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Il bianco che sfida il tempo

Sono trascorsi quasi quattro anni dall’ultima volta che avevamo potuto assaggiare un buon numero di Timorasso, era infatti l’Aprile del 2022 quanto avevamo partecipato alla prima edizione di Derthona Due.Zero che s’era svolta presso il presso il Museo delle Macchiane Agricole Orsi, a Tortona. (vedi)

Questa volta l’opportunità ci è stata data dalla tappa milanese di Derthona on Tour, tenutasi lo scorso 17 febbraio presso l’Hotel Rosa Grand Milano.

Gian Paolo Repetto

Oltre ai banchi d’assaggio era prevista una Masterclass (alla quale abbiamo partecipato) condotta molto bene dal sommelier Paolo Porfidio coadiuvato dal presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, Gian Paolo Repetto; erano 12 i vini in degustazione con annate che andavano dalla 2024 sino alla 2017, con esclusione della 2018.

Unico appunto (se possiamo permetterci) è dato dal fatto che ormai (purtroppo) tutti gli eventi iniziano con il canonico ritardo di 15 minuti, che però questa volta s’è protratto per un’ulteriore quarto d’ora e questo non ci pare corretto nei confronti di coloro che sono puntuali all’appuntamento.

La Doc Colli Tortonesi prevede la possibilità di produrre numerosi (troppi?) vini, con diversi vitigni, sia bianchi che rossi, due di questi sono Colli Tortonesi Timorasso e Colli Tortonesi Timorasso Riserva, la denominazione prevede anche due sottozone: Monleale e Terre di Libarna.

Paolo Porfidio

La superficie vitata dei Colli Tortonesi è di circa 1.300 ettari, i vitigni maggiormente coltivati sono Barbera e Timorasso che ricoprono più o meno la stessa superficie, ovvero circa 500 ettari ciascuno (quelli di Timorasso iscritti alla Doc sono 350), a seguire, molto staccato, troviamo il Cortese con meno di 90 ettari.
Curioso ed emblematico il rapporto tra Cortese e Timorasso che meno di vent’anni fa, ovvero nel 2008, vedeva invertite le superfici vitate con il primo che vantava circa 170 ettari a fronte della trentina d’ettari del Timorasso.
La crescita di quest’ultimo vitigno è stata esponenziale se si pensa che nel 1985 ne era rimasto un solo ettaro, mentre di Barbera, sempre nel 2008, ce n’erano oltre 1.000 ettari.
Di seguito l’incremento del vitigno Timorasso nel corso degli anni:

.        2000     3,5 ettari
.        2009     25 ettari
·        2017      95 ettari
·        2018     111 ettari
·        2019     175 ettari
·        2021     276 ettari

La prima bottiglia di Timorasso è stata commercializzata nel 1990 da Walter Massa che allora era l’unico produttore, ora i soci iscritti al Consorzio sono 118.

Mappa dei suoli – Tratta dal sito www.mowse.blogspot.com

La sottozona Derthona (antico nome della città di Tortona) è stata istituita nel 2011 con lo scopo di valorizzare l’unicità del vitigno Timorasso ivi coltivato, comprende 46 comuni dislocati in sei diverse valli, il sottosuolo si è formato nel periodo Tortoniano, nel miocene Superiore, ovvero tra 11,6 milioni e 7,2 milioni di anni fa.
Pur essendo composto prevalentemente da Marne di Sant’Agata fossili presenta alcune diversità tra comune e comune come si può verificare dalla mappa, i vigneti sono in genere posti tra i 250 ed i 600 metri d’altitudine.

Attualmente è in atto una nuova revisione del disciplinare con l’introduzione per la Sottozona Derthona di regole assai più ristrette e che prevede tre diverse tipologie di vino:

– Piccolo Derthona che può essere commercializzato a partire dal 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia.
– Derthona (annata), la cui messa in commercio potrà avvenire dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
– Derthona Riserva per il quale la messa in commercio può avvenire al partire dal 1° marzo del terzo anno successivo alla vendemmia.

Ecco i vini presentati durante la Masterclass (tutti prodotti con uve Timorasso in purezza), in (quasi) tutti abbiamo riscontrato un paio di caratteristiche che li accomunavano data dalla presenza più o meno accentuata di note idrocarburiche, già percepibili anche nei vini più giovani, e da una piccantezza che sfociava in sentori di pepe bianco e di zenzero.

 – Derthona “Surge” 2024 – La Stellara
Le uve provengono da un vigneto posto a 300 metri d’altitudine su suolo argilloso-limoso nel comune di Volpedo, l’esposizione è Sud-Est ed il sistema d’allevamento è a Guyot con densità d’impianto di 4.400 ceppi/ettaro.
fermentazione ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino s’affina per 10 mesi sulle fecce fini con periodici batonnages.
E’ alla sua prima annata di produzione.

Paglierino molto scarico con leggeri riflessi verdolini.
Naso di discreta intensità, fresco e pulito, presenta sentori di frutta a polpa bianca, pesca, pera, mela.
Fresco, sapido, piccantino (zenzero) di buona intensità, con frutta a polpa bianca in evidenza, bella la vena acida e molto buona la persistenza.

 – Derthona “Stappasogni” 2023 – Vigneti Letizia
Le uve provengono da un vigneto di due ettari messo a dimora nel 2012, è situato a Monleale a 310 metri d’altitudine su suolo del periodo tortoniano ricco di marne, esposto a Sud-est è allevato è a Guyot con densità d’impianto di 6.000 ceppi/ettaro.
Vinificazione ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino rimane in affinamento per 12 mesi.

Paglierino scarico, luminoso.
Discretamente intenso al naso, frutta a polpa gialla, pesca, leggerissime note d’idrocarburi.
Dotato di buona struttura, pesca gialla, note piccanti di zenzero e pepe bianco, accenni d’idrocarburi, lunga la sua persistenza. 
Anche questo vino è alla sua prima annata di produzione.

 – Derthona La Zerba 2022 – Cantine Volpi
Il vigneto si trova nel comune di Volpedo ed è situato a 250 metri d’altitudine su suolo argilloso, calcareo-marnoso con esposizione Sud-Est.
Fermentazione in vasche d’acciaio ed affinamento per 10 mesi in vasche di cemento.

Giallo paglierino di discreta intensità.
Media la sua intensità olfattiva, accenni d’erbe aromatiche, sentori di fieno, frutta a polpa gialla.
Buona struttura, molto intenso, note piccanti in evidenza, pepato, sentori d’idrocarburi, lunghissima la sua persistenza.

– Derthona 2022 – Iandolo Francesco
Le uve provengono dal Vigneto Ca’ dell’Aglio situato a 380 metri d’altitudine nel comune di Brignano Francata, l’esposizione è Sud-Ovest ed il suolo è calcareo argilloso.
Vinificazione ed affinamento avvengono in vasche d’acciaio dove il vino sosta per 12 mesi con batonnages settimanali, seguono ulteriori 12 mesi di sosta in bottiglia.

Molto bello il colore, giallo paglierino luminoso.
Di media intensità olfattiva, frutta a polpa gialla, nespole, note d’idrocarburi, accenni di fieno.
Strutturato, intenso, piccante, succoso e sapido, buona la persistenza.

– Dethona “Santa Croce” 2022 – La Colombera
Il vigneto si trova a Sarezzano a 250 metri d’altitudine su suolo sassoso-calcareo ed è esposto a Sud
Vinificazione in vasche d’acciaio (una piccola parte fermenta in legno), affinamento per 12 mesi in acciaio con batonnages e 12 mesi in botti di piccole dimensioni.

Color giallo paglierino di buona intensità con riflessi dorati.
Buona l’intensità olfattiva, frutta gialla matura, sentori d’erbe essiccate, accenni d’idrocarburi.
Intenso, strutturato, piccante, agrumi, erbe essiccate, accenni d’evoluzione.

– Derthona 2022 – Tenuta Garetto
Il vigneto è situato nella frazione Zedebassi del comune di Montemarzino, si trova a 250 metri d’altitudine su suolo calcareo ed è esposto a Sud-Est.
Vinificazione ed affinamento (per 10 mesi) avvengono in vasche d’acciaio con periodici batonnages.

Color paglierino di buona intensità.
Mediamente intenso al naso presenta leggere note aromatiche, sentori di frutta a polpa gialla e note d’idrocarburi.
Strutturato, succoso, molto intenso e piccante, zenzero, note idrocarburiche, molto lunga la persistenza su leggeri accenni vegetali.

– Derthona 2021 – La Spinetta (in Magnum)
I vigneti sono situati a Montemarzino, Montegioco e Monleale, si trovano a 350 metri d’altitudine con esposizione Sud-Est, Sud-Ovest su suolo costituito da marne calcaree e da argille sabbiose.
Vinificazione in serbatoi d’acciaio dove sosta sulle fecce fini per otto mesi, segue un riposo in bottiglia di cinque anni.

Giallo paglierino dorato di buona intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, sentori di erbe aromatiche essiccate.
Strutturato, piccante, pepato, presenta sentori d’erbe essiccate, note evolutive e leggeri sentori di vaniglia, lunghissima la persistenza.

– Derthona “Origo” 2021 – Vigneti Repetto
Il vigneto è situato a Sarezzano, a 320 metri d’altitudine, il suolo è calcareo, tendente al sabbioso e l’esposizione è Sud-Ovest, allevato a Guyot ha una densità d’impianto di 4.400 ceppi/ettaro.
Fermentazione in vasche d’acciaio con malolattica svolta, s’affina sempre in acciaio per 12-15 mesi.

Color giallo paglierino luminoso.
Discretamente intenso presenta note evolutive di mela e sentori di nespole.
Strutturato, piccante, pepato, evoluto, mela matura, lunga la sua persistenza.

– Derthona 2021 – Sassaia
Il vigneto si trova a Monleale ed è situato a 250 metri d’altitudine su suoli calcarei-marnosi con esposizione Sud-Ovest, Sud-Est.
La fermentazione si svolge in barrique non tostate della tonnellerie borgognona Chassin dopo l’iperossidazione del mosto, l’affinamento del vino avviene negli stessi recipienti, il 25% dei quali nuovi, per un periodo di nove mesi.

Si tratta di un vino assai diverso organoletticamente da tutti gli altri degustati a causa del diverso processo enologico e dei recipienti utilizzati.

La bottiglia da noi degustata ci è parsa leggermente inficiata da una leggera deviazione del tappo, cosa che ammettiamo (dato che nessun altro dei presenti ha avanzato la stessa impressione) può essere un nostro errore di valutazione.

Paglierino luminoso il colore.
Media l’intensità olfattiva con sentori di legno in evidenza e con una nota di secchino (ripetiamo, impressione nostra).
La stessa sensazione l’abbiamo avuta alla bocca dove, oltre alla nota boisé data dal legno (che ci ha ricordato la Borgogna) abbiamo percepito anche una certa polverosità.

Nota: Nel vino dell’annata 2023, degustato in seguito presso il banco d’assaggio del produttore non abboamo ritrovato la “presunta” deviazione sopra riportata.

– Terre di Libarna Archetipo 2020 – Ezio Poggio Winery (in Magnum)
Il vigneto si trova a Vignole Borbera, è situato tra i 250 ed i 400 metri d’altitudine con esposizione Sud, Sud-Ovest su suolo argilloso-calcareo, il sistema d’allevamento è a Guyot con densità d’impianto di 4.000 ceppi/ettaro.
Vinificazione ed affinamento avvengono in vasche d’acciaio dove il vino s’affina per 12 mesi sulle fecce fini, seguono ulteriori sei di riposo in bottiglia.

Color paglierino luminoso.
Buona la sua intensità olfattiva, balsamico, pesca gialla, leggere note aromatiche, accenni d’idrocarburi.
Strutturato, succoso, piccante, zenzero, bel frutto, leggere note idrocarburiche, lunghissima la persistenza.
Molto buono.

– Derthona Lacrime del Bricco 2019 – Vigneti Boveri Giacomo
il vigneto, messo a dimora nel 2006, si trova nel comune di Montegioco a 300 metri d’altitudine su suolo calcareo-sabbioso, composto da marne bianche, l’esposizione è Sud-Ovest ed il sistema d’allevamento è a Guyot.
Vinificazione ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino sosta per 18 mesi sulle fecce fini, segue un riposo in bottiglia di almeno 12 mesi.

Molto bello il colore, paglierino luminoso con riflessi verdolini.
Buona la sua intensità olfattiva, pulito, di buona eleganza, netti sentori d’idrocarburi.
Strutturato, piccante pepe bianco, note idrocarburiche, lunghissima la persistenza.
Un vino dalla notevole qualità.

– Derthona 2017 – Oltretorrente
I vigneti sono situati a Paderna, a 300 metri d’altitudine su suolo marnoso-calcareo-limoso con esposizione Sud-Ovest.
Il vino s’affina per 10 mesi sulle fecce fini in vasche di cemento.

Color paglierino dorato di media intensità.
Intenso al naso, evoluto, sentori di mela matura e di buccia di mela.
Intenso al palato con spiccata vena acida, sentori di mela, discreta la sua persistenza.
Lorenzo Colombo