7° Concorso Spumanti d’Italia

Abbiamo partecipato per la prima volta, in veste di commissari, a questo concorso enologico, giunto alla settima edizione, dedicato esclusivamente alla produzione spumantistica Italiana, che si è tenuto a Conegliano, patria del Prosecco.
Abbiamo trovato l’impostazione e l’organizzazione molto professionali, ad iniziare dal briefing che ha coinvolto i vari giudici – eravamo in ventotto – dove sono state chiaramente spiegate le finalità del concorso medesimo, le modalità di valutazione e di compilazione delle schede valutative; sono inoltre stati presentati singolarmente i vari degustatori, inseriti nelle diverse commissioni d’assaggio tramite sorteggio.

Il concorso, che fa parte di una serie di attività del Forum Spumanti d’Italia – diretto da Giampiero Comolli – è patrocinato tra l’altro dal Ministero delle Politiche agricole, e quindi offre la possibilità, ai produttori dei vini premiati, di fregiare le loro bottiglie con un apposito bollino, che valorizzerà di conseguenza il prodotto agli occhi dei consumatori.
Trecentododici i vini in concorso, oltre il doppio rispetto alla prima edizione, nel 2002 infatti i campioni in gara erano centoquarantacinque, ed un bell’incremento rispetto ai duecentoottantasei dello scorso anno; segno che l’interesse dei produttori verso questa manifestazione sta crescendo; a proposito dei produttori quest’anno erano ben centodiciassette, provenienti da dodici regioni.
La maggior parte dei vini in concorso – perlomeno nella commissione di cui facevamo parte – apparteneva alla tipologia Charmat (poco oltre i due terzi), se però pensiamo che in Italia gli spumanti prodotti con il Metodo Classico sono circa l’otto percento del totale, conveniamo che quest’ultima tipologia aveva una notevole percentuale di presenze.

Dicevamo che si tratta di un concorso dedicato esclusivamente alla spumantistica, i diversi vini gareggiavano comunque in specifiche categorie.
La prima grossa differenziazione era appunto data dal metodo produttivo, ovvero Fermentazione in Bottiglia o in Grandi Recipienti; ulteriore selezione era fornita dall’appartenenza o meno alla categoria dei VSQPRD ( ovvero vini a Doc o Docg) o dei semplici Vini Spumanti.
Dopodichè ciascun vino era inserito in un gruppo identificato dal più o meno elevato residuo zuccherino; i vini non bianchi (rosati o rossi) erano infine inseriti in uno specifico gruppo; praticamente le categorie in gara erano dodici, con relativi dodici primi premi.
Quattro erano le commissioni giudicanti, composta ognuna da sette componenti (quattro enologi, due giornalisti ed un sommelier); ogni commissione ha quindi valutato un totale di settantotto vini, divisi in tre distinte sessioni da ventisei campioni l’una; a metà di ciascuna sessione, ovvero dopo aver degustato tredici vini, c’era una pausa obbligatoria di circa mezz’ora, per ritemprarci dalla fatica fisica e mentale.

I risultati del concorso saranno resi noti solamente ad inizio settembre, durante la manifestazione organizzata dal Forum Spumanti che si terrà, come da anni avviene, a Valdobbiadene, presso Villa dei Cedri.
Per ora Vi possiamo solo anticipare le diverse tipologie degustate dalla commissione nella quale eravamo inseriti: cinquantaquattro Metodo Charmat e ventiquattro Metodo Classico.
Scendendo più nel particolare abbiamo assaggiato: nel pomeriggio di lunedì 14 luglio, ventisei campioni, prodotti con rifermentazione in grossi recipienti, appartenenti alla categoria dei VSQ e VS (Vini Spumanti di Qualità e semplici Vini Spumanti), di questi nove erano Brut, otto Extra Dry, quattro Rosato Brut, tre Rosato Extra Dry e due Rosato Dry.
Martedì mattini, 15 luglio: ventisei Metodo Charmat VSQPRD; di cui undici Brut, cinque Extra Dry, otto Dry e due Dolci.
Ed infine martedì pomeriggio: diciassette Metodo Classico (VSQ e VS) di cui due Extra Brut, quattordici Brut e un Rosso Brut; sette Metodo Classico VSQPRD, di cui due Brut e cinque Rosato Brut, ed infine due Metodo Charmat VSQPRD Dolci.
Abbiamo riscontrato una discreta uniformità di valori, soprattutto nei VSQPRD; la nostra valutazione più elevata è stata di ottantacinque centesimi (quattro campioni), mentre la più bassa è stata di settantasei centesimi (due campioni).
Lorenzo Colombo


pubblicato in origine su www.vinealia.org

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