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Pighin e i vini del Collio

Centosessanta ettari nelle Grave ed altri trenta nel Collio, questa è la realtà dell’Azienda Agricola Pighin.

Tutto inizia nel 1963, quanto i fratelli Pighin, titolari di un’affermata azienda di trasporti, acquistano 220 ettari nelle Grave, nasce così l’ Azienda Agricola F.lli Pighin.
I primi anni sono dedicati alla ristrutturazione aziendale ed alla costruzione della cantina, e nel 1968 vengono acquistati i trenta ettari di vigneti del Collio, a Spessa di Capriva.
Alla fine degli anni ’70 la conduzione aziendale viene affidata a Fernando il quale inizia ad esportare, soprattutto in Germania.
Nel 1985 entra in azienda il figlio Roberto e nel 2004 la famiglia di Fernando rileva tutte le quote dell’azienda.

Attualmente quindi l’Azienda Agricola Pighin dispone di due specifiche realtà nel panorama friulano, a Risano, nella zona del Friuli Grave Doc c’è la parte più corposa, la sede direzionale e la Villa Agricola, villa veneta risalente al 16° secolo ed adibita a sede di rappresentanza  ed a foresteria, mentre a Capriva si trova la cantina per la produzione dei vini a denominazione Collio.

L’Azienda Pighin lavora unicamente le uve provenienti dai propri vigneti -curandone anche la selezione clonale, in collaborazione con i Vivai di Rauscedo- dai quali ricava ogni anno circa un milione di bottiglie, sia da vitigni prettamente locali, come Malvasia istriana, Ribolla gialla, Friulano e Refosco ma anche da i cosiddetti internazionali; basti pensare che solamente al Pinot grigio sono riservati ben ottantacinque ettari, per una produzione di 600mila bottiglie di Friuli Grave Pinot Grigio Doc, ovvero oltre la metà della produzione totale.

Mercoledì 23 ottobre, presso il Ristorante Ceresio 7, a Milano, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere Roberto Pighin e di assaggiare alcuni dei vini prodotti; sono stati presentati unicamente alcuni di quelli del Collio, prodotti utilizzando i vitigni che dovrebbero entrare nel fantomatico (se ne parla ormai da anni ma non si è ancora raggiunto lo scopo) Collio Docg, ovvero: Friulano, Ribolla e Malvasia Istriana.

Terrazza Ceresio 7

Prima però, durante l’aperitivo in terrazza, un assaggio di uno spumante prodotto con uva provenienti dalle Grave, si tratta del VSQ Brut Ribolla Gialla.
Le uve provengono dai vigneti situati nelle Grave e la spumantizzazione avviene in autoclave tramite il Metodo Charmat lungo.
Abbiamo assaggiato questo primo vino come aperitivo, in modo informale, senza prendere appunti, ce lo ricordiamo comunque fresco, morbido e cremoso al palato, con un residuo zuccherino ai limiti della tipologia Brut, dotato di una discreta struttura ed una piacevolissima bevibilità.

 – Collio Doc Ribolla Gialla 2018
Da uve Ribolla gialla in purezza, provenienti dai vigneti situati nel Collio, allevati a Guyot con densità di 4.000 ceppi/ettaro.
(La zona di provenienza e l’utilizzo dei vitigni in purezza valgono anche per i vini seguenti ovvero il Friulano e la Malvasia istriana)
A partire dall’annata 2018 una piccola parte delle uve (10% circa) vengono vinificate in tonneaux di rovere di Slavonia, mentre il grosso della massa segue la solita vinificazione in acciaio.

Color paglierino di buona intensità con riflessi verdolini.
Buona l’intensità olfattiva, presenta piacevoli sentori di frutta a polpa bianca matura, pesca gialla, mela pera Williams e leggeri accenni d’erbe officinali.
Fresco, sapido e minerale, con bella vena acida ma morbido, tornano al palato le note fruttate, lunga la sua persistenza.

 – Collio Doc Friulano 2018
La vinificazione di questo vino, sempre dall’annata 2018, segue la stessa procedura applicata alla Ribolla gialla.

Il colore è paglierino luminoso di discreta intensità con riflessi verdolini.
Bel naso, elegante, presenta sentori d’erbe officinali e di mandorle e leggeri accenni vanigliati.
Di buona struttura, intenso, fresco e minerale, sapido verticale, lunga la persistenza.

 – Collio Doc Malvasia 2018
Niente utilizzo del legno invece per quanto riguarda questo vino, dove sia fermentazione che affinamento si svolgono in acciaio.

Color paglierino-verdolino luminoso.
Intenso e fruttato al naso, frutta gialla: pesca ed albicocca, note d’erbe officinali.
Buona sia la struttura che l’eleganza, fresco e verticale, presenta leggeri accenni vegetali, discreta la sua persistenza.

Ultima nota prima di concludere riguarda le etichette dei vini, molto pulite e lineari che rendono la produzione dell’Azienda Pighin ben riconoscibile già sullo scaffale.
Lorenzo Colombo

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  1. […] avuto l’occasione d’assaggiare alcuni vini prodotti nel Collio. Vi rimandiamo quindi a quell’articolo per avere maggiori informazioni sulla realtà […]

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