I vini di Giovanni
Nel weekend di metà maggio dal 16 al 18 presso il Palazzo del Ghiaccio, a Milano si è svolta l’edizione numero 7 dell’evento Best Wine Stars organizzato da Prodes Italia.
Non abbiamo potuto partecipare direttamente, essendo impegnati in altro evento, ma ci è andato per noi il nostro collaboratore Luca Fumagalli che è rimasto colpito in particolare dai vini di un piccolo produttore “naturale”.
Ecco il suo racconto:
In questa edizione gli espositori di vini, oli e spiriti a dimostrazione del successo acquisito dalla manifestazione, oltre al piano terra occupavano anche la sala situata al primo piano. Proprio salendo sopra per smarcarmi dalla nutrita presenza di operatori del settore e Wine Lovers, venivo colpito e attratto da una postazione sulla quale erano esposte quattro bottiglie con etichette disegnate a mano, quasi Naif con tante pecorelle dai colori sgargianti, che riportavano la scritta “I vini di Giovanni”.
Il mio pensiero su quali vini mi si paravano di fronte, ha subito ricevuto conferma dalla ragazza che stava dietro al banco, “Noi produciamo vini naturali “
Quindi, ci trovavamo di fronte a quei vini definiti, vino naturale, vino secondo natura, vino vero o vino artigianale, che secondo la filosofia di questi produttori deve sottostare ad alcuni principi produttivi per potersi definire come tali.
In realtà, non esiste un disciplinare preciso che definisca le tecniche di produzione, ma queste sono dettate dalle varie associazioni che riuniscono sotto sigle diverse vari produttori.
Possiamo però dire che forse tre sono i principi fondamentali che li regolano:
- Seguire una pratica di viticoltura biologica
- Fermentazioni con lieviti indigeni il più possibile spontanee
- Rifiuto di manipolazioni e di tecniche enologiche invasive
In realtà, questi principi sono auspicabili e condivisibili per qualsiasi produzione vitivinicola e l’esigenza di avere un prodotto il più naturale possibile nasce da lontano, già all’inizio del secolo scorso in Francia nel 1903 e nel 1904 i vignaioli organizzarono grandi scioperi che culminarono in una grande manifestazione a Montpellier il 9 giugno 1907, dove si chiedeva di vietare una fabbricazione troppo artificiale del vino nella quale lo slogan era “lunga vita al vino naturale”
A seguito di questo, il 29 giugno 1907 fu promulgata una legge che proibiva la diluizione del vino, aggiungendo acqua e l’abuso di zucchero nella produzione.
In Italia, con l’avvento di Slow Food negli anni 80 si è iniziato a riparlare di cibo, sano sostenibile e sulla scia anche di vino naturale il che ha dato origine alle varie associazioni di produttori con la massima diffusione intorno agli anni 2000 ma, che ancora oggi sono presenti sul mercato.
Da subito ci siamo incuriositi dal racconto sulla storia di questo produttore il nome: Giovanni Battista Mesina un cognome che conduce subito ad un’ appartenenza territoriale ben definita e infatti la sua è una vicenda che possiamo definire di migrazione, Giovanni nasce sulle montagne della Barbagia da una famiglia di pastori che si trasferiscono con lui ancora bambino sulle verdi colline dell’Umbria in cerca di pascoli per continuare l’allevamento delle pecore. Approda quindi a Pianello un paese a nord Perugia dove riprende la sua attivita.
Qui continua la tradizione pastorizia e casearia, ma anche di produttore di olio ed insieme, a queste attività inizia anche a impiantare vitigni tipici locali come: Sangiovese, Ciliegiolo, Vernaccia nera e rossa, Trebbiano ma anche per legame con la sua isola , Il Vermentino.
Ecco quant’abbiamo degustato:
– TREBBIOZZO IGT UMBRIA FRIZZANTE
Varietà: Trebbiano 100% fermentato imbottiglia non filtrato
Colore: Giallo dorato carico.
Naso: Frutta gialla tropicale matura, ananas e fiori gialli leggera nota di lievito. Bocca: Note di frutta matura leggera, sentori di lievito una bollicina lieve e leggermente pizzicante, di buona freschezza.
– CERESIA IGT UMBRIA ROSSO
Varietà: Ciliegiolo 100%
Colore: Rosso rubino scarico luminoso.
Naso: Richiama a pieno il colore e il nome del varietale la ciliegia e la frutta rossa.
Bocca: come mordere una ciliegia fresca, esile e piacevolmente sapido.
– VERMENTUZZO IGT UMBRIA BIANCO
Varietà; Vermentino 100%.
Colore: Ambrato
Naso: Ricorda un the alla frutta con una nota d’erbe aromatiche essiccate.
Bocca: Ampio con una bella mineralità e un finale leggermente tannico e piacevolmente amaricante.
– ROZZO IGT UMBRIA ROSSO
Varietà: sangiovese 100%
Colore: Rosso rubino carico
Naso: Frutta rossa e note di erba fresca
Bocca: Buona la struttura, ma le note dure dei tannini e la salinità uniti alla freschezza si fanno sentire, forse bisogna lasciargli del tempo.
In verità ci siamo approcciati alla degustazione un po’ dubbiosi e con un velato preconcetto, ma ci siamo trovati di fronte a vini limpidi, luminosi puliti di buona franchezza e con un preciso carattere.
In conclusione, vorremmo ritornare da dove siamo partiti, cioè le etichette che sono prodotte completamente con sostanze vegetali, già questo la dice lunga sulla filosofia di questo produttore.
Luca Fumagalli