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Frantoio Bonamini, un grande olio dalla Val d’Illasi

Sabrina ci illustra le moderne attrezzature

Fondato nel 1965 da Stefano e Lina Bonamini e gestito attualmente da Sabrina Sartorari e Giancarlo Bonamini, che si definiscono 2Artigiani Organizzati2, l’azienda Frantoio Bonamini si trova ad Illasi e dispone di 25 ettari di oliveti in proprietà con 5.200 olivi, oltre all’apporto di 250 olivicoltori fornitori.

Il frantoio, che abbiamo potuto visitare accompagnati da Sabrina, dispone delle più moderne attrezzature il che permette, oltre che ad ottenere un prodotto di altissima qualità, premiato dalla più importanti guide di settore, un riciclo di tutte le parti residue della lavorazione, i noccioli vengono utilizzati come combustibile per il riscaldamento della struttura, mentre polpa, buccia e acqua vanno a comporre la biomassa.

Icaro X4

Anche in campo si utilizza la massima tecnologia con alcune lavorazioni affidate a robot che le svolgono in piena autonomia, abbiamo per esempio notato la presenza dell’Icaro X4, un robot motorizzato ad alimentazione ibrida (piccolo motore diesel che alimenta le batterie al Litio che poi muovono la macchina), in grado d’agire in piena autonomia utilizzando raggi UV‑C per ridurre drasticamente funghi e batteri sugli olivi, con l’obiettivo di tagliare del 50% l’uso di fitofarmaci.

L’olio, prima dell’imbottigliamento, viene conservato in vasche d’acciaio sotto argon, in modo da preservarne tutte le caratteristiche, le bottiglie prodotte annualmente sono circa 270.000, l’80% delle quali vendute in Italia.
La resa per gli oli più importanti è di 8 litri/q.le mentre per gli altri s’arriva a 13 litri/q.le ed il costo varia tra i 10 ed i 14 euro per la bottiglia da mezzo litro per gli oli più pregiati mentre quello venduto in latte costa 15 euro al litro.

Tre gli oli che abbiamo potuto assaggiare in una degustazione condotta da Sabrina, si tratta del monocultivar Grignano, varietà autoctona, del Campo di Casa ottenuto da un blend di ben 13 cultivar provenienti da un singolo oliveto di tre ettari composto da 950 piante e del Veneto Valpolicella Dop blend tra Favarol e Grignano.

Pur non essendo degli esperti d’olio dobbiamo dire che abbiamo trovato una grande qualità e delle evidenti differenze in quanto assaggiato, nel Campo di Casa abbiamo riscontrato al naso netti sentori di pomodoro al naso, il Dop Valpolicella c’è parso meno intenso del precedente e con una leggera nota piccante, mentre quello che abbiamo trovato più elegante è il Grignano che esprimeva note d’agrumi e sentori di carciofo.
Lorenzo Colombo

Nota: avevamo già avuto occasione di incontrare Icaro X4, era avvenuto quattro ani fa in occasione della nostra visita alle Tenute Tomasella (vedi),  in quel caso, impegnato in vigna,  aveva il compito di prevenire la comparsa dell’oidio.