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Cascine Piemontesi: i vini

Il Consorzio Cascine Piemontesi è un progetto nato nel 2020 e promosso da Confagricoltura con la collaborazione della Camera di Commercio di Cuneo con lo scopo di promuovere e valorizzare i prodotti agricoli e agroalimentari della regione, aiutando anche i produttori nella fase della commercializzazione.

Fanno parte del consorzio aziende vitivinicole, casearie, ortofrutticole, cerealicole, coltivatori di castagne e piccoli frutti, allevatori e apicoltori, agriturismi, fattorie didattiche e attività turistico-ricettive ed anche intere filiere di prodotti ad IGP e DOP come il Castelmagno DOP, la Toma Piemontese DOP, la Nocciola Piemonte IGP, il Crudo di Cuneo DOP.

Nel terzo fine settimana d’ottobre abbiamo partecipato ad un Press Tour che ha toccato tre diversi territori delle Langhe, alla scoperte delle produzioni locali, siamo quindi stati a Saluzzo, a Vicoforte e a Dogliani.

Vogliamo iniziare il nostro resoconto proprio dalla tappa doglianese, dove, nella mattinata di sabato 23 ottobre, una ventina di aziende appartenenti a Cantine Piemontesi hanno presentato i loro vini nella Cappella della Sacra Famiglia.

Il tempo a disposizione, speso in buona parte chiacchierando coi produttori, ci hanno permesso d’assaggiare circa una trentina di vini, molti dei quali di piccoli produttori che non conoscevamo.

Ecco quelli che ci sono maggiormente piaciuti:

 – Az. Agr. Vietto
Situata a Novello, l’azienda che produceva vino da generazioni, principalmente per uso familiare, è stata completamente rinnovata negli anni 2000 con l’impianto di nuovi vigneti e con la trasformazione in cantina di una rimessa per macchine agricole.
Attualmente dispone di diciassette ettari a vigneto dove si coltivano Barbera, Nebbiolo, Dolcetto e Nas-cetta, uve dalle quali si ricavano otto vini.
Ci sono particolarmente piaciuti il Barolo “Panerole” 2016 e la Nas-Cetta “Giuana” 2020.

Le uve della Nas-Cetta provengono da due piccoli appezzamenti (in totale un ettaro di vigna) situati nel territorio di Panerole nel comune di Novello,  la vinificazione si svolge in vasche d’acciaio dove poi il vino rimane sui lieviti per sei mesi.
l colore è paglierino luminoso di media intensità.
Intenso al naso, floreale, con sentori di frutta a polpa bianca, fresco e piacevole.
Fresco al palato, di media struttura, verticale, minerale, con spiccata vena acida e buona persistenza.

Il Barolo “Panerole” proviene dall’omonima MGA (Manzione geografica Aggiuntiva) situata nel comune di Novello, la vinificazione prevede una macerazione piuttosto prolungata, che si protrae per circa un mese, l’affinamento del vino prevede una sosta in botte di almeno tre anni ed un assestamento in bottiglia di diciotto mesi.
L’azienda produce altri due MGA di Barolo, il Ravera ed il Bricco San Pietro.

Demaria Bartolomeo
L’azienda si trova a Vezza d’Alba, nel cuore del Roero, ma l’azienda produce anche nelle Langhe.
Numerosi i vini prodotti, dall’Arneis, ovviamente, uva con la quale l’azienda produce anche un Metodo Classico, a diverse tipologie di Barbera, Nebbiolo d’Alba, Barolo, Roero e Langhe Favorita.

Tra quelli assaggiati ci è piaciuto particolarmente il Roero Arneis Santé 2020, che s’avvale della fermentazione ed affinamento in vasche d’acciaio dove il vino sosta per sei mesi.
Color giallo paglierino luminoso di buona intensità.
Bel naso, intenso, pulito e fresco, fruttato, con sentori di pera e di mela.
Mediamente strutturato, fresco, agrumato ritornano le note di pera, buona la sua persistenza.

Fratelli Grimaldi
Situata a Santo Stefano Belbo, nella zona di produzione del Moscato d’Asti, l’azienda dei F.lli grimaldi dispone di 18 ettari di vigneti in proprietà, dove, oltre al Moscato si coltiva anche Chardonnay e Pinot nero, vitigni utilizzati anche per la spumantizzazione, sia in autoclave che con il metodo Classico.

Sono appunto due spumanti quelli che ci hanno particolarmente colpiti, si tratta dell’Alta Langa “Ca’ du Sindic” 2017 e del Ventuno Brut Rosé 2019.

Quest’ultimo viene prodotto tramite il Metodo Charmat lungo, diremmo addirittura lunghissimo, dato che sosta in autoclave per ben 18 mesi.
Prodotto con uve Pinot nero provenienti da un vigneto di 25 anni d’età, situato a 500 metri d’altitudine su suoli marnosi e sabbiosi, il sistema d’allevamento è ad archetto (Guyot) con densità di 5.000 ceppi/ettaro.
Il vino base, ottenuto tramite una pressatura soffice ed un breve contatto con le bucce, viene posto in autoclave dove, una volta avvenuta la rifermentazione, rimane in affinamento sui lieviti per 18 mesi.
Si presenta con un color rosa antico, tenue.
Al naso si percepiscono sentori di pera rossa matura, medesima sensazione che si ritrova alla bocca dove il vino si presenta fresco e verticale, sapido e con leggeri accenni tannici, lunga la sua persistenza.
Un vino decisamente curioso.

Molto buono anche l’Alta Langa Brut Ca’ du Sindic, un Blanc de noir le cui uve (Pinot nero) provengono dallo stesso vigneto del precedente vino, l’affinamento in bottiglia è di 36 mesi e, dopo la sboccatura, la colmatura del vino avviene senza aggiunta di liqueur d’expedition.
Il colore è paglierino scarico luminoso.
Elegante ed intenso al naso dove si colgono sentori di lieviti ed accenni di nocciole tostate.
Fresco, asciutto e decisamente verticale, quasi tagliente, presenta note d’agrumi ed una buona persistenza.

Nizza Silvano
L’azienda è situata a Santo Stefano Roero ma possiede vigneti anche nei comuni di Canale e Montà e produce vini sin dal 1957, i vitigni coltivati sono l’Arneis, col quale si produce anche un vino Spumante, il Nebbiolo, dal quale si ricavano oltre al Roero anche un Nebbiolo d’Alba ed un Langhe Rosato, Barbera e Brachetto.

Ci è piaciuto il Roero Arneis 2020, vinificato in acciaio, vino dal color giallo paglierino di buona intensità.
Intenso al naso dove si colgono sentori di frutta a polpa gialla, erbe officinali ed accenni di fiori gialli.
Dotato di buona struttura, sapido, con un bel frutto giallo maturo e lunga persistenza.

Poderi Roccanera
Viticoltori da oltre cent’anni è solamente dal 2003 che commercializzano il vino con propria etichetta.
L’azienda si trova a Cossano Belbo dove coltiva principalmente vitigni autoctoni: Barbera, Nebbiolo, Dolcetto, Moscato, Arneis e Favorita ed unicamente Chardonnay per quanto riguarda i vitigni internazionali.

Il vino che abbiamo degustato è il Langhe Doc Favorita del 2020 frutto di una vinificazione in riduzione in vasche d’acciaio.
Il colore è un giallo paglierino luminoso.
Mediamente intenso al naso presenta sentori d’erbe officinali e leggeri accenni sulfurei.
Fresco e verticale al palato, sapido ed asciutto, mediamente strutturato e dalla buona persistenza.

Cascina Piccaluga
La storia di quest’azienda, situata in Località Altavilla nel comune di Alba, inizia a fine Ottocento, ma è solamente nel 1996 che Roberto Abellonio la rileva ed inizia a produrre con proprio nome.
Le uve che si coltivano nei dieci ettari di vigneti sono Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Moscato e Chardonnay due di questi ettari sono situati all’interno della zona di produzione del Barbaresco.
Sono una decina i vini prodotti, rossi, bianchi ed uno Spumante, noi ne abbiamo assaggiati tre, tutti degni d’essere menzionati.
Eccoli:

 – Langhe Doc Arneis 2020, vinificato in vasche d’acciaio dove poi s’affina per cinque mesi.
Il colore è paglierino luminoso di media intensità.
Intenso al naso dove presenta sentori d’erbe officinali e di frutta a polpa gialla.
Strutturato e sapido, ritroviamo i sentori di frutta a polpa gialla unita ad accenni piccanti che rimandano allo zenzero, lunga la sua persistenza.

Barbera d’Alba Superiore 2018 “L’Argantin”
Il nome deriva dal singolo vigneto dal quale provengono le uve, l’affinamento del vino si protrae per dodici mesi in botti di rovere di Slavonia ed in tonneaux di rovere francese.
Color rubino di buona intensità con accenni color granato.
Intenso al naso dove si colgono sentori di frutto rosso maturo e dolce e di spezie dolci.
Strutturato ma al contempo fresco e succoso, con bella vena acida, sentori di liquirizia sul lungo fin di bocca.

 – Barbaresco Docg “Casot” 2018
Le uve provengono da un vigneto situato a 350 metri d’altitudine nel comune di Treiso, dopo la fermentazione in vino s’affina per dodici mesi in tonneaux di rovere francese e successivamente per un’ulteriore anno in botti di rovere di Slavonia.
Il colore è il tipico granato scarico con unghia leggermente aranciata.
Curioso al naso, dove presenta accenni aromatici, balsamico, note di fiori secchi.
Succoso ed asciutto, con bella trama tannica e lunga persistenza.

Azienda Agricola Masseria
L’azienda, situata a San Rocco Seno d’Elvio nasce nel 1960, ma è solamente con gli anni 2000 che inizia la vinificazione e la commercializzazione dei vini con proprio marchio.
Tre i vini che abbiamo assaggiato tutti caratterizzati da un’estrema pulizia.

Iniziamo dal Dolcetto d’Alba 2020, caratterizzato da un luminoso color rubino scarico.
Fresco e pulito al naso dove si colgono sentori di ciliegia selvatica un poco asprigna.
Freschezza, pulizia unite a succosità si percepiscono anche alla bocca, dove troviamo un vino dalla bella trama tannica, corretto, semplice e dalla beva assai piacevole, buona la sua persistenza.

Langhe Nebbiolo 2019
Il colore è granato luminoso, mediamente intenso.
Bel naso, fresco, pulito e nitido, sentori di frutto rosso e note floreali.
Fresco e succoso, con un bel frutto ed una bella trama tannica, piacevolissima la beva.

Barbaresco Montersino 2018
Montersino è una MGA di grandi dimensioni (oltre 81 ettari) che si colloca sui territori di San Rocco Seno d’Elvio) frazione di Alba e di Treiso, la sua altitudine varia dai 220 ai 420 metri slm.
Il vino si presenta con un color granato di media intensità e con unghia aranciata.
Intenso al naso, dove cogliamo un bel frutto rosso con accenni speziati e sentori di fiori secchi.
Mediamente strutturato, succoso, con bella trama tannica che sfocia in leggeri sentori di pellicina di castagna, lunga la sua persistenza.

 – Borgogno Rivata
L’azienda si trova a Guarene, nel Roero e produce diverse tipologie di vino partendo da uve Arneis, Nebbiolo, Dolcetto e Pelaverga.
Però questa volta non vogliamo parlare di vino ma di un Sidro particolare, prodotto con pere Madernassa, una varietà locale che ben si presta a questo tipo di lavorazione.
Il “Sidrè” questo è il nome dato al prodotto, sarebbe in realtà un “Poirè”, nome col quale vengono chiamati in Normandia i “sidro” di pere.
Dopo alcune prove sperimentali, nate quasi per scherzo, con rifermentazione in bottiglia, la produzione di quest’interessante bevanda è inizia nel 2014 utilizzando il Metodo Charmat, ovvero la fermentazione in autoclave.
Curioso anche il nome che da una parte fa riferimento al Sidro, mentre in dialetto locale “ si drè” sta a significare “qui dietro”, ovvero “dietro la casa”, dove la famiglia aveva due alberi di pero.
Il Sidrè si presenta con un color giallo-oro.
Netto il sentori di pera, sia al naso che alla bocca, dove pare quasi di coglierne la granulosità della polpa, lunga infine la sua persistenza.
Un prodotto decisamente interessante, assolutamente da provare.
Lorenzo Colombo