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Podere Conca: vini al femminile

La degustazione in “verticale” è quanto di più interessante possa capitare ad un appassionato di vino,
assaggiando più annate dello stesso vino si riescono a capire molte cose sulla filosofia aziendale e sul progetto che sta alla base di quel determinato vino, vi si colgono gli eventuali cambiamenti produttivi, e, naturalmente si percepisce l’influenza dovuta all’andamento climatico.

Ed è proprio ad una degustazione di questo tipo che abbiamo partecipato sabato 25 giugno a Milano.
L’ha organizzata, dopo un paio di rinvii dovuti a problemi vari, Silvia Cirri, primario di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano, socia di maggioranza nonché amministratore delegato di Podere Conca, azienda di recente fondazione, situata a Bolgheri.

Fondata nel 2015 Podere Conca è un’azienda prettamente femminile, lo è la proprietaria, lo è la figlia Virginia che si occupa della promozione commerciale dell’azienda, lo sono le collaboratrici, Manuela Gastel che gestisce la comunicazione digitale, l’enologa consulente Laura Zuddas, l’agronoma Linda Franceschi e la sua collaboratrice per la parte viticola Paola Cioni, lo sono Guida Fidanzi, responsabile amministrativa e dell’accoglienza in azienda, Anna Sguazzo che si occupa della parte commerciale per quanto riguarda l’estero, Maria Cristina Asinari di Bernezzo che ne cura l’immagine e la comunicazione social ed infine Simonetta Cerboneschi, principale collaboratrice di Silvia sin dall’inizio nonché Chef di Podere Conca.

Silvia Cirri frequenta la zona bolgherese sin da bambina e nel 1983 decide di ampliare l’esistente uliveto sino a che, nel 2015 si mettono a dimora cinque ettari di vigne, i vitigni impiantati sono Viognier, Chardonnay e Sauvignon blanc per quanto riguarda quelli a bacca bianca e Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Ciliegiolo per quelli rossi, dal 2019 la gestione è in regime BIO.

Attualmente se ne ricavano 35.000 bottiglie all’anno suddivise su quattro etichette: Bolgheri Rosso “Agapanto”, prodotto per la prima volta nel 2016 (parte delle uve sono state acquistate e questo vale per le prime annate prodotte), frutto della nostra verticale, Igt Costa Toscana “Apistós”, Igt Costa Toscana Cabernet sauvignon “196” ed Igt Costa Toscana “Elleboro”, quest’ultimo unico vino bianco.

La nostra degustazione verteva principalmente sulla verticale di tutte le annate di Agapanto sinora prodotte e sull’assaggio della prima annata dell’Apistós, ovvero la 2019, successivamente, durante il pranzo abbiamo avuto modo d’assaggiare anche gli altri due vini.

La verticale di Agapanto

Frutto di un curioso blend tra Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e 20% Ciliegiolo (il vitigno Ciliegiolo, pur ammesso dal disciplinare di produzione, non è poi così diffuso nel bolgherese), si avvale di un affinamento per dodici mesi in barriques e tonneaux usati seguito da una sosta in bottiglia di almeno sei mesi.

2020 – Ultima annata in commercio, vi si coglie tutta la gioventù del vino.
Il colore è rubino-purpureo luminoso di discreta intensità.
Intenso al naso, fresco e pulito, di buona eleganza, presenta un piacevolissimo frutto rosso e leggere note vegetali.
Molto fresco alla bocca, succoso, sentori di ciliegia, leggera nota speziata, bella vena acida e tannino in equilibrio.

2019 – Color rubino, più intenso rispetto al precedente vino.
Balsamico al naso, si colgono note vanigliate unite ad accenni vegetali che rimandano al peperone.
Discretamente strutturato, con accenni piccanti e note pepate, leggeri ricordi di legno, lunga la sua persistenza su sentori di bastoncino di liquirizia.

2018 – profondo il colore, con unghia leggermente aranciata.
Mediamente intenso al naso, con spiccata nota balsamica ed accenni speziati.
Discretamente strutturato, intenso e con buona nota alcolica, tannini decisi e leggermente astringenti, accenni pepati e di radice di liquirizia.
Ci è sembrato più compiuto e pronto al naso, un poco meno alla bocca.

2017 – Profondo il colore, unghia purpurea.
Di media intensità olfattiva, presenta un bel frutto rosso dolce unito a sentori balsamici e di legno e spezie dolci.
Fresco, frutto rosso maturo, tannino deciso, buona la sua vena acida.

2016 – Color rubino luminoso di discreta intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, balsamico, delicato, legno dolce e spezie dolci, vaniglia.
Morbido e succoso alla bocca, balsamico, con tannino importante e leggermente asciugante, buona la sua persistenza.
Un vino che abbiamo maggiormente apprezzato al naso.

In conclusione di questa verticale abbiamo notato un progressivo miglioramento dei vini, dovuto da una parte alle vigne più mature, dall’altra alla maggior esperienza in azienda, personalmente i vini che maggiormente abbiamo apprezzato sono quelli dell’annata 2020 (seppur considerando la sua estrema gioventù) e quello dell’annata 2019.

Gli altri vini

Igt Costa Toscana Cabernet franc “Apistós” 2019 (prima annata di produzione)
Cabernet franc in purezza, affinato per sedici mesi in barriques francesi sia nuove che usate.

Color rubino-granato di discreta intensità.
buona la sua intensità olfattiva come pur l’eleganza, vi si colgono sentori vegetali che rimandano al peperone, uniti ad accenni di sedano e note balsamiche.
Fresco e succoso, tannini leggermente vegetali, sentori di peperone ancora un poco da digerire, buona la sua persistenza.
Amiamo moltissimo i Cabernet franc prodotti sulla costa toscana, in questo vino, ancora molto giovane e di buona eleganza, troviamo che le note vegetali siano ancora leggermente prevalenti con i sentori di peperone ancora un poco da digerire, questo potrebbe essere dovuto alla gioventù, sia del vino come delle vigne.

Igt Costa Toscana “Elleboro” 2021
Viognier, Chardonnay e Sauvignon blanc, fermentazione ed affinamento in vasche d’acciaio.

Il colore è paglierino luminoso.
Al naso si colgono sentori di frutta tropicale, ananas e di pesca gialla.
Alla bocca troviamo un frutto giallo maturo, pesca gialla ed albicocca, discreta la sua vena acida e buona la persistenza.

Igt Costa Toscana Cabernet sauvignon “196” 2020
Anche per questo vino siamo di fronte alla prima annata di produzione, si tratta di un Cabernet sauvignon in purezza affinato per otto mesi in vasche di cemento non vetrificato, le Tulipe.

Vino giocato sulla freschezza e sulla bevibilità, dal color rubino-purpureo luminoso.
Intenso al naso dove presenta profumi di frutta rossa ed accenni di peperone.
Bel frutto alla bocca, fruttato, con leggeri accenni piccanti, e delicate note speziate.

Si tratta di un’azienda tutta da scoprire che presumiamo darà il meglio di sé una volta che i vigneti avranno raggiunto una maggior maturità.
Lorenzo Colombo