Nel “Segno” di Librandi
Se ben ricordiamo la linea denominata “Segno” era stata presentata al pubblico ed agli addetti ai lavori durante l’ultimo Vinitaly precedente al Covid, ovvero nel 2019.
Allora avevamo assaggiato la prima annata di questi tre Cirò svolti nelle tre tipologie previste dal disciplinare, ovvero Bianco, Rosato e Rosso e le annate degustate erano state la 2018 per i primi due e la 2017 per quanto riguarda il rosso.
Ecco quanto avevamo scritto in quell’occasione: Librandi lascia il “Segno” – Io e il vino.
Ora ci accingiamo a testare l’ultima produzione, ovvero i vini dell’annata 2025 per il Bianco ed il Rosato e la 2024 per il Rosso.
Ecco quindi il nostro pensiero:
– Cirò bianco Doc Segno 2015
Prodotto con uve Greco bianco nei comuni di Cirò, Cirò Marina e Crucoli su suoli franco argillosi calcarei, i vigneti sono condotti a Cordone speronato con densità d’impianto di 5.000 ceppi/ha e la resa è di 90 q.li/ha.
La vendemmia s’effettua nell’ultima decade di settembre, vinificazione ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio, seguono alcuni mesi di sosta in bottiglia.
Il colore è verdolino scarico, luminoso.
Di buona intensità olfattiva, fresco e pulito, presenta sentori floreali e di frutta a polpa bianca, pesca, mela pera e accenni d’erbe aromatiche.
Fresco e fruttato al palato dove ritroviamo i sentori di frutta a polpa bianca uniti a note d’agrumi, un poco semplice e di corpo leggero, sapido e con leggeri accenni vegetali sul lungo fin di bocca.
– Cirò Rosato Doc Segno 2025
Prodotto con uve Gaglioppo in purezza provenienti dai comuni di Cirò, Cirò Marina, Crucoli e Melissa.
I suoli sono argillosi calcarei ed i sistemi d’allevamento sono in parte ad Alberello ed in parte a Cordone speronato con densità d’impianto di 5.000 ceppi/ha, la resa è di 90 q.li/ha.
La vendemmia s’effettua tra la fine di settembre e l’inizio del mese d’ottobre, vinificazione ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio, seguono alcuni mesi di sosta in bottiglia.
Il colore è ramato luminoso.
Intenso al naso, fresco e pulito, si colgono sentori d’erbe aromatiche, pera matura, mela rossa, agrumi maturi, pesca e note floreali.
Fresco, fruttato, sapido, nuovamente percepiamo sentori di pera matura e agrumi maturi, buona la vena acida, leggeri accenni tannici, buona la persistenza.
– Cirò Rosso Classico Segno 2024
Da uve Gaglioppo provenienti dai comuni di Cirò e Cirò Marina, i suoli sono argillosi calcarei ed i sistemi d’allevamento sono in parte ad Alberello ed in parte a Cordone speronato con densità d’impianto di 5.000 ceppi/ha, la resa è di 90 q.li/ha.
La vendemmia s’effettua tra la fine di settembre e l’inizio del mese d’ottobre, la vinificazione, in vasche d’acciaio, prevede una macerazione di tre/cinque giorni, l’affinamento del vino avviene in vasche d’acciaio, seguono alcuni mesi di sosta in bottiglia.
Color granato non molto intenso.
Discreta la sua intensità olfattiva, fresco e pulito, sentori di ciliegia selvatica e d’erbe officinali mediterranee.
Fresco ed asciutto alla bocca, con bella trama tannica anche se leggermente asciugante e polveroso, di medio corpo, piacevole la beva bove ritroviamo la ciliegia selvatica, chiude piacevolmente amaricante con discreta persistenza.
Lorenzo Colombo