Abraxas, vini da Pantelleria
Fondata negli anni Novanta la Cantina Abraxas è stata acquistata nel 2020 dal Gruppo Scudieri proprietari tra l’altro dell’Adler Pelzer Group, leader mondiale nella progettazione e realizzazione di componenti acustici e termici per il settore automotive che possiede oltre 100 stabilimenti in 23 paesi del mondo.
Tra le proprietà della famiglia Scudieri nel settore agricolo troviamo anche la Tenuta La Fratta, acquistata nel 2022 e situata in Valdichiana, strutturata su 500 ettari, 15 dei quali a vigneto, la tenuta comprende inoltre un allevamento di bovini di razza Chianina e un ristorante, La Toraia.
L’azienda Abraxas si sviluppa su 40 ettari, 15 dei quali vitati distribuiti su diverse zone dell’sola, oltre al Moscato d’Alessandria, ovvero lo Zibibbo, vitigno tipico dell’isola vi si trovano molti altri vitigni, l’80% dei quali a bacca nera, sia tradizionali che internazionali, a fianco del Nero d’Avola e del Nerello mascalese troviamo infatti Traminer, Viognier, Petit Manseng e Gros Manseng, Syrah, Cabernet franc, Merlot, Mondeuse, Grenache, Carignano e Malbec, in pratica una situazione piuttosto insolita per l’isola di Pantelleria.
La produzione annuale è di poco meno di 60.000 bottiglie, suddivise su sette etichette, cinque delle quali abbiamo potuto degustare durante la presentazione effettuata presso l’Obicà Mozzarella Bar di Milano -nella città meneghina ce ne sono due-, uno dei 20 ristoranti di proprietà della famiglia distribuiti tra Italia, Francia, Regno Unito, Portogallo, USA e Giappone.
All’interno della tenuta ci sono inoltre otto dammusi, tipiche strutture pantesche con la disponibilità di 20 posti letto.
L’azienda Abraxas, la cui cantina è situata a 600 metri d’altitudine, è la più grande dell’isola e l’unica che imbottiglia sulla medesima.
La presentazione dell’azienda è stata effettuata dal direttore di Cronache di Gusto, Fabrizio Carrera, mentre per l’azienda erano presenti Achille Scuderi, che se ne occupa direttamente, l’enologo Pierpaolo Chiasso e l’AD Giandomenico Consalvo.
Tra i vini degustati abbiamo trovato interessante e curioso il Pantelleria Bianco Doc “Alsine” 2023 composto da 85% Zibibbo e 15% Viognier provenienti da vigneti posti su terrazzamenti esposti a Sud e Sud-Est nelle zone di Kamma e Scauri, i suoli sono sciolti, di natura vulcanica, il sistema d’allevamento è il tipico alberello pantesco e la resa è di 50 q.li/ettaro.
La vendemmia s’effettua tra fine agosto ed inizio di settembre, dopo la pressatura il mosto fermenta in vasche d’acciaio dove poi riposa per alcuni mesi sulle fecce fini con ripetuti batonnages.
Se ne ricava un vino dal color più verdolino che paglierino, intenso al naso dove le note aromatiche tipiche del vitigno vengono ingentilite da sentori d’agrumi e di salvia. Fresco e asciutto al palato, decisamente sapido, oseremmo dire quasi salino, intenso e di buona struttura, con spiccata vena acida che gli dona verticalità, oltre ai sentori d’arancio abbiamo colto accenni piccanti che rimandano allo zenzero.
Il Sicilia Rosato Doc “Reseda” 2023 è frutto di un blend tra 60% Nero d’Avola e 40% Alicante provenienti da un vigneto situato a 392 metri d’altitudine a Randazzo, il suolo, di natura vulcanica è tendente all’argilloso, il sistema d’allevamento è a Guyot con densità d’impianto di 4.000 ceppi/ettaro e la resa è di 80 q.li/ha.
Dopo la diraspatura le uve subiscono una breve macerazione in vasche d’acciaio, a fine fermentazione il vino sosta per un paio di mesi sulle fecce fini.
Il suo colore è un rosa antico discretamente intenso con riflessi color rame, di media intensità olfattiva esprime sentori di erbe essiccate, piccoli frutti rossi e accenni di tabacco. Fresco, asciutto, di discreta struttura e con buona vena acida, presenta leggeri accenni tannici ed alla bocca ritroviamo gli stessi sentori percepiti all’olfatto, buona la sua persistenza.
Per quanto riguarda il vino rosso ci sono state servite due annate del Vipera, in realtà si è trattato di due vini completamente diversi tra loro, non solo per quanto riguarda le annate, ma anche per i diversi vitigni utilizzati e per la loro vinificazione; il Sicilia Rosso Doc
Vendemmia Tardiva “Vipera” 2021, frutto della precedente gestione, è stato prodotto con uve raccolte nella seconda metà del mese d’ottobre dopo un breve appassimento in pianta.
Le uve, Nero d’Avola provengono dal vigneto situato a Randazzo, a 392 metri d’altitudine, posto su terrazzamenti esposti a Sud e Sud-Est e allevato a spalliera bassa con densità di 3.500 ceppi/ha che ha dato una resa di 45 q.li/ha.
La fermentazione s’effettua in vasche d’acciaio con una macerazione sulle bucce di un mese, la fermentazione malolattica viene svolta in serbatoi più piccoli quindi il vino viene affinato per un breve periodo in contenitori di legno.
Non è un vino che ci ha particolarmente colpiti, anzi…
Bello il suo colore, rubino profondo e luminoso, intenso al naso, balsamico, con sentori di frutta rossa matura, ciliegia e prugna. E’ alla bocca che non ci ha convinti, dotato di buona struttura con tannini vegetali, astringenti, quasi allappanti, in pratica un vino un poco scomposto.
Discorso assai diverso per il Sicilia Rosso Doc “Vipera” 2023, vino presentato in anteprima e che uscirà probabilmente a fine anno, ovvero una prova di botte. Completamente diversi i vitigni utilizzati, 605 merlot e 40% Cabernet franc, vitigno quest’ultimo assai presente nei vigneti aziendali.
Molto profondo il suo colore, con unghia violacea, mediamente intenso al naso dove si percepisce chiaramente che si tratta di un vino non finito, vi cogliamo accenni speziati e frutto rosso maturo. Dotato di buona struttura, con trama tannica importante, asciutto e con buona vena acida, anche alla bocca emergono i sentori di frutta rossa molto matura.
Si tratta comunque di un vino da aspettare e da riassaggiare quando il suo percorso sarà completato.
Infine sono stati serviti i due Passito di Pantelleria aziendali, frutto, viste le annate, della precedente gestione, due vini assai diversi tra loro, il primo, ovvero il Passito di Pantelleria Doc “Sentivento” 2017 è prodotto con uve Zibibbo in purezza provenienti da vigneti situati a Bukkuramm, Barone e Mueggen, i suoli vulcanici tendono al sabbioso, l’sposizione è Sud, Sud-Est ed il sistema d’allevamento è il tipico alberello pantesco con resa di 50 q.li/ha.
Dopo la vendemmia parte delle uve vengono poste ad appassire per una ventina giorni mentre l’altra part viene subito fermentata, successivamente l’uva passa viene aggiunta al mosto-vino ancora in fermentazione e quindi lasciata macerare per alcune settimane.
Se ne ricava un vino dal color ambrato, intenso e luminoso con unghia che tende all’arancione, al naso, assai intenso ed ampio, si coglie un’esplosione di sentori, datteri, albicocca disidratata, fichi secchi, pasta di mandorle.
Dolce alla bocca senz’essere stucchevole, emergono sentori d’albicocca sciroppata, uva passa, caramella all’orzo, fresco e con buona vena acida ha una persistenza che dire lunghissima non è sufficiente.
Vino dalla notevole qualità e dal profilo mediterraneo.
Il secondo vino, il Passito di Pantelleria Doc “Don Achille” 2014 è completamente diverso dal Sentivento, sempre prodotto con uve Zibibbo in purezza, provenienti unicamente dai vigneti di Bukkuramm, in località Baia del sole, suolo, modalità d’impianto e resa sono gli stessi del Sentivento, cambia però la modalità produttiva.
Tutte le uve vengono poste ad appassire al sole per tre-quattro settimane, quindi parte delle uve vengono poste a fermentare e successivamente vi vengono aggiunte le altre che hanno subito un maggior appassimento, la macerazione prosegue per un paio di mesi dopo di che il vino viene posto ad affinarsi in botticelle di rovere.
Quello che se ne ricava è un vino simile al precedente unicamente per quanto riguarda il colore, per il resto è assai più delicato, meno intenso, meno esuberante diremmo, in pratica più gentile.
Fresco al palato dove cogliamo sentori d’erbe aromatiche, dotato di buona vena acida.
Un vino meno immediato, più timido e più meditativo del precedente, che richiede maggior attenzione.
Lorenzo Colombo