Berliner Wein Trophy 2012

Ormai siamo degli habitué del concorso di Berlino, è infatti la quarta volta che partecipiamo a quello che è il primo grande concorso internazionale dell’anno, che per quest’edizione, si è tenuto dal 2 al 5 febbraio, presso la tradizionale sede dell’Hotel am Borsingturm (http://www.hotel-am-borsigturm.de/ ), nella zona nord della città.
Arriviamo quindi a Berlino nel primo pomeriggio di mercoledì 1 febbraio, e dopo esserci sistemati in albergo facciamo un salto in centro città, fa un freddo cane, e quindi optiamo per la visita al Museo Ebraico (http://www.jmberlin.de/ ), già la costruzione è decisamente particolare, opera dell’architetto Daniel Libeskind, che ha voluto un edificio ricoperto di metallo, con delle aperture segmentate che sembrano squarci come fonti di luce, anche l’interno è assai inconsueto, con interminabili corridoi che si intersecano ed ampie zone vuote.
Ma torniamo allo scopo per il quale siamo venuti in questa modernissima città, ovvero il BERLINER WEIN TROPHY 2012 (http://www.berliner-wein-trophy.de/Default.aspx?lang=it ), ventuno le commissioni, per un totale di centotrentadue giudici, chiamati a valutare oltre quattromilaquattrocento vini provenienti da tutto il mondo; Peter Scheib, responsabile dei degustatori, durante la cena informale di mercoledì 1 febbraio, ci  informa che i campioni di vino avrebbero potuto essere di più, ma che l’organizzazione del concorso ha deciso di limitarne la quantità sia per problemi logistici che per non dover aumentare ulteriormente la durata della competizione, in effetti, per un giudice diventa complesso rimanere fuori casa per un tempo così lungo.
Vediamo ora di sviscerare le quattro giornate di degustazione:
Giovedì 2 febbraio, dopo la rituale presentazione del concorso e delle sue regole – si tratta di un concorso OIV (http://www.oiv.int/oiv/cms/index?lang=it )- spiegate in tre lingue: tedesco, inglese e francese, si parte con la “mise en bouche”, un vino bianco, Riesling del Pfalz, ci dicono poi, al quale noi assegniamo 84/100 (la media della nostra commissione risulterà di circa 85/100).
Dimenticavamo, la nostra commissione, come tutte le altre, è composta da sette giudici, anche se in realtà siamo in sei, mancandone uno per tutta la durata del concorso, ci sono tre commissari tedeschi, dei quali uno è presidente di giuria, uno spagnolo, e due italiani; è la prima volta che ci troviamo nello stesso panel con un altro italiano, probabilmente poiché quest’anno i nostri connazionali sono numerosi.
Iniziamo quindi col primo “flight”, composto da tredici vini bianchi delle annate 2010 e 2011, sono vini tedeschi, quasi tutti Weisser Burgunder in purezza (Pinot Bianco), vinificati in acciaio –la mattina seguente ci viene solitamente fornito l’elenco dei vini assaggiati il giorno precedente, da questo elenco si deduce il paese di provenienza ed i vitigni utilizzati, mai ovviamente il produttore-; arriva il primo campione e….. sa di tappo, cominciamo proprio bene. Si chiede la sostituzione della bottiglia e troviamo un vino fresco, minerale, molto piacevole, 87/100 la nostra valutazione (da 79 a 87 i punteggi degli altri giurati), viene assegnata la Silver Medal (minimo 82/100). Si prosegue, ed a questo punto vi segnaliamo solamente il nostro punteggio e, tra parentesi quello degli altri componenti del panel.
Vino n.2 – 82/100 (79-86), n.3: 81/100 (79-94), vedere una così ampia variazioni di punteggio in una valutazione potrebbe lasciare perplesso qualche lettore, ma vi possiamo assicurare che nei concorsi internazionali –e abbiamo partecipato a parecchi- è una cosa più che normale, infatti innanzitutto non si hanno a disposizione i parametri per inquadrare un vino, essendo qusti presentati esclusivamente per colore e per tipologia zuccherina, inoltre entrano in gioco le diverse formazioni specifiche dei commissari, enologi, giornalisti, degustatori, le loro differenti esperienze ed idee sulla qualità di un vino, la loro cultura, ed in ultimo il “gusto personale”, che -seppur si sa benissimo, ed ogni volta viene ribadito, che il vino deve essere valutato tramite un giudizio “professionale”, e non personale- in realtà gioca un ruolo fondamentale.
Proseguiamo, senza più mettere il numero del vino in assaggio: 83/100 (78-86), 84/100 (80-87), 82/100 (82-91) Gold Medal (minimo 85/100), 86/100 (86-89) Gold Medal e valutazione pressoché omogenea, 80/100 (79-89), 85/100 (77-85), 82/100 (81-87), 81/100 (79-87), 877100 (70-87), 84/100 (80-89) e la prima batteria è finita, ci prendiamo cinque minuti di pausa.
Secondo flight, sedici vini rossi secchi di annate varie, dal 2007 al 2011, sono tutti vini tedeschi che fanno legno, frutto di blend dove il Cabernet, nelle sue varie tipologie, la fa da padrone: 84/100 (81-84) uniformità di giudizio per il primo campione, 79/100 (79-90), 92/100 (76-92) grande differenza di valutazioni, il vino comunque prende la Gold Medal -dimenticavamo di segnalarvi che i punteggi più basso e più alto vengono eliminati, e si procede quindi con la media degli altri-, 80/100 (79-84), 82/100 (78-83) discreta uniformità, 83/100 (80-86), 85/100 (81-94) disparità di giudizio, 84/100 (72-86), il vino n.9 sa di tappo, cambio bottiglie e 83/100 (76-84), 80/100 (80-86), 90/100 (77-90), 83/100 (78-83), il 13° vino presenta difetti all’olfatto, cambio bottiglia ma identico risultato, viene quindi scartato senza valutarlo, 81/100 (77-87), altro vino difettoso, personalmente non lo valutiamo, gli altri componenti del panel gli assegnano una valutazione tra 64 e 73/100, 74/100 (68-78), ed abbiamo terminato anche questa batteria composta da prodotti assai eterogenei, sono quasi le due del pomeriggio ed andiamo quindi a pranzo.
Poco più di mezzora e si ricomincia con l’ultimo flight della giornata, altri sedici vini rossi secchi di varie annate, sono vini francesi che si affinano in legno, frutto di vari vitigni: Cabernet, Merlot, Grenache, etc. 82/100 (72-82), 80/100 (73-84), terzo vino, leggermente tappato, si cambia bottiglia 80/100 (76-82), 81/100 (77-81) buona uniformità di giudizio, 79/100 873-82), 76/100 (69-80), 78/100 (78-85), 80/100 (80-82) valutazione pressoché unanime, 81/100 (75-88), 79/100 (77-79) tutti d’accordo, 81/100 (76-83), 78/100 (75-82), 76/100 (73-84), 83/100 (78-84), 82/100 (80-87) Silver Medal, 86/100 (78-86), ed anche questa è fatta, abbiamo assaggiato quarantacinque vini, il massimo consentito giornalmente da OIV in un concorso internazionale.
Qualche ora di relax, anche se in realtà abbiamo lavorato, e ci attende una “serata orientale”, una cena in un ristorante arabo, situato sono un’enorme tenda, con spettacolo dal vivo; ci trattano bene a Berlino.
Venerdì 3 febbraio, si inizia con una serie di diciassette vini bianchi italiani, Soave, Verdicchio, Vermentino ed altri, non abbiamo grandi soddisfazioni da questa serie, il primo vino è tappato, e ne troveremo altri due con questo difetto, un vino è leggermente ossidato, altri tre presentano accentuati sentori di vernice, il punteggio più elevato che riusciamo a dare è 83/100 (da 78 ad 87 per gli altri componenti del panel).
Secondo flight, sedici vini rossi provenienti da USA e Cile, Cabernet Sauvignon e Carmenere la maggior parte dei vitigni, vinificazione in acciaio: anche questa non è una batteria fantastica, da 77 a 84/100 le nostre valutazioni, anche se un vino cileno ottiene la medaglia d’oro (minimo 85/100).
Proseguiamo col terzo flight, sedici vini rossi spagnoli che si affinano legno, il Cabernet Sauvignon è il vitigno più utilizzato; iniziamo bene: 87/100, 89/100, 86/100, un paio di vini modesti e quindi 91/100, poi le cose cambiano e terminiamo con valutazioni decisamente più basse. Qualche medaglia d’oro però ci scappa. Fine della giornata, con quarantanove vini assaggiati, nel pomeriggio andiamo in centro Berlino, per visitare il Museo di Pergamo (http://www.berlin.de/orte/museum/pergamonmuseum/index.it.php ), ne avevamo letto assai bene, ma vederlo è tutto un’ altra cosa, da lasciarci a bocca aperta, soprattutto per le dimensioni dei reperti esposti.
Sabato 4 febbraio, siamo al terzo giorno del concorso, e le degustazioni iniziano con una batteria di quindici vini bianchi affinati in acciaio, dove il vitigno principale è lo Chardonnay e la provenienza varia, con prevalenza di campioni sudafricani e cileni, nessun vino degno di nota, le nostre valutazioni sono compresse in un range che varia da 79 ad 83/100; secondo flight, vini rossi, anche in questo caso di dversa provenienza, con prevalenza per il Sudafrica, sono affinati in acciaio ed il vitigno principale è lo Syrah; un paio di campioni risultano difettosi, mentre i nostri punteggi sugli altri si collocano tra 78 ed 85/100, viene assegnato l’oro ad un vino sudafricano (Syrah e Cabernet Sauvignon, ed a uno francese (Marselan, un vitigno prodotto da un incrocio tra Cabernet Sauvignon e Grenache).
Terzo flight, composto da solo sei vini rossi rumeni, greci ed ungheresi, sono affinati in acciaio, Merlot e Syrah i vitigni prevalenti; nulla da segnalare, nessun punteggio supera gli 80/100. Quarta batteria, sono sette vini rosati, tutti tedeschi, prodotti con blend di diversi vitigni, anche a bacca bianca, nuovamente le valutazioni sono piuttosto basse, ad un solo vino assegniamo 81/100. Ultima batteria della giornata, cinque spumanti, tre ungheresi e due italiani, da uve Moscato questi ultimi, anche qui poche soddisfazioni, 82/100 ad un vino ungherese prodotto con un blend di uve delle quali una a noi assolutamente sconosciuta e dal nome impronunciabile e persino difficile da scrivere: Csabagyöngie. Ed anche oggi ci siamo fatti quarantottovini. Stasera siamo all’Admiralpalast, ci attende lo spettacolo “Manao”, Drums of China (www.manao-show.com ).
Siamo infine giunti a domenica mattina, ultime tornate del concorso, ancora tre batterie di vini, la prima è composta da quattordici vini bianchi, parte affinati in acciaio e parte in barriques, tutti provenienti dall’altro emisfero, principalmente Australia ed Argentina, il principale vitigno utilizzato è lo Chardonnay, si tratta di una serie abbastanza omogenea, a parte un campione al quale assegniamo 76/100, tutti gli altri si collocano in un range da 80 ad 85/100 per quanto riguarda la nostra valutazione. Vengono qui assegnate alcune medaglie d’argento ed una d’oro, ad un vino argentino prodotto con uve Torrontés.
Secondo flight, tredici vini bianchi tedeschi, sono vini dolci, frutto di vendemmie tardive, di appassimento e pensiamo che ci siano pure degli Ice Wines, sono tutti affinati in acciaio ed il vitigno principale è il Sylvaner; qui le medaglie d’oro si sprecano, e si assegnano pure un paio di Gold Premium (almeno 92/100).
Siamo all’ultimo flight, sono undici vini rossi portoghesi, affinati parte in acciaio e parte in legno, tutti sono frutto di blend di diversi vitigni, il principale dei quali è la Touriga National, una delle principali uve che costituiscono il Porto. Troviamo un solo prodotto non molto pulito, mentre agli altri assegnamo punteggi situati tra gli 81 e gli 87/100, assegniamo alcune medaglie d’argento e ben quattro d’oro, abbiamo chiuso in bellezza.
Il nostro aereo parte all’indomani e quindi con un paio di colleghi passiamo il pomeriggio in centro città, fa sempre più freddo. Volevamo visitare il Reichstag (http://www.bundestag.de/htdocs_e/visits/index.jsp ), ma occorre effettuare alcuni giorni prima la prenotazione, un collega italiano, ma residente da diversi anni in Germania ci suggerisce di prenotare la cena presso il ristorante che si trova sulla terrazza dell’edificio, così facciamo, e dopo la cena nel raffinato ristorante, possiamo così visitare la grande cupola di vetro, semiassiderati dal freddo.
Lorenzo Colombo

pubblicato in origine su www.vinealia.org

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