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La Doc Venezia in Digital Tasting

La Doc Venezia è di recente istituzione, il suo disciplinare di produzione è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale una decina d’anni fa, nel gennaio del 2011, il suo territorio è molto vasto e comprende le intere province di Venezia e Treviso, ragione per cui, unitamente ai numerosi vitigni ammessi ed alle numerose tipologie consentite, le condizioni ambientali (il cosiddetto “terroir”) fanno si che vi si producano vini assai diversi tra loro.
I dati forniti da Valoritalia, l’ente di certificazione della Doc Venezia, parlano di oltre 240.000 ettolitri di vino prodotti nel 2020, per un imbottigliato di oltre 9.100.000 bottiglie delle quali oltre la metà di solo Pinot Grigio.

In collegamento Zoom con Stefano Quaggio, direttore del Consorzio Vini Venezia e con Martina Paladin in rappresentanza dell’azienda Bosco del Merlo, Alberto Piccolo per I Galli e Andrea Masat per l’azienda Ornella Bellia abbiamo potuto degustare tre vini di questa denominazione, guidati dal sommelier Giampaolo Breda.

Tre vini non possono certamente bastare per far comprendere una simile denominazione, ma sono unicamente un primo approccio in attesa di poter approfondire vini e territorio con una degustazione assai più corposa.

Due parole in merito al Consorzio Vini Venezia che ha un compito piuttosto arduo, tutelando ben cinque diverse denominazioni interprovinciali, oltre alla Doc Venezia si occupa infatti anche delle Docg Lison (denominazione interprovinciale ed interregionale) e Piave Malanotte e delle Doc Piave e Lison-Pramaggiore, anche quest’ultima interprovinciale ed interregionale.

Rimanendo nell’ambito della Doc Venezia dobbiamo dire che, pur trattandosi di una tra le più recenti denominazioni, la produzione di vino sul suo territorio è molto antica e la maggior parte di vitigni tutt’oggi utilizzati sono presenti in zona da inizio Ottocento.
Pur essendo assai numerose la varietà utilizzate, sia autoctone, come pure internazionali, i vini che secondo il Consorzio rappresentano al meglio la denominazione sono quelli prodotti con Pinot grigio (vitigno che occupa buona parte dei vigneti), Chardonnay e Merlot, oltre agli spumanti.

Le aziende ed i vini in degustazione

 – Ornella Bellia – Venezia Doc Millesimato Brut “Col de Mar”
Fondata nel 1951, l’azienda si trova a Pramaggiore e dispone di poco più di 33 ettari a vigneto dai quali si ricavano numerosi vini suddivisi in diverse linee produttive.
Nel 2021 l’azienda ha concepito un nuovo brand, il “Col de Mar”, marchio al quale appartiene il vino che andiamo a degustare.

Si tratta di un vino spumante rifermentato in autoclave con Metodo Charmat Lungo (180 giorni), prodotto con 50% Glera, 25% Manzoni Bianco e 25% Tai, uve provenienti da vigneti situati in pianura (11 metri slm) su suoli argillosi-calcarei, il sistema d’allevamento è il Sylvoz con densità di 3.000 ceppi/ettaro per la Glera e 3.600 per gli altri due vitigni, l’esposizione dei vigneti è Nord-Sud e la resa per ettaro varia dai 70-100 q.li per Manzoni Bianco e Tai ai 150-180 q.li per la Glera.
L’epoca di vendemmia è ad inizio settembre per la Glera ed a metà dello stesso mese per gli altri due vitigni.
La vinificazione avviene in maniera separata per i diversi vitigni, prima della fermentazione s’effettua un macerazione pellicolare per un paio di giorni, dopo l’assemblaggio in vino sosta in maturazione in botti di rovere per sei mesi prima della spumantizzazione, dopo di che rimane in autoclave a contatto dei lieviti per altri sei mesi.
14.000 le bottiglie prodotte annualmente.

Spuma abbondante ed evanescente, color giallo-paglierino scarico, luminoso.
Intenso e fresco al naso che di presenta fruttato, con frutti a polpa bianca e gialla, leggere note d’erbe officinali ed accenni sulfurei.
Decisa l’effervescenza, un poco aggressiva, asciutto, quasi tagliante, con spiccata vena acida, agrumato e con leggere note d’erbe aromatiche, discreta la sua persistenza.

 – Bosco del Merlo – Venezia Doc Chardonnay “Bricola”
L’azienda Bosco del Merlo fa parte della galassia Casa Paladin che comprende, oltre all’azienda situata ad Annone Veneto, anche la capostipite Paladin, sempre ad Annone Veneto, la Fattoria di Castelvecchi a Radda in Chianti e la franciacortina Castello Bonomi.
La Bosco del Merlo, fondata nel 1962 dispone di 100 ettari a vigneto per una produzione di 240.000 bottiglie anno suddivise in una quindicina di vini appartenenti a diverse denominazioni: dal Prosecco Doc al Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, dai Lison-Pramaggiore Doc ai Venezia Doc, Friuli Doc sino agli Igp Venezia Giulia e Trevenezie.

Il nome del vino del vino che andiamo a degustare si rifà alle strutture formate da pali di legno che si trovano nelle lagune venete e friulane e che hanno lo scopo di indicare la direzione ai naviganti.
Il vigneto da cui provengono le uve ha una superficie di 4 ettari, è allevato a Sylvoz ed è situato su un terreno ricco di calcio e di argille bianche.
La vinificazione prevede una criomacerazione delle uve per 24 ore, dopo la pressatura la fermentazione viene svolta in vasche d’acciaio dove il vino poi sosta in affinamento sui lieviti.

Paglierino scarico con riflessi verdolini.
Intenso al naso, fruttato, pesca bianca e susina gialla, accenni floreali e note d’agrumi.
Dotato di buona struttura, con discreta vena sapida e nota fruttata in evidenza, frutta bianca e gialla, pesca gialla, leggeri sentori d’erbe aromatiche, buona la sua persistenza.

 – Ai Galli – Venezia Doc Cabernet Franc
Situata a Pramaggiore l’Azienda Ai Galli è stata fondata sessant’anni fa ed è d’allora sempre rimasta a conduzione familiare, dispone di sessanta ettari a vigneto dai quali si ricavano oltre una trentina di vini suddivisi in sei diverse linee produttive.
In cantina oltre alle botti vengono utilizzate diverse vasche in cemento per l’affinamento di molti vini.

Il vino che andiamo ad assaggiare appartiene alla Linea Selezioni, composta da cinque etichette, i vigneti dai quali provengono le uve per la sua produzione sono situati a Pramaggiore, ad un’altitudine di 25-40 metri slm, sono situati su suoli argillosi ed allevati a Sylvoz con densità di 4.500 ceppi/ettaro, la resa è di 80 q.li /ha.
La vendemmia è leggermente ritardata per ottenere una perfetta maturazione delle uve, la vinificazione si svolge in fermentini Ganimede (vedi) mentre l’affinamento s’effettua in tonneaux francesi da 700 litri.

Il colore è rubino luminoso di discreta intensità con riflessi granato.
Intenso al naso dove cogliamo un frutto rosso selvatico con accenni di spezie dolci, leggere note vegetali fanno intuire il vitigno utilizzato e sentori di tabacco dolce rendono il tutto di buona eleganza e complessità.
Discreta la sua struttura, morbido e rotondo il bel frutto rosso, leggere note tostate ed accenni fumé e di legno dolce donano al vino un buon equilibrio complessivo, buona infine la sua persistenza.
Lorenzo Colombo