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Brunello di Montalcino 2013 Silvio Nardi

L’azienda nasce nel 1950 quando Silvio Nardi acquista la Tenuta Casale del Bosco situata nella zona Nord-Ovest di Montalcino e nel 1954 produce la prima bottiglia di Brunello di Montalcino, qualche anno dopo, nel 1962, acquista la Tenuta di Manachiara situata nella zona Est del comune.
Nel 1967 Silvio Nardi è tra i fondatori del Vino Consorzio del Brunello di Montalcino.
Nel 1985 entra in azienda la figlia Emilia che introduce cambiamenti nel processo di produzione e nella gestione e nel 1990 mette in atto un progetto di zonazione  e di selezione clonale che si concluderà nel 2012 e nel 2019 quattro cloni di Sangiovese Silvio Nardi vengono iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, vengono inoltre reimpiantate le vigne.

Attualmente le Tenute Silvio Nardi dispongono di 80 ettari di vigneti suddivisi in otto macro-parcelle e 36 appezzamenti, una cinquantina di questi vigneti sono atti alla produzione di Brunello di Montalcino.

La 2013 a Montalcino viene considerata un’annata classica, in grado di dare vini più giocati su freschezza ed eleganza piuttosto che su potenza.

Andiamo quindi a verificarlo assaggiando questo vino frutto della vinificazione delle uve di 20 diverse parcelle provenienti dalle due sopracitate tenute, Casale del Bosco e Manachiara, i vigneti sono esposti a Nord-Ovest e Sud-Est su suoli composti da diaspri e scisti argillosi e sono entrambi condotti a Cordone speronato con densità d’impianto di 5.000 ceppi/ettaro.
L’affinamento s’effettua in botti di rovere di Slavonia dove il vino sosta per 24 mesi ai quali ne seguono ulteriori 18 di riposo in bottiglia.

Color granato di discreta intensità, unghia aranciata.
Di buona intensità olfattiva, elegante, vi si colgono sentori di liquirizia, sottobosco, accenni di spezie dolci, vaniglia, sopra ad un tappeto di frutta a bacca scura con sentori di ciliegia matura ancora ben presente.
Dotato di buona struttura, fresco, con trama tannica in perfetto equilibrio, bel frutto, ciliegia, sentori di radici, note mentolate, accenni di vaniglia, caffè, pepe, lunghissima la persistenza.
Lorenzo Colombo