Concorso Selezione del Sindaco

Settantasette commissari, provenienti da diversi paesi d’Europa e non, sono stati impegnati per tre giorni in Calabria, a Lamezia Terme, per valutare oltre 1.200 campioni provenienti da sette diversi paesi (132 quelli stranieri), oltre all’Italia erano infatti presenti vini provenienti da Portogallo, Austria, Germania, Lussemburgo, Grecia, Arzebajan e Romania, durante l’undicesima edizione della “Selezione del Sindaco”.
Per la prima volta -pur partecipando regolarmente a decine di concorsi enologici- anche noi di Vin&alia facevamo parte di una di queste undici commissioni (composte ciascuna da sette giudici), in questo concorso un poco atipico, organizzato dall’associazione Città del Vino; atipico perché, a differenza delle altre competizioni enologiche, qui non si premiano solamente i vini, ma anche i loro territori, identificati nella persona del Sindaco del comune di provenienza del vino.
Oltre millecento campioni provenivano dall’Italia, tutte le regioni erano rappresentate, con grande presenza di vini veneti (265), seguiti dai siciliani (108) e dai toscani (103), fanalino di coda il Molise, con solamente due campioni presenti; tra i paesi stranieri spiccava il Portogallo –novantanove i vini in concorso-, seguito dalla Germania (undici vini) e dalla Romania con dieci.
La “SELEZIONE DEL SINDACO” è un concorso internazionale -anche se la maggior parte dei campioni provengono dall’Italia- dove le batterie dei vari vini vengono strutturate in modo d’avere campioni quanto più omogenei, non solamente in base al loro colore, ma anche per provenienza, in modo da dare la possibilità ai commissari giudicanti di avere un punto di riferimento all’interno di ciascuna batteria.
In tre mattine abbiamo quindi (la nostra commissione) degustato centoundici prodotti, dagli spumanti -sia metodo classico che Charmat-, ai vini bianchi, ai rosati, a quelli rossi ed ai passiti, avendo quindi la possibilità di spaziare tra le diverse tipologie di prodotto.
Naturalmente sono stati i vini italiani quelli maggiormente presenti nelle diverse batterie, ma non sono mancati campioni provenienti dall’estero, che in alcuni casi ci hanno dato molte soddisfazioni; citiamo a tal proposito una serie di cinque vini rossi portoghesi –la provenienza dei campioni viene fornita alla fine di ogni giornata di degustazione- ai quali abbiamo dato valutazioni più che lusinghiere.
A proposito di valutazioni, i punteggi necessari per ottenere i vari riconoscimenti erano: 84/100 per la Medaglia d’Argento (il punteggio minimo richiesto dall’OIV nei concorsi da loro patrocinati è di 82/100), 87/100 per ottenere la Medaglia d’Oro, e 92/100 per la Gran Medaglia d’Oro.
Altra particolarità interessante della Selezione del Sindaco è data dal fatto che è un concorso improntato all’ecologia, si utilizza infatti una scheda di valutazione multipla (su una sola scheda si assegnano le valutazione di tutti i vini di una batteria), e questo consente un notevole risparmi di carta.
La qualità media dei campioni presentati -avviene più o meno in tutti i concorsi- era, scusate il gioco di parole, “media”, con alcuni campioni -pochi per la verità- difettosi, od al limite del difetto; non riusciamo a capire come possa un produttore presentare in una competizione simili prodotti, anche se è una situazione che capita -raramente, ma capita- di trovare in altri concorsi.
C’erano comunque alcuni vini di notevole valore, che abbiamo trovato soprattutto nelle batterie dei rossi e dei passiti -in genere quest’ultima categoria di vini riscuote sempre un certo successo-, è noto infatti che il sapore dolce “predispone bene”.
Nei tre giorni passati in Calabria erano previste diverse escursioni e visite, sia a realtà vitivinicole che di altra natura; certamente è valsa la pena di effettuare queste visite, ma abbiamo patito molto per i lunghi spostamenti in autobus; spostamenti che, al di là delle distanze, diventano lunghi e faticosi per via delle strade di comunicazione –definire “autostrada” alcuni pezzi della Salerno-Reggio Calabria richiede un’enorme sforzo di fantasia-, e viaggiare sulle strade statali e provinciali, intasate da camion (sabato 26 maggio un pezzo d’autostrada era chiuso, con conseguente riversamento del traffico sulla viabilità ordinaria) è stato assai faticoso.
Nonostante questo, abbiamo scoperto una regione molto bella, con montagne verdi come non ci saremmo aspettati nel viaggio che da Campora San Giovanni, frazione di Amantea -dov’eravamo alloggiati presso l’Hotel Village “La Principessa” (http://www.hotellaprincipessa.it/ )- ci ha portato a Bisignano, presso l’Azienda Agricola Serracavallo (http://www.viniserracavallo.com/ ) dov’eravamo ospiti per la cena di venerdì. Peccato non aver avuto il tempo di poter visitare quest’azienda, posta a seicento metri d’altitudine, in una posizione meravigliosa sulla Valle del Crati.
Sabato sera eravamo invece ospiti a cena da Statti (http://www.statti.com/it/home/ ), grossa realtà agricola di Lamezia Terme, con un’estensione di oltre cinquecento ettari, dei quali un centinaio a vigneto, trecento ad oliveto, cinquanta ad agrumeto, ed altri a seminativo, l’azienda inoltre ha un allevamento con oltre seicento capi di bovini. In questo caso, nonostante l’ora tarda, abbiamo potuto visitare la cantina e, nella splendida barricaia abbiamo consumato sia aperitivo che un corposo antipasto, innaffiati dai vini aziendali.
Altra visita interessante è stata quella all’azienda florovivaistica Santa Croce, quaranta ettari dei quali venti in serra, dove abbiamo potuto visionare la coltivazione di gerbere e crisantemi.
Simpatico anche il “gelato in piazza” a Pizzo Calabro, caratteristico paese abbarbicato su un promontorio che domina il Golfo di Sant’Eufemia. Tra le specialità per le quali questo paese è famoso c’è appunto il “tartufo”, un gelato ripieno di cioccolato liquido; altro motivo per il quale il paese era famoso erano le tonnare, i cui stabilimenti sono ormai emigrati altrove.
Tornando al concorso, segnaliamo che il vino risultato vincitore -di strettissima misura- è stato il Conde de Oeiras, un vino dolce portoghese a base di Arinto, antico vitigno della denominazione Carcavelos, che ha ottenuto 93,6/110, superando di un solo “millesimo” (93,5/100) il Vino Santo Trentino dell’Azienda Agricola Poli S.Massenza del Comune di Vezzano; questi sono stati gli unici due vini –entrambi appartenenti alla tipologia “dolci”- a potersi fregiare della Gran Medaglia d’Oro.
Le Medaglie d’Oro assegnate sono state sessantasette, e la regione più premiata è stata la Sicilia (tredici medaglie d’oro, quasi il 19/100 del totale), il Trentino si è aggiudicato dieci di queste medaglie (oltre ad una Gran Medaglia), dieci ori anche al Veneto, e sette ori (oltre alla Gran Medaglia) al Portogallo.
Al Trentino Alto Adige invece va la più alta percentuale di vini premiati, oltre il 51% del vini presentati ha ottenuto una medaglia: una Gran Medaglia d’Oro, dieci ori e undici argento su quarantatre vini in concorso.
All’interno del concorso si svolge ormai da anni un altro concorso (nuovamente un gioco di parole) -in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Bio– dedicato esclusivamente ai vini da agricoltura biologica, e che ha visto la partecipazione di 241 vini, si tratta di BioDiVino, giunto alla sua nona edizione; vincitore di questa particolare tipologia di vini è stato il Vino Santo Trentino dell’Azienda Agricola Poli, secondo classificato nel concorso principale.
L’appuntamento per l’incoronazione del vini (e del sindaco) vincitori è previsto per il 9 luglio in Campidoglio a Roma.
Qui potrete trovare l’elenco di tutti i vini premiati.
Lorenzo Colombo

pubblicato in origine su www.vinealia.org

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