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Barbera: Evoluzione da modernità a tendenza

Dal 6 al 15 settembre si è svolto ad Asti la prima edizione del Barbera d’Asti Wine Festival, un evento complesso organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, con la direzione artistica di Luciano Ferraro ed il coordinamento di Costantino Gabardi.

Densissimo il programma (lo potete trovare qui) che prevedeva incontri con importanti protagonisti del mondo del vino, del cinema, della letteratura, dell’arte dello spettacolo e dell’imprenditoria, come l’attore e regista Neri Marcorè, la scrittrice Stefania Auci, il cantautore Giorgio Conte, l’attore e conduttore radiofonico Leonardo Manera ed altri ancora.

Numerose le Masterclasses tenutesi presso Palazzo Alfieri e condotte da importanti nomi del mondo del vino, come Riccardo Cotarella, Veronika Crecelius, Gianni Fabrizio, Aldo Fiordelli, Andrea Gori, Othmar Kiem, Jeffrey Porter, Andrea Radic, Paolo Porfidio e Marco Sabellico.

Presso il cortile di Palazzo del Michelerio erano inoltre allestiti i banchi di degustazione.

Crecelius- Gabardi

Noi siamo riusciti ad essere presenti nel pomeriggio di venerdì 13 e nella giornata di sabato 14 ed abbiamo seguito le tre Masterclasses in programma, la prima delle quali, dal titolo “Barbera, discussione e evoluzione da modernità a tendenza” è stata condotta da Veronika Crecelius, giornalista tedesca trapiantata da anni in Italia e firma di punta della rivista Weinwirtschaft.

Otto le Barbera che Veronicka ci ha proposto, di diverse annate e diversi stili produttivi.

Eccole, elencate in ordine di preferenza.

Barbera d’Asti Superiore “Miolera” 2020 – Mura Mura
L’azienda è situata a Montegrosso d’Asti.

Il vigneto è situato su suolo franco sabbioso.
Il vino s’affina per 12 mesi in barriques e tenneaux di rovere francese ai quali seguono ulteriori 12 mesi di sosta in anfore da 400 litri.

Color granato di buona profondità.
Intenso al naso, fresco, di buona complessità, balsamico, legno dolce, spezie dolci, vaniglia, armonico.
Dotato di buona struttura, frutto scuro, leggeri accenni piccanti, pepato, lunga la persistenza.
Notevole.

Barbera d’Asti Superiore “La Bogliona” 2019 – Scarpa
L’azienda, situata a Nizza Monferrato è stata fondata dal veneziano Antonio Scarpa nel 1900.

Le uve provengono dalla Tenuta I Bricchi situata tra Castel Rocchero e Acqui Terme, il vigneto è situato tra i 350 ed i 400 metri d’altitudine su suolo sabbioso con presenza di argilla e limo e sono esposti a Sud-Ovest.

L’inizio della fermentazione avviene in tini di legno da 54 ettolitri e termina in vasche d’acciaio, l’affinamento del vino si svolge in botti di rovere francese da 45 ettolitri dove sosta per 32 mesi prima di tornare in acciaio per l’assemblaggio finale.

Granato profondo con unghia tendente al mattonato.
Intenso al naso, di buona complessità, balsamico, legno dolce, note terziarie, sottobosco, foglie umide.
Strutturato, con buona vena acida e leggere note tanniche, frutto rosso maturo, accenni piccanti, sottobosco, liquirizia, buona la persistenza.
Gran bel vino.

 – Barbera d’Asti Superiore “Costalunga” 2022 – Bersano
Si tratta di un’azienda di dimensioni considerevoli, la Bersano dispone infatti di 230 ettari di vigne sparse tra Langhe e Monferrato.
Le uve per la produzione di questo vino provengono da vigneti posti in diversi comuni: Agliano Terme, Vaglio Serra, Nizza Monferrato e Incisa Scapaccino, tutti sono caratterizzati da suoli argillosi calcarei.

Profondo il colore, rubino granato.
Buona l’intensità olfattiva, frutto rosso maturo, note balsamiche.
Dotato di buona struttura, succoso, frutto rosso maturo, spezie dolci, leggere note piccanti, legno ben dosato, buon equilibrio complessivo e buona complessità, buona la persistenza.

 – Barbera d’Asti “Ciabot D’La Mandorla” 2021 – Gozzelino
Situata a Costigliole d’Asti l’azienda Gozzelino dispone di 30 ettari di vigna per una produzione annuale di 120.000 bottiglie.

Il vino prende il nome dalla vigna nella quale spicca un mandorlo, il suolo è sabbioso, argilloso, calcareo e tufaceo, l’età media delle viti, allevate a Guyot è di 20 – 30 anni e la resa per ettaro è di 90 q.li.
Fermentazione e affinamento si svolgono in vasche d’acciao dove il vino sosta per sei mesi.

Profondo il colore, unghia violacea.
Intenso al naso, vinoso, ciliegia matura, accenni di spezie dolci.
Dotato di buona struttura, nitido e pulito, bel frutto, buona vena acida e lunga persistenza.

 – Barbera d’Asti “50 Anni di Barbera” 2022 – Cantina Sociale Barbera Sei Castelli
Come dice il nome la Cantina Sociale dispone di vigneti in sei diversi comuni: Agliano Terme, Castelnuovo Calcea, Moasca, San Marzano Oliveto, Calosso e Costigliole d’Asti.

Prodotto per la prima volta nel 2009, in occasione del 50° di fondazione della cantina questo vino fermenta in vasche d’acciaio e s’affina per circa otto mesi in vasche d’acciaio e di cemento.

Profondissimo il colore, quasi nero, unghia purpurea.
Buona l’intensità olfattiva, accenni vinosi, balsamico, frutta a bacca scura, note vanigliate.
Strutturato, succoso, con discreta vena acida, presenta leggere note piccanti e pepate, lunga la sua persistenza.

Barbera d’Asti “P-TIƆ” 2023 – La Montagnetta
Da ferroviere a produttore di vino, questa la scelta effettuata da Mimmo Capello, proprietario de La Montagnetta, azienda con vigneti a Roatto, Piovà Massaia e San Paolo Solbrito.

Le uve per la produzione di questo vino provengono da due vigneti, uno è collocato sulla collina Spinej nel comune di Piovà Massaia, l’altro sulla collina Montagnetta a Roatto, i suoli sono argillosi, di medio impasto e l’altitudine è di 250 metri slm.
Fermentazione alcolica e affinamento s’effettuano in vasche d’acciaio.

Profondo il colore, unghia violacea.
Buona l’intensità olfattiva, ciliegia leggermente acerba, leggere note floreali, accenni di spezie.
Molto fresco, succoso, con buona vena acida, ciliegia, anche in sciroppo.
Un vino moderno, semplice ma di grande piacevolezza, un vino da bersi senza tante elucubrazioni mentali.

 – Barbera d’Asti 2023– Cascina Castlèt
L’azienda della famiglia Borio è situata a Costigliole d’Asti dove dispone di 31 ettari di vigneti.

Le uve provengono d diversi vigneti posti in collina, la loro densità d’impianto è di circa 5.000 ceppi/ha e la resa è di 85-90 q.li/ha.
Fermentazione e affinamento si svolgono in vasche d’acciaio.

Color rubino violaceo luminoso di media intensità.
Buona l’intensità olfattiva, piccoli frutti di bosco, ciliegia fresca, fiori rossi, geranio.
Fresco, bel frutto, floreale, lunga la persistenza.
Vino semplice e dalla piacevolissima beva.

 – Barbera d’Asti 2022 – Garesio
L’azienda possiede20 ettari di vigne in diversi territori del Piemonte, nelle Langhe a Serralunga d’Alba, nel Monferrato a Incisa Scapaccino e Castelnuovo Calcea e a Perletto in Alta Langa.

Le uve provengono dai vigneti situati a Castelnuovo Calcea, dopo la fermentazione in vino s’affina in botti di rovere austriaco da 50 ettolitri per circa tre mesi.

Profondo il colore con unghia violacea.
Buona l’intensità olfattiva come pure l’eleganza, note balsamiche e di spezie scure.
Fresco e asciutto, accenni vegetali, buona vena acida e note tanniche, discreta la persistenza.
Lorenzo Colombo