Guide Veronelli 2009

Sono state presentate a Milano le GUIDE ORO di Veronelli, dedicate rispettivamente ad alberghi, ristoranti e vini. Sala gremita di premiandi, giornalisti e addetti ai lavori, tanto che buona parte del pubblico era ammassata a fine sala in piedi.

RISTORANTI
Sono stati elencati da Gian Arturo Rota, e quindi premiati, i ristoranti che hanno ottenuto le Tre Stelle, massimo riconoscimento attribuito dalla guida; trentuno i locali premiati, più un Tre stelle ad honorem a Gualtiero Marchesi, indiscusso padre della moderna ristorazione italiana.
Sono i locali dell’Italia del Nord a risultare i più premiati, con ben sedici riconoscimenti; segue il Centro Italia, con sette ristoranti premiati e chiude il Sud Italia con sei riconoscimenti; due i locali Svizzeri premiati, come ormai da tradizione della guida, che valuta anche i ristoranti del Canton Ticino, dell’Engadina e dell’Istria.
La Lombardia risulta la regione più premiata, ben sette riconoscimenti, attribuiti perlopiù a ristoranti ormai abituati ad essere al vertice tra le varie guide enogastronomiche: Antica Osteria del Ponte, di Cassinetta di Lugagnano; Capricco, di Manerba del Garda; Cracco e Il Luogo di Aimo e Nadia, di Milano; Da Vittorio, di Brusaporto; Dal Pescatore, di Canneto sull’Olio; Miramonti l’Altro, di Concesio.
Segue la Campania, regione emergente, con alcuni locati già molto famosi: Don Alfonso 1890, di Sant’Agata dei Due Golfi; Taverna del Capitano, di Massa Lubrense; Torre del Saracino, di Vico Equense e La Caravella, di Amalfi; ed altri che si affacciano per la prima volta all’Olimpo, come Oasis Antichi Sapori, di Vallesaccarda.
Seguono appaiate Emilia Romagna e Toscana; la prima con i classici Antica Osteria del Teatro, di Piacenza; San Domenico, di Imola e Francescana Osteria, di Modena e con l’emergente Il Rigoletto di Reggiolo; la seconda con: Da Romano, di Viareggio; Gambero Rosso, di San Vincenzo; Lorenzo, di Forte dei Marmi e Pinchiorri, di Firenze.
Un poco in sordina il Piemonte, con due locali ai vertici: il Combal.Zero, di Rivoli e la new entry Piccolo Lago, di Verbania.
I soliti due locati premiati nelle Marche, vale a dire: La Madonnina del Pescatore e Uliassi, entrambi di Senigallia.
Due  anche i premiati del Veneto: Le Calandre, di Rubano e Perbellini, di Isola Rizza.
Un solo premiato per Lazio, Sicilia e Liguria; vale a dire: La Pergola, di Roma; il Duomo, di Ragusa e Paolo e Barbara, di Sanremo.
I locali Svizzeri sono: Johri’s Talvo, di Saint Moritz e Santabbondio, di Sorengo.

VINI
A seguire, la parte che più ci interessava, ovvero la premiazione dei vini che hanno ottenuto”Il Sole” di Veronelli; come recita la guida: “Il Sole è dato ai vini che più ci hanno emozionato, stupito o rallegrato, nel corso dell’anno, al di là del punteggio di degustazione”; Gigi Brozzoni e Daniel Thomases, curatori della guida e Rocco Lettieri che si occupa del Canton Ticino, hanno quindi presentato le loro scelte. Ecco quindi di seguito i vini premiati:
Alto Adige Moscato Rosa “Rosatum” Cornell 2006, della Cantina Produttori Colterenzio (Appiano).
Tre i vini piemontesi, due sono Barolo, il “Bussia” 2004, di Armando Parusso (Monforte d’Alba) e il “Villero” 2004, di Boroli (Alba); ed infine il Langhe Rosso Mondaccione “Vecchie Vigne” 1990, di Coppo (Canelli); due parole su questo vino: innanzitutto è da notarsi l’annata, piuttosto vetusta, ma altrettanto, se non più interessante è il vitigno utilizzato, ovvero “Freisa”.
Due i vini lombardi, entrambi provenienti dalla Valtellina; nulla da dire sul già famoso “Numero Uno” Terrazze Retiche di Sondrio 2004, di Plozza (Tirano), mentre qualche parola và certamente spesa per il Valtellina Superiore “Dirupi” 2006, di Dirupi Terra e Passione (Ponte in Valtellina) e per i suoi giovanissimi produttori: da poco laureati in enologia, Pierpaolo Di Franco e Davide Fasolini, ma già con le idee ben chiare. Tre ettari in affitto suddivisi in una miriade di piccoli appezzamenti, dai quali hanno ricavato finora quest’unico vino (siamo solamente alla terza vendemmia), che già è balzato agli onori della cronaca; la produzione ovviamente è molto limitata, ma pian piano i numeri stanno crescendo.
Passando alla Toscana, vi troviamo un Brunello di Montalcino, il “Montosoli Blu” 2003, di Altesino (Montalcino); il Bolgheri Superiore” Argentiera” 2005, dell’omonimo produttore (Castagneto Carducci); il Maremma Toscana “Fiammante” 2006, di Capua Winery (Saturnia), si tratta di un Cabernet Franc, vitigno poco utilizzato e messo un poco in ombra dal più blasonato Cabernet Sauvignon, ma in grado se ben coltivato, ed altrettanto ben vinificato, di fornire prodotti dalla notevole eleganza.
Proseguiamo con la “Ricolma” Merlot di Toscana 2005, di Fattoria San Giusto a Rentennano (Gaiole in Chianti) e con il “Paterno II” Toscana 2004, di Poderi del Paradiso (San Gimignano), un Sangiovese in terra di bianchi; e chiudiamo con l’Elba Aleatico 2007, di Sapereta (Porto Azzurro), un vitigno frutto di una piacevole riscoperta, dopo anni in cui sono stati prodotti vini assai banali.
Ci spostiamo ora nelle Marche, dove vediamo premiati il “Kurni” Marche Rosso 2006, di Oasi degli Angeli (Cupra Marittima), ed il Verdicchio di Matelica “Vigneto Fogliano” 2006, di Bisci (Matelica).
Andiamo in Campania, dove troviamo il “Connubio” Terre del Volturno 2004, di Vestini Campagnano (Caiazzo), siamo in provincia di Caserta, terra di questi tempi nominata più che altro per i rifiuti e per la camorra; ed il Taurasi Riserva “Centotrenta” 1999, di Mastroberardino (Avellino), vino prodotto in occasione dei centotrentanni dalla ricostruzione dei vigneti dopo la fillossera.
La Puglia è rappresentata da un classico, ovvero il “Vigna Mazzì” Salento Rosato 2006, di Rosa del Golfo (Alezio); mentre per la Calabria troviamo il “Tumà” Rosso Calabria 2006, di Fattorie Greco (Cariati), dove la parte del leone la fa l’uva gaglioppo.
Siamo ora in Sardegna con due vini: il Carignano del Sulcis Superiore “Arroga” 2006, di Sardus Pater (Sant’Antioco), vitigno che in questi ultimi anni sta fornendo vini di grande interesse; e la Vernaccia di Oristano “Antico Gregori”, di Attilio Còntini (Cabras), vino antico e un poco fuori moda, ma in grado di competere con i più famosi vini ossidativi del mondo.
Per chiudere, due vini provenienti dal Canton Ticino, ossia il “Il Canto della Terra” 2006, di Cantine Monti (Cademario), e L’”Orizzonte Rosso della Svizzera Italiana” 2006, di Christian Zundel (Bellinzona), classico taglio bordolese.
Lorenzo Colombo

 

 



pubblicato in origine su www.vinealia.org

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