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Pur-Troppo Unico

Molmenti 2013

Costaripa è una tra le più conosciute aziende vitivinicole del Garda Bresciano, come lo è d’altra parte il suo proprietario, Mattia Vezzola, uno tra i più famosi enologi d’Italia, eletto più volte Enologo dell’anno dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier), dalla Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso e Slow Food, dalla FIS (Federazione Italiana Sommelier) e dalla DSA (Deutschland Sommelier Association); sin dal 1981 enologo responsabile dell’azienda franciacortina Bellavista.

Situata a Moniga del Garda, Costaripa è da tre generazioni l’azienda di famiglia, fondata nel 1936, pur producendo diversi vini territoriali, rossi e spumanti Metodo Classico, la principale identità del territorio e dell’azienda è data dai Chiaretto, Costaripa ne produce due (oltre ad uno dolce, il PalmArgentina): il RosaMara -storico vino aziendale e tra i capostipiti dei Chiaretto di Moniga- ed il Molmenti  entrambi classificati negli ultima anni come Valtènesi Doc, diventata da poco sottozona della nuova denominazione Riviera del Garda Classico.

Il Valtenèsi Doc “Molmenti” -dedicato a Pompeo Gherardo Molmenti, senatore del Regno d’Italia nel 1909, ideatore nel 1896 del Chiaretto di Moniga- è frutto di un assemblaggio dei quattro tipici vitigni di questa denominazione, nella fattispecie le percentuali sono: Groppello Gentile 60%, Marzemino 20%, Sangiovese 10% e Barbera 10%; l’età media delle viti, allevate a Guyot su suoli di natura morenica, con presenza di ghiaia ed argilla, è di 45 anni.
La vinificazione è la tradizionale “a lacrima” -tecnica antica di millenni dato che veniva già utilizzata dagli antichi romani per produrre vino- ovvero, tramite una delicata e leggerissima pigiatura per gravità si utilizza unicamente lo sgrondo statico del mosto, questo sistema consente l’utilizzo di una percentuale assai ridotta di mosto; la fermentazione avviene quindi in tonneaux da 400 litri, dove il vino s’affina poi per 24 mesi, ai quali ne seguono altrettanti di sosta in bottiglia prima della commercializzazione.

Ebbene, un lotto del Molmenti dell’annata 2013 non ha superato l’idoneità alla denominazione da parte della commissione giudicatrice, a causa, come ben spiegato in controetichetta della bottiglia da noi assaggiata di “alterazione della tonalità”.
Così 2.100 bottiglie sono state etichettate tecnicamente come “Vino” al quale è stato dato il nome di “Pur-Troppo Unico”.
Purtroppo per davvero secondo il nostro parere, poiché così averne di vini simili.

Il tanto vituperato colore, fonte dall’esclusione della Doc è salmone scarico, con ricordi di cipolla gialla e leggeri riflessi aranciati-ramati, manca forse un poco della tonalità rosea, ma onestamente non ci pare poi così diverso da molti altri Chiaretto della Valtènesi.
Al naso il vino ci pare un poco  timido, non molto intenso, fatica ad esprimersi nelle sue sensazioni olfattive, cogliamo poi sentori di fieno e fiori appassiti, leggere note vanigliate e di nocciole appena tostate e di mela.
Ben diversa la situazione alla bocca, dove, seppur senza irruenza alcuna emerge, con una buona struttura, la sua freschezza e una decisa nota sapida, si colgono quindi le note date dal legno, un accenno boisée, di nocciole tostate e ricordi di miele, leggeri accenni tannici su intuizioni fruttate, lunghissima infine la sua persistenza. Un palato decisamente notevole.
Lorenzo Colombo