
Fresco al palato, asciutto, di media struttura, con buona trama tannica e bella vena acida, il frutto è croccante e la sua persistenza è buona.
Un vino che ci è parso esprimersi meglio alla bocca.

Tenute Rapinzeri

Terre Siciliane Igt Syrah “Rapinzeri” 2023 – Tenute Rapinzeri
L’azienda e situata all’interno della Riserva Naturale di Santa Ninfa, in provincia di Trapani, vicino al Castello di Rapinzeri dove il bisnonno degli attuali proprietari lavorava come mezzadro.
In quegli anni -siamo negli anni ’60 del secolo scorso- furono impiantati i primi vigneti, coltivati poi dal nonno e dal padre.
Nel 2018 nasce infine l’azienda Rapinzeri i cui vigneti sono situati a 540 metri d’altitudine.

Il vigneto dal quale proviene il vino degustato -presentato da Angela Biondo– si trova su suolo prevalentemente gessoso ed è allevato a Cordone speronato, la vendemmia s’effettua nella seconda metà del mese di settembre e la vinificazione prevede una macerazione sulle bucce in vasche d’acciaio per una decina di giorni mentre l’affinamento si svolge in barriques di rovere francese dove il vino sosta per 12 mesi.

Rubino profondo con riflessi purpureo-violacei, luminoso.
Molto intenso al naso, balsamico, mentolato, speziato, leggere note aromatiche.
Strutturato, succoso, speziato, note piccanti, frutto rosso maturo, bella vena acida e buona persistenza.

Assisi Rosso Doc “Impiccione” 2023 – Migliosi Viticoltori

Cantina Migliosi

Alcuni anni fa la famiglia Migliosi ha acquisito una tenuta nella località Ponte Rosso, con vigneti che si snodano lungo la valle in prossimità del torrente Tescio, all’inizio del 2020 ha inoltre acquisito dei vigneti a Gualdo Cattaneo, nell’area DOC di Montefalco iniziando così la produzione di Rosso di Montefalco e Sagrantino di Montefalco.

Il vino, presentato da Costanza Migliosi, è frutto di un blend tra 50% Sangiovese, 30% Merlot e 20% Cabernet sauvignon provenienti da un vigneto posto tra i 218 ed i 240 metri d’altitudine in località Ponte Rosso, nel comune d’Assisi, i suoli sono composti da argilla e calcare ed il sistema d’allevamento è a Cordone speronato con densità di 4.460 ceppi/ha.
La fermentazione la prima parte dell’affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino sosta per nove mesi, dopo di che viene posto in barriques usate dove rimane altri nove mesi e quindi viene spostato in tonneaux, sempre usati, dove completa la sua maturazione per ulteriori nove mesi.

Profondissimo il colore con unghia color rubino.
Intenso al naso, sentori di frutta rossa surmatura, prugne, note selvatiche.
Intenso anche al palato, dotato di buona struttura, note piccanti e pepate, frutta a bacca scura, buona la trama tannica e la vena acida, chiude con buona persistenza su note amaricanti.

Fratelli Arditi

Grignolino del Monferrato Casalese Doc “Vigna San Pietro” 2022 – Cinque Quinti
Il nome Cinque Quinti prende origine dai cinque fratelli Arditi, due dei quali, Fabrizio e Michele, nel 2008 hanno preso in mano le redini dell’azienda espandendone l’estensione dai 10 ettari originari agli attuali 100 ettari circa la metà dei quali vitati.
Il marchio è nato nel 2016, ponendo sul mercato il loro primo vino rosso frutto della vendemmia 2015, contemporaneamente sono entrate in azienda le due sorelle Martina e Francesca (quest’ultima ha presentato il vino), infine nel 2023 il terzo fratello, Mario, si è laureato in enologia  a Firenze.

Le uve utilizzate per il vino in degustazione provengono da diversi vigneti situati a 290 metri d’altitudine su suolo calcareo con presenza di limo e argilla, l’impianto, messo a dimora nel 2015 è esposto a sud-ovest ed è allevato a Guyot con resa di 70 q.li/ettaro.
La vendemmia si svolge nella seconda settimana di settembre, la vinificazione si svolge in vasche d’acciaio dove poi il vino sosta in affinamento per sei mesi.

Il colore è granato trasparente e luminoso di media intensità.
Intenso al naso dove emergono sentori di frutti di rovo a bacca nera.
Dotato di buona struttura, asciutto, con tannino un poco graffiante (tipico del vitigno) anche se leggermente polveroso, buona la sua vena acida, ricorda un poco la radice di liquirizia, buona la sua persistenza.
Un’interpretazione piuttosto diversa rispetto al Grignolino di Hic et Nunc.

Elena Gillardi

Dogliani Docg “Maestra” 2023 – Az. Gillardi
L’azienda inizia la sua attività nel 1923 con l’acquisto della cascina Corsaletto situata a Farigliano, in provincia di Cuneo, da parte di Giovanni Battista Gillardi, la produzione di vino in bottiglia risale al 1980 ad opera del nipote -che porta lo stesso nome del nonno- e di suo figlio Giacolino.
Le uve provengono da un vigneto di 2,60 ettari, la vinificazione si svolge in vasche d’acciaio e l’affinamento del vino avviene in acciaio o cemento.
Il vino è stato presentato da Elena Gillardi, figlia di Giacolino.

Il colore, tipico dei dolcetti giovani (anche se questo vino ha un paio d’anni) è purpureo-violaceo, profondo e luminoso.
Un poco chiuso ed austero all’inizio si apre poi intenso al naso dove si coglie un frutto rosso maturo, ciliegia surmatura e prugna, note di fiori rossi e leggera speziatura.
Dotato di buona struttura, asciutto, con trama tannica decisa, tipica del vitigno, presenta note amaricanti e leggeri sentori di radici, buona la sua persistenza.

Langhe Nebbiolo 2023 -Beatrice Cortese
L’azienda di Beatrice Cortese (che ha presentato il vino) è di recentissima costituzione, nasce infatti nel 2023 anche se già il bisnonno Giovanni a fine ‘800 aveva acquistato terreni al Bricco di Neive.

Le uve provengono da una vigna situata ai margini di un bosco, il solo è di natura calcarea, sabbioso e limoso, la vendemmia s’effettua tra fine settembre ed inizio ottobre, la fermentazione si svolge in vasche d’acciaio tramite l’utilizzo di lieviti indigeni con una macerazione di un paio di settimane, l’affinamento s’effettua sempre in acciaio per un periodo di sette mesi ai quali ne seguono ulteriori cinque di riposo in bottiglia.

Color rubino luminoso di buona intensità, forse leggermente eccessivo per un Nebbiolo.
Buona la sua intensità olfattiva, si colgono leggere note balsamiche e sentori di frutta a bacca scura.
Dotato di buona struttura, succoso e asciutto, con tannino leggermente polveroso ed un poco asciugante, presenta note piccanti (pepate) e sentori di radice di liquirizia.
Lorenzo Colombo