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Nasce Le Vie Angarano, il nuovo progetto delle sorelle Bianchi Michiel

Villa Angarano è una storica villa palladiana di proprietà delle sorelle Bianchi Michiel situata a pochi passi da Bassano del Grappa ed inserita nel patrimonio UNESCO sin dal 1996.
Da sempre la sua funzione è stata quella di un centro di produzione agricolo, con campi, olivi e vigne, attualmente s’estende su 50 ettari, otto dei quali a vigneto che danno vini che più volte in passato abbiamo avuto l’occasione d’assaggiare.
Dopo una prima trasformazione aziendale avvenuta nel 2003, con l’avvento delle nuove generazioni è stato effettuato un completo rinnovamento nel 2020 che ha visto nascere, per quanto riguarda la parte vitivinicola un nuovo marchio “Le Vie Angarano” strutturato su due linee produttive seguite tecnicamente dall’enologo Marco Bernabei.
L’azienda è certificata biologica ed in vigna adotta il metodo di potatura e di conduzione Simonit & Sirch.
I nomi delle linee produttive sono Prima Linea, composta da quattro vini e Linea Nobile, composta da tre, noi abbiamo avuto la possibilità d’assaggiare tre dei vini della Prima Linea, ecco cosa ne pensiamo.

 – Spumante Brut Rosé “Jassara”
Le uve per la produzione di questo vino (che non vengono indicate sulla scheda tecnica) provengono da un vigneto di 2,5 ettari messo a dimora nel 2003, a 120 metri d’altitudine con esposizione Nord-Sud, il suolo è di natura alluvionale, argilloso ed il sistema d’allevamento è a Cordone speronato con densità di 4.400 ceppi/ettaro, con resa di 90 q.li/ettaro.
La fermentazione, a bassa temperatura, ha una durata d’una trentina di giorni e per la spumantizzazione s’adotta il Metodo Charmat lungo con una permanenza in autoclave sui lieviti di almeno 60 giorni.
7.000 le bottiglie prodotte

Color petalo di rosa, bella l’effervescenza nel bicchiere.
Bel naso, fresco e pulito, frutti di bosco e zucchero vanigliato, leggeri accenni tostati.
Fresco, succoso, sapido e cremoso, morbido, agrumato, con sentori di piccoli frutti di bosco e di pesca gialla, buona la sua persistenza.

 – Breganze Vespaiolo Doc “Brenta” 2020
Le uve (Vespaiola in purezza) provengono da un vigneto messo a dimora nel 2006, situato a 118 metri d’altitudine con esposizione Nord-Sud su suolo argilloso di natura alluvionale, si tratta di un ettaro e mezzo allevato a Guyot con densità di 4.400 ceppi/ettaro che dà una resa di 85 q.li/ettaro.
La vendemmia s’effettua nella terza settimana di settembre e la fermentazione si svolge in vasche d’acciaio dove il vino sosta sui propri lieviti per almeno quattro mesi.
10.000 le bottiglie prodotte.

Paglierino-verdolino luminoso.
Mediamente intenso al naso dove presenta sentori di fieno e d’erbe officinali (salvia) uniti a note fruttate di opera e ad accenni d’agrumi.
Fresco e succoso, sapido, mediamente strutturato, con bella vena acida tipica del vitigno, frutta a polpa bianca (nuovamente la pera e la pesca) ed accenni vegetali, sentori d’agrumi e leggere note aromatiche, lunga la sua persistenza.

 – Breganze Doc Merlot “Masiero” 2017
Le uve provengono da un vigneto di due ettari e mezzo messo a dimora nel 2003, situato a 120 metri d’altitudine con esposizione Nord-Sud, il suolo è alluvionale ed argilloso, il sistema d’allevamento è a Cordone speronato con densità di 4.400 ceppi/ettaro e con resa di 90 q.li/ettaro.
Le vendemmia si svolge alla fine di settembre, le uve dei diversi appezzamenti sono vinificate separatamente in vasche d’acciaio, l’affinamento del vino viene effettuato in botti di rovere per una durata di 10 mesi, seguono quindi un paio di mesi di sosta in bottiglia.
8.000 le bottiglie prodotte.

Color rubino luminoso.
Intenso al naso dove si colgono spezie dolci, note vanigliate e di cannella e frutto rosso maturo (ciliegia e susina).
Di buona struttura ma al contempo lieve e verticale, fresco e succoso, con un bel frutto rosso (ciliegia) ed una buona trama tannica, leggere note di vaniglia, di pepe e tabacco, buona la sua persistenza.
Lorenzo Colombo