I vini della Terra di Mezzo
L’Enoteca Regionale di Albugnano nasce nel 2019 da produttori locali con l’obiettivo di valorizzare l’Albugnano DOC e le eccellenze agroalimentari del Nord Astigiano e della Collina Torinese ed ha sede nella ex scuola “Camilla Serafino” di Albugnano.
Qui venerdì 4 settembre si è tenuta la prima parte del Riviera Monferrato Day, giornata riservata a stampa ed operatori del settore, preludio a Cocco Wine, evento, quest’ultimo, giunto alla sua 25ª edizione.
Riviera del Monferrato è un progetto volto a valorizzare ed a promuovere il territorio dell’Alto Monferrato Astigiano, promosso dall’Enoteca Regionale di Albugnano, dal Consorzio di Cocconato, dal comune di Cocconato, da Explore Monferrato e da 11 comuni del territorio.
Mappa della Terra di Mezzo (Immagine generata dall’AI, contiene alcuni errori sui nomi delle località).
Dopo la presentazione da parte di Davide Gasperini, presidente dell’enoteca, l’enologo Giampiero Gerbi ha condotto la degustazione di otto vini frutto dei vitigni storici presenti nella cosiddetta “Terra di Mezzo”, ovvero il Basso Monferrato Astigiano, non prima d’aver tenuto una esauriente lezione sulla storia e sui suoli di questo territorio.
Territorio col “cuore di gesso”, così l’ha definito Gerbi, con suolo calcareo con vene di sabbia, in grado di caratterizzare profondamente e diversamente dalle altre zone, seppur limitrofe, i vini che vi vengono prodotti.
Qui il vitigno dominante è la Barbera, quasi mai utilizzata in purezza nella produzione dei vini, ma spesso, soprattutto in passato con il contributo di una parte, seppur minoritaria di Freisa, altro vitigno che poi abbiamo avuto la possibilità di degustare nei vini presentati, assieme a Nebbiolo, che troveremo come ingrediente principale nell’Albugnano Doc ed alla Malvasia, in questo caso a bacca nera.
Abbiamo quindi potuto assaggiare li seguenti vini:
Davide Gasperini, Presidente Enoteca Regionale di Albugnano
– Barbera d’Asti 2025 di Alle Tre Colline, prodotto con uve Barbera in purezza, vino fresco e vinoso, dalla tipica e spiccata vena acida, con sentori di frutta fresca e leggere note pepate.
– Freisa d’Asti Superiore 2023 di Tenuta Sussambrino, vino affinato in legno per un anno che si presenta al naso con un bel frutto rosso dolce ed accenni balsamici e floreali, il gusto è morbido e succoso ed il tannino delicato.
– Completamente diverso è la Freisa d’Asti Superiore Bugianen 2018 di La Montagnetta prodotto con il 10% di uve surmature aggiunte al mosto già svinato, presenta note balsamiche, di legno dolce e liquirizia, una buona vena acida ed un legno ben integrato.
A seguire tre diversi Albugnano Doc, piccola e poco conosciuta denominazione che richiede un minimo di spiegazione.
Albugnano, il Nebbiolo meno conosciuto
Quando si nomina il vitigno Nebbiolo le prime zone che vengono alla mente sono le Langhe, il Roero, la Valtellina e tutta la costellazione di vini del Nord Piemonte.
Ci sono altre zone certamente, meno conosciute delle sopracitate, pensiamo alla Valle d’Aosta dove il vitigno è presente soprattutto ai confini col Piemonte, alla Sardegna, nell’Igt Colli del Limbara, ma, tornando al Piemonte, dove si trova la stragrande maggioranza del vitigno (oltre l’80%) lo troviamo anche in altre denominazioni, come Carema, Canavese, nella generica Doc Piemonte e…Albugnano, piccola denominazione situata nell’astigiano che, nel 2004, secondo i dati forniti da Valoritalia, ha prodotto circa 1.000 ettolitri di questo vino per un totale di poco più di 60.000 bottiglie.
L’enologo Giampiero Gerbi
Il disciplinare di produzione di questa Doc prevede l’utilizzo di un minimo dell’85% di Nebbiolo, con la possibilità, per l’eventuale parte rimanente d’impiegare Barbera, Freisa e Bonarda e le tipologie ammesso sono: Albugnano, anche Superiore e Albugnano Rosato.
La zona di produzione comprende, oltre ad Albugnano, i territori comunali di Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano-Marmorito e le aziende coinvolte nella produzione di questo vino sono state, sempre secondo Valoritalia, che è l’ente certificatore di questa denominazione, 37, 14 delle quali l’hanno imbottigliato con proprio nome.
– Albugnano Il Giglio 2024, Roggero
Da uve nebbiolo in purezza, vinificato ed affinato in vasche d’acciaio, dal tipico color granato scarico tendente all’aranciato, intenso, con sentori di fiori appassiti e note di rabarbaro, asciutto e speziato al palato.
– Albugnano Superiore 549 Carpinella 2020, Pianfiorito
Vino frutto del progetto “Albugnano 549”, matura per 18 mesi in barriques francesi, un grande vino, che ci è piaciuto molto, balsamico, elegante, succoso e persistente, con trama tannica importante ma bn integrata.
Nota: Il progetto Albugnano 549 prende il nome dal Belvedere, il punto più alto del comune di Albugnano e di tutto il comprensorio del Basso Monferrato Astigiano, che è appunto di 549 metri slm.
Il progetto è poi sfociato in un’Associazione, composta attualmente da 12 produttori del territorio
– Albugnano Superiore 2018 di Tenuta Tamburnin, affinato per 12 mei in botti da 20 ettolitri, il suo colore è granato-mattonato, primo segno di un’evidente evoluzione che si riscontra sia an naso che alla bocca con sentori di radici, di rabarbaro e di bastoncino di liquirizia e con un finale leggermente tendente all’amarognolo.
– Ancora una Freisa, in una diversa interpretazione, si tratta della Freisa d’Asti 500, Spumante Extra Dry di Terre dei Santi, dal color rosa tendente al ramato, con piacevoli e freschi sentori aromatici e di frutti di bosco al naso e con note floreali, asciutto, sapido e con accenni tannici al palato.
I vini degustati
– Si conclude la degustazione con la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco dell’azienda Gilli, vino dolce e aromatico, frutto di un blend tra la rara Malvasia di Schierano e la Malvasia Nera Lunga, vino dove la sua delicata tannicità bilancia perfettamente la dolcezza rendendo piacevolissima la beva.
Lorenzo Colombo