Tommasi – Amarone Ca’ Florian

Un venerdì di metà ottobre, assieme ad un nutrito gruppo di giornalisti, bloggers ed operatori, abbiamo avuto il piacere di poter partecipare alla presentazione in anteprima della prima annata -la 2007– dell’ AMARONE RISERVA CA’ FLORIAN, dell’azienda Tommasi.
La degustazione, effettuata presso il ristorante Antico Caffè Dante, in Piazza dei Signori, a Verona, è stata guidata con estremo garbo dall’amico Alessandro Scorsone, che ha lasciato amplissimo spazio d’intervento a tutti i partecipanti facendone praticamente una degustazione collettiva; ed è stata preceduta dagli interventi del Prof. Roberto Ferrarino che ha tracciato sinteticamente la storia della viticoltura in Valpolicella e dall’enologo di casa Giancarlo Tommasi che ha spiegato il progetto “Amarone Riserva”.
Ca’ Florian è il nome dell’Amarone più importante dei Tommasi, sinora mai però era stato prodotto nella versione “Riserva”; le uve provengono dall’omonimo vigneto, cinque ettari di Corvina (in prevalenza), Corvinone e Rondinella, situato a San Pietro in Cariano ed allevato a pergola veronese su piccoli terrazzamenti sostenuti dalle tipiche “marogne” (i muretti a secco che sostengono i terrazzi) a 250 metri di altitudine.
Il Ca’ Florian si produce dal 1990, ma come dicevamo pocanzi mai era stato prodotto nella tipologia “Riserva”, la composizione di questo vino, nella sua prima annata, la 2007, prevede un 75% di Corvina, un 15% di Corvinone ed un 10% di Rondinella, naturalmente queste uve sono state selezionate con cura.
L’affinamento di questo vino cambia radicalmente rispetto al “non riserva”, prima delle grandi botti di rovere, normalmente utilizzate per il Ca’ Florian, dove il vino riposa per tre anni, è prevista una sosta di un anno in tonneaux da 500 litri, cosa insolita per gli Amarone dei Tommasi, e quindi cambiano anche le caratteristiche organolettiche del vino. Ma di questo ne parleremo in seguito.

Quattro le annate in degustazione, più naturalmente il nuovo nato, ecco le nostre note d’assaggio:

– 2006: dopo la sostituzione della prima bottiglia connotata (quella a noi servita, naturalmente) da qualche problema di evoluzione, ci siamo trovati di fronte ad un vino dal color rubino brillante, con qualche riflesso granato. Elegante al naso, connotato da sentori di ciliegia matura e da note balsamiche. Fresco alla bocca, asciutto, dotato di bella spina acida e caratterizzato al gusto da un dolce frutto speziato. 88/100
– 2005: il colore è rubino-granato luminoso, di buona intensità. Non molto intenso al naso, speziato, balsamico. Fresco alla bocca, asciutto, connotato da buona vena acida, si coglie un bel frutto rosso fresco, mentre la chiusura, con una lunga persistenza, vira su note di liquirizia dolce. Un vino verticale, di grande eleganza. 89-90/100
– 2004: su toni appena minori, rispetto ai precedenti il vino di quest’annata, connotato alla vista da un color granato luminoso di buona intensità. Di buona eleganza olfattiva e media intensità, si colgono sentori di frutto rosso maturo (ciliegia) e spezia dolci. Fresco, asciutto, minerale, con bella vena acida, tornano al palato i sentori di frutto speziato, mentre il lungo fin di bocca rimanda alla liquirizia. 87-88/100
– 2001: la vera star della degustazione, nonostante i dodici anni di vita, prova vivente che l’Amarone, seppur assai piacevole da bersi anche dopo pochi anni d’affinamento, da il meglio di sé in piena maturità, quando l’aggressività del frutto e dell’alcol si smussano ed emergono le eleganti note date dai profumi terziari.
Molto bello il colore, granato intenso e luminoso. Mediamente intenso al naso, leggermente chiuso ed austero all’inizio, si apre col tempo su eleganti sentori balsamici e mentolati. Impressionate la sua freschezza alla bocca, minerale, asciutto, elegante, con sentori di liquirizia s’una lunga persistenza. Nota non da poco la sua facile bevibilità. 92/100
Ecco infine la Riserva 2007, alla sua prima uscita pubblica: il colore è rubino luminoso non molto intenso, trasparente. Di media intensità olfattiva, elegante, per la prima volta cogliamo l’utilizzo del legno, seppur dolce, che ci regala leggeri accenni tostati e note balsamiche. Asciutto alla bocca, con un buon frutto ed una bella vena acida, i tannini sono netti ma dolci, il legno, seppure in sottofondo si fa ancora sentire (forse non eravamo abituati a questo), lunga infine la persistenza. Un vino che in questo momento pecca un poco di gioventù. 87-88/100 la nostra valutazione.
Lorenzo Colombo

pubblicato in origine su www.vinealia.org

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