Romagna Doc Sangiovese Superiore Riserva “Petrignone” 2022 – Tre Monti
Non è un’azienda storica quella creata all’inizio degli anni Settanta dai coniugi Thea e Sergio Navacchia che nel 1966 acquistano un podere con 16 ettari di terreno una parte del quale a vigneto con l’idea di fare vino per gli amici.
Nel 1974 viene costituita, con l’imbottigliamento delle prime 10.000 bottiglie l’azienda Tre Monti.
Nel 1989 muore Thea ed i figli Vittorio e David decidono che quello di produrre vino sarà d’ora in poi il loro lavoro.
La conduzione enologica, affidata dapprima a Francesco Spagnolli, vede nel corso degli anni avvicendarsi nomi di primo piano, Vittorio Fiore ed in seguito Donato Lanati che coi loro insegnamenti hanno contribuito alla crescita di Vittorio che ora si occupa sia della conduzione agronomica che di quella enologica.
Nel 2015 entra in azienda Francesco, il figlio di David e nel 2016 vengono scelti come consulenti Patrizio Gasparinetti per quanto riguarda la parte agronomica e Nicola Tucci per quella enologica.
Attualmente l’azienda dispone di una cinquantina d’ettari di vigne dalle quali si ricavano annualmente circa 250.000 bottiglie suddivise in una ventina d’etichette a loro volta ripartite in sei linee produttive.
Il vino da noi degustato appartiene alla linea Selezioni, le uve per la sua produzione provengono dal Podere Petrignone situato a 150 metri d’altitudine nel comune di Forlì e messo a dimora nel 1968 su suolo argilloso-sabbioso con presenza di ciottoli, viene condotto a Cordone speronato con densità d’impianto di 3.500 ceppi/ettaro.
La vendemmia s’effettua a fine settembre e la fermentazione viene condotta in vasche d’acciaio e di cemento, l’affinamento si svolge in tonneaux d’Allier usate, dove il vino sosta per sei mesi.
Ne vengono prodotte annualmente circa 25.000 bottiglie.
Profondissimo e luminoso il colore, unghia purpurea.
Bel naso, intenso, dove si colgono sentori di frutta a bacca scura matura, ciliegia durone, accenni di prugna in confettura, spezie dolci, vaniglia e cioccolato.
Dotato di buona struttura, con tannino deciso ma vellutato, nota alcolica ben integrata, sentori di radici e prugne secche, vaniglia e cioccolato, liquirizia, buona la vena acida e lunga la persistenza.
Lorenzo Colombo