Vitigni, vigneti e consumo di vino

Non ci ha assolutamente stupito leggere che la Georgia è il paese che possiede il più elevato numero di vitigni –si dice infatti che la vite sia originaria di quelle zone, ma quello che c’ha sorpresi è stato lo scoprire che il Canada supera l’Italia per 474 a 453.
 
Questi dati –assai curiosi per la verità- assieme a quelli sull’estensione dei vigneti, sulla produzione mondiale di vino e sul suo consumo,sono stati forniti in occasione del 36° Congresso Mondiale della Vigna e del Vino, che si è tenuto dal 3 al 7 giugno scorsi a Bucarest.
Delle 6.154 diverse varietà di vite, rilevate nei trentacinque stati presi in considerazione dal rapporto, ben 524 si trovano in Georgia, a seguire Canada ed Italia e quindi: Francia con 351 varietà, Portogallo con 342, Bosnia-Herzegovina con 341, USA con 318, Nuova Zelanda con 306, Croazia con 271 e via di seguito, sino ad arrivare ai sedici vitigni del Lussemburgo ed ai due del Giappone (Koshu e Muscat Bailey i nomi di quest’ultimi).

La superficie del vigneto mondiale risulta essere di 7.528.00 ettari (i dati sono relativi al 2012), con un leggero calo (20mila ettari) rispetto all’anno precedente -queste perdite sono da ascriversi principalmente al vigneto europeo- per una produzione di 252 milioni di ettolitri di vino, anche qui con una perdita del dieci percento rispetto al 2011.
Per quanto riguarda la superficie dei vigneti c’è da registrare una perdita di oltre 300 mila ettari rispetto a dieci anni fa, quanto l’estensione era di 7.884.000 ettari; entrando nel dettaglio le perdite maggiori sono per il paesi tradizionalmente produttori: la Spagna ha perso il diciassette percento rispetto al 2000, l’Italia il quindici percento e la Francia il dodici percento.
Chi ha fatto il balzo maggiore sono la Nuova Zelanda (+ 168% in dodici anni) e la Cina (+ 90%), seguiti da Australia (+21%) e Cile (+18%). Se però andiamo ad analizzare i dati degli ultimi quattro anni notiamo un situazione ben diversa: Nuova Zelanda (+7%), Cina (+19%), Australia (meno 2%) e Cile (+4%), sintomo di un raffreddamento nella corsa agli impianti.

Analizzando i dati relativi alla produzione di vino notiamo un enorme incremento del Cile (+88), dell’Australia (+57%), del SudAfrica (+44%) e della Cina (+42%), mentre i cali maggiori sono da ascriversi a Romania (- 39%), Francia (-28%), Spagna (-27%), Italia (-22%) e Brasile (-20%), tutti i dati sono relativi agli anni 2000-2012.
Anche qui facendo il raffronto agli ultimi quattro anni (2008-2012) le cose cambiano sostanzialmente, abbiamo infatti gli incrementi di: Cile (+45%), Cina (+18%), Portogallo (+8%) ed Australia (+2%), mentre i decrementi sono ascrivibili principalmente ai paesi dell’Est Europa, come: Ungheria (-46%), Repubblica Ceca (-44%) e Romania (-36%), seguiti da: Brasile (-21%), Argentina (-20%), Grecia (-19%), Bulgaria (-17%), e quindi Spagna ed Italia con (-15%).
Interessanti anche i dati sul consumo di vino, che nel 2012 è stato stimato in 243 milioni di ettolitri, un più 8% rispetto al 2000, quando erano 226 milioni, mentre il tetto massimo si è raggiunto nel 2007, con 255 milioni.

Andando a guardare i consumi nei diversi paesi (i dati sono sempre relativi ad un confronto 2000-2012) notiamo che -cosa abbastanza normale- gli incrementi maggiori si sono avuto nei paesi tradizionalmente non produttori, come: Federazione russa (+121%), Cina (+67%), Canada (+62%), Australia (+38%), USA (+37%) Gran Bretagna (+29%) e Giappone (+28%), mentre le più grosse perdite si sono avute in Europa: Grecia (-50%), Spagna (-34%), Italia (-27%) ed Argentina (-20%).
Osservando quest’ultimi dati si notano incrementi e decrementi a due cifre (tre nel caso della Russia), che sono spiegabili in parte dai bassi o dagli alti valori di partenza, ad esempio in Russia il consumo pro capite nel 2000 era di 3,2 litri, che è arrivato nel 2012 a 7,3 litri; altro esempio è dato dalla Cina, che nonostante un incremento del 67% non appare nella lista dei prima 24 paesi in quanto a consumo pro capite.
Il paese maggior consumatore di vino –sempre pro capite- era, ed è il Lussemburgo, che è passato dai 62,1 litri ai 50,7. L’Italia si situa, in questa classifica, al quarto posto, con 37,1 litri, mentre nel 2000 era terza, con 54 litri.
Considerando invece i dati in assoluto vediamo che i paesi maggiori consumatori di vino sono: Francia, con 30.269.000 ettolitri (erano 34.500.000 nel 2000), USA – 29.000.000 (21.200.000), Italia– 22.633.000 milioni (30.800.000), Germania– 20.000.000 (20.150.000) e quindi la Cina, che è passata dai 10.695.000 agli attuali 17.817.000. (I dati tra parentesi sono relativi all’anno 2000).
Lorenzo Colombo

(I dati sono tratti dal sito dell’OIV)

pubblicato in origine su www.vinealia.org

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