Cantine Romagnoli 1857
Un paio di settimane fa, in occasione della presentazione del nuovo shop aziendale, siamo stati in visita alle Cantine Romagnoli, fondate nel 1857 ma di proprietà, da circa un decennio, della famiglia Bertola.
L’azienda si trova a Villò, frazione di Vigolzone, all’imboccatura della Val Nure, dove, oltrepassato il grande fiume, il territorio inizia a trasformarsi dando origine a dolci colline allungate che raggiungono i 230 metri sul livello del mare.
Nei 48 ettari di vigneti, situati tra I 190 ed I 230 metri d’altitudine troviamo diversi vitigni, sia locali che internazionali: Croatina, Barbera, Pinot Nero, Malvasia, Cabernet Sauvignon, Ortrugo, Chardonnay e Merlot.
Le vigne più vecchie sono state messe a dimora nel 1978 e 1979 mentre i vigneti più recenti risalgono al 2006, diversi i sistemi d’allevamento basati sia sull’età delle vigne che sui vitigni, ecco quindi GDC, Casarsa, Cordone Speronato e Gujot.
Vigneti
La conduzione agronomica è affidata a Fabio Bernizzoni, mentre quella enologica ad Alessandro Perini, le bottiglie prodotte annualmente sono 320.000.
Nel 2022 i Bertola hanno creato un nuovo marchio, Tenute Nura che, sempre sotto la conduzione enologica di Alessandro Perini, è dedicata alla produzione di vini dallo stile più innovativo.
Ad accoglierci il direttore della cantina, Franco Albertini, orgoglioso di presentarci il nuovissimo showroom, il quale ci ha subito affidati alle attenzioni del giovane enologo Matteo Brunelli, con pregresse esperienze in Trentino-Alto Adige, che ci ha guidato nella visita illustrandoci la filosofia produttiva dell’azienda.
Come premessa ci è stata spiegata la concezione della cantina, che poggia su tre parole chiave:
STORIA – TERRA – TEMPO
STORIA:
Il territorio vanta una tradizione vinicola millenaria, non a caso il vino più iconico e identificativo della zona, il Gutturnio, trae il suo nome da un boccale d’argento che gli antichi Romani utilizzavano per bere il vino, ritrovato nel Po nei pressi di Piacenza.
Altrettanto rilevante è la storia della cantina stessa, fondata ben 170 anni fa.
TERRA:
Camminando tra i filari è il terreno a colpirci, di un colore rosso ramato acceso, dovuto alla grande presenza di ferro, tanto da essere identificato con una precisa definizione cromatica: Pantone 188.
Questa peculiarità del suolo si riflette nei vini, contribuendo a definirne identità e personalità.
TEMPO:
Il tempo rappresenta una vera e propria filosofia aziendale, il vino deve avere il suo tempo: non quello imposto dal mercato, ma quello necessario per esprimere al meglio le proprie caratteristiche.
A conferma di questo approccio, uno dei vini porta il nome “Pigro”, proprio perché attende pazientemente in cantina di completare il suo percorso prima di arrivare al consumatore.
In cantina, Matteo ci ha illustrato il percorso che intende tracciare: oltre a portare avanti la tradizione con Gutturnio, Ortrugo e Malvasia, l’obiettivo è quello di sperimentare la vinificazione con metodo classico, utilizzando sia varietà internazionali sia nuove uve in fase di studio.
La famiglia Bertola ha avuto sin da subito l’idea di produrre vini spumanti con Metodo Classico, la nostra degustazione non poteva quindi che iniziare da questa tipologia di vino.
– Metodo Classico Dosaggiozero “Il Pigro”
Il vigneto, allevato a Cordone speronato con densità d’impianto di 4.500 ceppi/ettaro si trova su suolo argilloso con presenza di limo, ed è esposto a Sud-Est.
Prodotto con 60% Pinot Nero e 40% Chardonnay, fermenta in vasche d’acciaio e sosta sui per 48 mesi sui lieviti.
Si presenta con un giallo paglierino scarico e un perlage fine, di buona intensità.
Al naso emergono sentori di frutta gialla matura, note tostate e una leggera nota di lievito.
In bocca il vino mostra buona struttura, acidità equilibrata e una spuma piena e persistente.
Nel retrogusto ritroviamo una delicata nota di frutta secca tostata.
– Tenute Nura – Blanc de Noir Dosaggio Zero
Curioso blend tra 85% Barbera e 15% Pinot Nero vinificati in bianco in vasche d’acciaio, 24 mesi la sosta sui lieviti.
Colore giallo paglierino di buona intensità con perlage vivace.
Al naso la frutta matura lascia presto spazio a note più erbacee e verticali, con una leggera sensazione balsamica.
In bocca risulta tagliente, con bollicina verticale e grande sapidità.
Chiude con un ritorno agrumato, leggermente amaricante.
– IGT Emilia Chardonnay 2023
Questo vino viene prodotto con una tecnica particolare: fermentazione 33% in acciaio, 33% in barrique e 33% in anfora.
Colore giallo tendente al dorato.
Al naso si percepiscono sentori di frutta gialla matura, leggere note di macerazione e spezie orientali.
In bocca è pieno, quasi grasso, con chiusura leggermente tannica e amaricante, buona la persistenza.
Nel retrogusto ritornano le note speziate orientali.
– IGT Emilia Pinot Nero 2022
Le uve provengono da un singolo vigneto, la fermentazione si svolge part in vasche d’acciaio e parte in contenitori di legno, dopo l’assemblaggio il vino s’affina per 12 mesi in barriques usate.
Si presenta con un color rosso granato carico.
Al naso piccoli frutti rossi, note speziate ed erbe aromatiche essiccate, con una leggera sfumatura animale.
In bocca è morbido e pieno, con una bevuta fresca e un finale elegante.
Il retrogusto richiama spezie e una leggera nota affumicata.
In conclusione questa cantina, inserita in un territorio fortemente vocato e caratterizzato da un terreno unico, affonda le proprie radici nella storia ma guarda al futuro con nuove energie e progetti, reinterpretando in chiave moderna i vini del territorio.
Luca Fumagalli e Lorenzo Colombo