Custoza Superiore Doc “Brolo dei Giusti” 2020 – Cantine di Verona
Cantine di Verona nasce nel 2021 come “gruppo vitivinicolo cooperativo” ed è composto da tre cantine sociali: Cantina Valpantena, Cantina di Custoza e Cantina Colli Morenici.
Nel loro insieme queste tre realtà dispongono di 1.800 ettari di vigneti gestiti da oltre 500 soci conferitori.
Va da sé che con una realtà così grande siano numerosissime le etichette prodotte, suddivise ovviamente in diverse linee produttive e la Brolo dei Giusti è per l’appunto la linea d’alta gamma, riservata alla ristorazione.
Questa linea produttiva, creata nel 2018 in occasione del sessantesimo anniversario della Cantina di Valpantena, è composta unicamente da quattro vini, prodotti solamente nelle migliori annate, un Amarone della Valpolicella DOCG ed un Valpolicella Superiore DOC, primi due vini usciti sul mercato, rispettivamente con le annate 2011 e 2013 (ne avevamo scritto qui e poi qui) e dagli ultimi due nati, un Passito Garda DOC prodotto con uve Garganega e Chardonnay ed un Custoza Superiore DOC messo in commercio, quest’ultimo, nella primavera 2023 con l’annata 2020.
Ed è questo vino, frutto di un blend tra uve Cortese, Garganega, Tocai friulano, Incrocio Manzoni e Chardonnay, che andiamo ora ad assaggiare.
Le uve provengono da cinque ettari di vigneti situati nella frazione Custoza del comune di Sommacampagna, attentamente selezionate e vendemmiate a mano subiscono una criomacerazione prefermentativa, il vino dopo la fermentazione sosta in vasche d’acciaio sui lieviti prima d’essere posto in botti di rovere francese per terminare il suo affinamento.
Molto bello il suo colore, paglierino di discreta intensità con riflessi dorati.
Media la sua intensità olfattiva, ampio, vi si coglie l’uso del legno con le sue dolci note vanigliate, vi troviamo inoltre frutta a polpa gialla, nespole, frutta tropicale, fiori appassiti, fieno ed erbe di campo secche.
Succoso e strutturato, intenso al palato, sapido, emerge la frutta gialla con note di pesche, frutta secca, noci e mandorle, mela cotta, leggeri accenni di distillato, lunga la sua persistenza.
In chiusura due parole sul significato del nome Brolo dei Giusti e infine sulla confezione di questo vino.
Il “Brolo” è un piccolo pezzo di terra riservato, protetto da un muretto o da una siepe nel quale si trova solitamente un orto o un piccolo vigneto, mentre i “Giusti” sono gli agricoltori che dopo una giornata di lavoro si godono il meritato riposo osservando quest’ambiente seduti sulla “marogna” (il muretto a secco).
Per quanto riguarda il packaging è stata posta grande cura nel confezionamento di questa linea produttiva, le bottiglie che hanno una forma particolare e molto bella, non portano l’etichetta ma tutte le informazioni sono direttamente serigrafate sul vetro, i tappi utilizzati sono ottenuti da materie prime sostenibili, rinnovabili e vegetali.
Però ci sarebbe un piccolo appunto, ovvero il peso di questa bottiglia va un poco in controtendenza rispetto al concetto di “sostenibilità” oggi tanto di moda (e messo in risalto sul sito aziendale), il peso del solo vetro è più elevato di quello del suo contenuto, da vuota pesa infatti ben 882 grammi.
A tal proposito teniamo presente che attualmente il peso medio di una bottiglia di vino da 750 ml è di circa 550 grammi e che il programma lanciato dal Sustainable Wine Roundtable con il progetto Bottle Weight Accord, conta d’arrivare a meno di 420 grammi entro la fine del 2026.
Ricordiamoci che la produzione (ed il trasporto) delle bottiglie di vetro sono una parte consistente nella determinazione dell’impronta carbonica del vino e sono inoltre la principale fonte di emissione di gas serra di tutta la filiera vitivinicola.
In conclusione: siamo di fronte a un gran bel vino, ma questo non dipende certamente dal (peso del) contenitore, ma dal liquido in esso contenuto.
Lorenzo Colombo