Vini da vitigni a piede franco
La Masterclass di Strasburgo
Roberta Bernasconi e Christine Collins (organizzatrice del concorso di Strasburgo)
Nell’ambito dell’ultima edizione del Mondial des Vins Blancs, svoltasi a Strasburgo gli scorsi 14 e 15 marzo, si è tenuta, a cura della Sommelier ticinese Roberta Bernasconi Borella, una masterclass dedicata ai vini da vitigni franchi di piede.
Roberta ha dapprima ricordato il lungo percorso che ha portato alla soluzione del problema dovuto alla fillossera -che in circa 40 anni ha distrutto oltre il 90% del vigneto europeo- tramite l’utilizzo di viti innestate su piede americano.
La fillossera giunse in Europa nel 1863, le prime segnalazioni si hanno nei vigneti del Rodano e della Linguadoca e da lì in breve si espanse in tutta Europa, numerosi furono i tentativi empirici per sconfiggerla, uno dei quali prevedeva l’allagamento dei vigneti.
La soluzione del problema tramite innesto si deve a diversi personaggi, pare che ad identificare il problema sia stato il botanico Jules-Émile Planchon, l’entomologo statunitense Charles Valentine Riley determinò l’origine amaricane del problema e indirizzò verso la soluzione dell’innesto su piede americano e il viticoltore francese Léo Laliman pare sia stato il primo a praticare la tecnica dell’innesto.
Comunque la fillossera non fu mai sconfitta e la soluzione dell’innesto rimane ancor’oggi l’unica strada praticabile tanto che è proibito (salvo rari casi) mettere a dimora viti non innestate.
In realtà alcune zone sono scampate da questo grosso problema, protette in questo delle loro condizioni geografiche e/o dalle caratteristiche dei loro suoli.
Risultano immuni, o parzialmente immuni, le zone con suoli sabbiosi, quelle con suoli vulcanici, quelle ad altitudini molto elevate, condizione queste che impediscono al fitofago di sopravvivere, ed infine quelle protette da barriere naturali come ad esempio il Cile.
Dopo questa introduzione si è passati alla degustazione guidata di quattro vini da viti a piede franco.
Eccoli:
– Falanghina dei Campi Flegri Doc “Settevulcani” 2023 – Salvatore Martusciello
Le uve provengono da vigneti franchi di piede situati su suolo vulcanico e sabbioso con presenza di solfatare.
Vinificazione ed affinamento (sui lieviti) si svolgono in vasche d’acciaio.
Color paglierino luminoso.
Buona la sua intensità olfattiva, sentori di frutta a polpa gialla, erbe aromatiche e fiori gialli.
Dotato di buona struttura, molto sapido e dalla spiccata vena acida, presenta note piccanti ed accenni vegetali, buona la sua persistenza su chiusura leggermente amaricante.
– Heida Veritas Aoc 2022 – St. Jodern Kellerei
Situata nel Vallese la St. Jodern Kellerei è una cantina cooperativa che s’avvale del contributo di oltre 500 soci con vigneti che si spingono sino ai 1.150 metri d’altitudine.
Heida è un vitigno storico del Vallese e specificatamente dell’area di Visperterminer, menzionato per la prima volta nel 1586, in loco prende anche il nome di Païen ed è sinonimo di Savagnin blanc.
Prodotto da vigneti centenari situati su terrazzamenti posti a 1.150 metri d’altitudine a Visperterminer, nell’Alto Vallese.
Dopo una breve macerazione pellicolare fermenta in vasche di cemento e s’affina per sei/otto mesi sui lieviti
Color paglierino dorato di buona intensità.
Buona l’intensità olfattiva, sentori d’erbe officinali, frutta a polpa gialla, accenni vegetali.
Buona la struttura, note piccanti di pepe bianco e zenzero, erbe aromatiche amarognole, agrumi amari, lunga la sua persistenza.
Un vino assai particolare.
– Etna Rosso Doc “Millemetri” 2016 – Feudo Cavaliere
Prodotto con uve Nerello mascalese in purezza provenienti da un vigneto posto a 950 metri d’altitudine sul versante Sud dell’Etna, il sistema d’allevamento è ad Alberello e Cordone speronato e i suoli sono composti da sabbie vulcaniche e lapilli.
La vendemmia s’effettua tra fine ottobre ed inizio novembre, il vino s’affina in barriques di rovere francese una minima parte delle quali nuove.
Color granato-mattonato.
frutto rosso macerato al naso, prugna surmatura, note di confettura, evoluto.
Intenso, con trama tannica importante, asciutto, sentori di radici, legno percepibile, buona la persistenza.
– Enantio Riserva “1865 pre-fillossera” 2019 – Roeno
Prodotto con uve Enantio (Lambrusco a foglia frastagliata) provenienti da un vigneto situato a Brentino Belluno, fermentazione in vasche d’acciaio e affinamento per 24 mesi in botti di grandi dimensioni, seguito da un periodo di otto mesi in vasche d’acciaio e da una lunga sosta in bottiglia.
Profondissimo e luminoso il colore.
Intenso al naso, prugna matura, prugne secche, tabacco dolce, accenni di fumo.
Strutturato, alcolico, tannino deciso, asciutto, sentori di radici e di bastoncino di liquirizia, note tostate/affumicate, legno percepibile.
Lorenzo Colombo