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Omaggio alla Natura: I vini “Bio” della Cantina Tollo

Una nuova linea BIO destinata al canale Ho.Re.Ca.

Quest’anno la Cantina Tollo compie sessant’anni d’età, essendo stata fondata da 25 soci nel 1960 e giusto dieci anni fa, in occasione del cinquantenario, eravamo stati invitata ad un bellissimo tour alla scoperta degli Eremi d’Abruzzo.

I vigneti dei 700 soci coprono tuttora una superficie di circa 3.000 ettari (poco meno di un decimo della superficie vitata dell’intera regione) mentre la produzione è di oltre 13milioni di bottiglie/anno.

237 di questi ettari sono allevati in biologico da una cinquantina di produttori,  poco oltre metà di questa superficie vitata è destinata al Montepulciano, un altro centinaio d’ettari al Trebbiano, mentre i pochi rimanenti se li dividono Merlot, Sangiovese, Cabernet sauvignon, Passerina e Pecorino.

Una videoconferenza in collegamento con il direttore commerciale Andrea Di Fabio e con l’enologo Riccardo Brighigna ci ha fornito molte informazioni sulla filosofia aziendale, relativa al mondo del biologico e su questa nuova linea produttiva destinata unicamente ai canali Ho.Re.Ca.

Questa linea comprende cinque vini, tutti da vitigni autoctoni: Montepulciano d’Abruzzo DOP, Trebbiano d’Abruzzo DOP, Cerasuolo d’Abruzzo DOP, Terre di Chieti IGP Pecorino e Terre di Chieti IGP Passerina.
Oltre che biologici questi vini sono anche certificati Vegani, ovvero in tutto il loro ciclo di produzione non vengono utilizzate sostanze di derivazione animale.
Anche l’etichetta è il segno distintivo di questa linea, simile per tutte le tipologie, riporta un insetto, diverso per ciascun vino, a simboleggiare un’ambiente pulito.

Per questa prima annata sono state prodotte 6.000 bottiglie per tipologia, se, come ci si attende, la risposta del mercato sarà positiva, i quantitativi previsti saranno decisamente superiori e stimabili in 40-50 mila bottiglie per Trebbiano, Montepulciano e Cerasuolo, meno invece per quanto riguarda Pecorino e Passerina.

In realtà la Cantina Tollo già produceva vini Bio, la cui sperimentazione era iniziata una decina d’anni fa; circa 650-700 mila bottiglie/anno, per un fatturato di 2 milioni di euro (il fatturato totale della Cantina è di 24 milioni di euro).

Riccardo Brighigna conosce a fondo la realtà vitivinicola abruzzese, lavora infatti in questa regione sin dal 1986 e dal 2003 collabora con la Cantina Tollo.
I vigneti di questa realtà si collocano a metà strada tra il massiccio della Maiella ed il mare Adriatico e questo consente di poter avere un frutto delicato in vigna  e sempre una buona acidità nei vini, ottenuta anche tramite una vendemmia leggermente anticipata per conservare una parte d’acido malico.

Tornando al biologico Brighigna ha toccato l’argomento delle sostanze che vengono impiegate nei vigneti, ovvero rame e zolfo, e sull’influenza che queste hanno sulle caratteristiche finali dei vini.
Si è quindi affrontato il concetto tanto dibattuto ultimamente di “mineralità” e l’opinione di Brighigna relativa a questo punto è che anche l’utilizzo dello zolfo in vigna influisca -unitamente a numerosi altri fattori, anche enologici- su questa “caratteristica organolettica” di alcuni vini.
In quanto al rame quest’elemento è un nemico dei tioli, di conseguenza nei vini Bio troveremo attenuate le caratteristiche aromatiche che questi composti conferiscono ai vini.

La filosofia della Cantina Tollo, relativa ai vini Bio si traduce quindi in “purezza ed equilibrio”, a tal proposito nel 2019 sono state sostituite tutte le presse pneumatiche con modelli atti alla bassa estrazione polifenolica.

Tutti i vini assaggiati sono dell’annata 2019 –annata fresca- e sono prodotti con uve provenienti da vigneti allevati a pergola abruzzese, situati a 130 metri d’altitudine in provincia di Chieti e sono concepiti per una shelf-life di almeno un paio d’anni.

Per questa nuova linea di prodotti si è intervenuti anche sul packaging, utilizzando etichette di carta riciclata e capsule con poco PVC, i tappi sono della Diam e consentono di poter conservare le bottiglie in verticale; il prossimo passo sarà relativo al peso delle bottiglie che attualmente s’attesta attorno ai 500 grammi e che si pensa di potere alleggerire di un 10-15%.
Il prezzo dei vini sullo scaffale varia dai 9 ai 12 euro.

La degustazione:

 – Trebbiano d’Abruzzo DOP
La vendemmia si svolge a metà settembre, l’affinamento del vino in acciaio inox.
In etichetta troviamo una libellula, a segnalare la salute dei fiumi.

Il colore è paglierino-verdolino scarico.
Al naso il vino si presenta fresco e pulito, anche se con qualche accenno sulfureo, dovuto al recente imbottigliamento, si colgono sentori di frutta bianca, soprattutto mela e pesca unitamente a note floreali ed accenni d’agrumi.
Fresco e decisamente agrumato al palato, sapido, con spiccata vena acida ed accenni vegetali, leggere note pungenti.

 – Terre di Chieti IGP Passerina
La Passerina è un vitigno tardivo, in passato si vendemmiava dopo il Montepulciano, soffre in annate calde, quindi, a causa del cambiamento climatico in atto, si sta spostando la sua coltivazione in zone più fresche.
Le uve per questo vino vengono vendemmiate nella seconda metà di settembre. Il vino matura in acciaio sui lieviti –senza batonnage- per circa quattro mesi.
Le api in etichetta rivelano la qualità dell’ambiente.

Color verdolino scarico.
Intenso al naso dove prevalgono sentori di fieno ed erbe officinali, unitamente a note di frutta matura, pera e pesca gialla.
Fresco e verticale, quasi tagliente, sapido, ritroviamo le note di fieno e d’erbe officinali, il fin di bocca chiude leggermente amaricante.

 – Terre di Chieti IGP Pecorino
Essendo un vitigno precoce la vendemmia è stata effettuate nella prima settimana di settembre, la sua caratteristica è che concentra gli zuccheri senza perdere in acidità.  L’affinamento si svolge in vasche d’acciaio.
In etichetta troviamo un lucanide, conosciuto comunemente come cervo volante, coleottero che simboleggia la vitalità dei boschi.

Color paglierino-verdolino.
Buona l’intensità olfattiva con frutto giallo maturo in evidenza e note di fieno e d’erbe officinali.
Dotato di buona struttura, tornano i sentori di fieno e di frutta matura (pesca gialla), si percepiscono inoltre leggere note di frutta secca, buona la sua persistenza.

 – Cerasuolo d’Abruzzo DOP
Uve Montepulciano vendemmiate nell’ultima decade di settembre.
Ottenuto tramite pressatura diretta, senza macerazione, il vino s’affina in vasche d’acciaio con sosta sui propri lieviti per tre mesi.
La farfalla è il simbolo sull’etichetta, lepidottero che segnala i cambiamenti climatici.

Color rosa intenso, tendente al violaceo, un poco scarico  e poco in linea per la tipologia tradizionale.
Di buona intensità olfattiva, al naso emergono sentori di frutti di bosco (lampone) e ciliegia, unitamente ad accenni di fieno.
Sapido, fresco e fruttato (frutti di bosco e ciliegia asprigna), di buona struttura e bella vena acida, buona la sua persistenza.

 – Montepulciano d’Abruzzo DOP
La vendemmia s’effettua a metà ottobre. Fermentazione alcolica spontanea (senza aggiunta di lieviti) e malolattica ottenuta tramite inoculo, l’affinamento del vino avviene in vasche di cemento.
Sull’etichetta è riportata una coccinella, simbolo della purezza ambientale.

Rubino purpureo di buona intensità, con unghia violacea.
Buona l’intensità olfattiva dove si colgono sentori di frutta rossa, ciliegia matura e susina unitamente a leggeri accenni speziati.
Mediamente strutturato, buone sia la trama tannica che la vena acida, fresco, asciutto e sapido, leggermente rustico e pepato, tornato i sentori di ciliegia.
Lorenzo Colombo