Alpi Retiche Igt Bianco 2024, La Spia
Quando si pensa alla Valtellina vinicola le prime cose che ci vengono in mente sono il Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca, ed i vini -rossi ovviamente- che con questo vitigno si producono, ovvero il Rosso di Valtellina, il Valtellina Superiore -eventualmente con specificata una delle cinque Sottozone-, e lo Sforzato.
In realtà con questo vitigno si possono ottenere anche altre tipologie di vino che solitamente vengono commercializzati come Igt Alpi Retiche o Terrazze Retiche di Sondrio.
La Spia è un’azienda nata vent’anni fa con una produzione iniziale 3.000 bottiglie che nel corso degli anni sono arrivate a 40.000 suddivise in nove etichette, due delle quali di Metodo Classico, sempre da uve Nebbiolo.
Anche il vino bianco che andiamo oggi a degustare è prodotto con uve Chiavennasca, provenienti dai 4,5 gli ettari di vigneti esposti a Sud a quote tra i 300 ed i 500 metri slm sparsi tra la Costiera dei Cech sino a Berbenno e sono le prime ad essere raccolte.
Dopo un appassimento di qualche giorno vengono pressate delicatamente per non estrarre colore e tannini e quindi la parte liquida del mosto viene messa a fermentare in barriques di rovere e d’acacia dove il vino rimane ad affinarsi, con periodici batonnages, per circa dieci mesi.
Le bottiglie prodotte sono poco più di 6.000.
Il vino si presenta con un color verdolino scarico, luminoso.
Dotato di buona intensità olfattiva vi cogliamo una buona verticalità, sentori floreali e di frutta a polpa bianca e gialla, pesca, albicocca, frutta tropicale, note d’agrumi ed accenni minerali.
Alla bocca troviamo un vino fresco e sapido, con spiccata vena acida e con netti sentori agrumati e note di frutta, pesca e ananas, buona la sua persistenza.
Lorenzo Colombo