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Friuli Isonzo Rosso Doc – Vignis di Marian

Abbiamo conosciuto Franco Visintin nello scorso mese d’ottobre, durante una degustazione alla cieca di vini a base Chardonnay provenienti da diverse zone del mondo, durante la quale era stato inserito anche il suo Friuli Isonzo Doc Chardonnay.

In quell’occasione ci aveva gentilmente omaggiato due bottiglie del suo Isonzo del Friuli Rosso, prodotto da un blend di uve Merlot e Cabernet sauvignon, vino che ora andiamo ad assaggiare in due diverse annate, la 2017, attualmente in commercio, e la 2016.

Un ritorno alla terra sognato per lunghi anni quello di Franco, che nel 2015 si realizza fondando la propria azienda a Farra d’Isonzo, tramite un piccolo vigneto messo a dimora dal padre negli anni Settanta, si tratta di circa un ettaro e mezzo, dal quale si ricavano 7.000 bottiglie.
Sono tre i vini prodotti, tutti a denominazione Friuli Isonzo, due bianchi: il già citato Chardonnay ed il Friulano ed uno rosso, quello per l’appunto oggetto della nostra degustazione.

Il vino

Vinificazione ed affinamento (per circa un anno) si svolgono in vasche d’acciaio, segue quindi un periodo di sosta in barriques usate per un tempo variabile, dipendentemente dall’annata.

 – 2017 – 70% Merlot e 30% Cabernet sauvignon, sei i mesi di sosta in barriques dopo l’anno trascorso in acciaio.
Il colore è tra il rubino ed il granato, trasparente e di media intensità.
Bello il naso, intenso, fresco, pulito, fragrante, con un bel frutto che rimanda alla ciliegia matura e con leggeri accenni di spezie dolci, vaniglia, cannella e zucchero vanigliato.
Fresco ed asciutto al palato, succoso, con bella trama tannica, vi ritroviamo la ciliegia unita a sentori di liquirizia, accenni pepati e vegetali di peperone, buona la sua persistenza.

 – 2016 – Rispetto al vino precedente Merlot e Cabernet sauvignon sono presenti in parti uguali, e l’affinamento in barriques, dopo quello in vasche acciaio è di un anno.
Molto diverso rispetto al vino più giovane già dall’aspetto. Qui troviamo infatti un color rubino compatto e di buona profondità che lo fa sembrare più giovane rispetto al vino precedente.
Buona l’intensità olfattiva, il vino è più complesso, il frutto appare più maturo, prugne e marasche sono in evidenza, unite a note balsamiche e sentori di spezie dolci (vaniglia).
Strutturato ed asciutto, quasi austero alla bocca, con tannini decisi, sentori di prugne, liquirizia amara, rabarbaro, radici, lunga la sua persistenza su note piacevolmente amaricanti.

In conclusione

Valutare l’evoluzione stilistica di un vino in due sole annate non è un’impresa facile, entrano infatti in gioco diversi fattori come il frutto dell’annata, dell’affinamento, della proporzione tra i vitigni, di un mix di tutto questo.
Abbiamo comunque trovato due vini assai diversi tra loro, più immediato, fresco e serbevole il 2017, come alleggerito in struttura ed in apporto di legno; più complesso, completo, ma anche introverso (al palato) quello con un anno in più.

L’azienda è giovane, siamo solo agli inizi, le aspettative sono più che buone, sarà importante osservare che strada prenderà Franco in futuro.
Lorenzo Colombo