La “Prima del Torcolato” 2012

Era la seconda volta che ci recavamo a Breganze in occasione della PRIMA DEL TORCOLATO, il primo evento legato al mondo del vino del 2012, e, rispetto allo scorso anno tutto è cambiato. Il nutrito programma, del quale avevamo scritto (vedi), riservato in buona parte solamente agli addetti ai lavori -stampa soprattutto- è stato completamente rivisto, introducendo una serie di eventi dove i consumatori assumono lo stesso livello d’importanza, se non addirittura maggiore rispetto ai professionisti. Non dimentichiamo d’altra parte che sono i consumatori che tengono in piedi il comparto, acquistandone i prodotti.
Quest’anno per la prima volta era prevista per la domenica mattina l’apertura di quasi tutte le aziende appartenenti al Consorzio Vini Breganze, dodici cantine ognuna delle quali presentava uno specifico programma, dove assieme alle varie espressioni del vitigno Vespaiola (Torcolato, vini fermi, spumanti) ed ai vari vini aziendali, in buona parte prodotti con vitigni autoctoni (Breganze vanta la presenza del maggior numero di questi vitigni di tutto il Veneto), si potevano gustare diverse specialità alimentari di questo territorio, salumi, formaggi, prodotti di pasticceria e baccalà.
Girando per cantine si trovavano quindi mescolati tra loro i numerosi giornalisti presenti ed una moltitudine di appassionati e curiosi, in una festa collettiva, anticipo del classico programma pomeridiano che vede come momento clou la torchiatura delle uve appassite di Vespaiola, dalle quali uscirà il succo che verrà trasformato dal tempo e dalle abili mani dell’uomo in Torcolato.
Anche noi abbiamo visitato alcune aziende per assaggiare vini, e, anche se ovviamente in casi del genere non si può certamente parlare di “degustazioni tecniche”, qualche idea ce la siamo comunque fatta.
Cantina Beato Bartolomeo di Breganze: si tratta della più grande realtà della zona, con i suoi oltre 800 soci che coltivano circa 700 ettari di vigneto e, con oltre 3,5milioni di bottiglie copre oltre il 70% della produzione della Doc Breganze.
“100% Vespaiola: viaggio enogastronomico intorno al vitigno emblema di Breganze”, il titolo assegnato all’evento, che prevedeva la degustazione di quattro vini prodotti con Vespaiola abbinati a specialità gastronomiche dove tra gli ingredienti era previsto il Torcolato, ecco così Sopressa al Torcolato, prodotta dal Salumificio Ai Castelli, dove nell’impasto troviamo l’1% di Torcolato; il formaggio Torrione di Breganze, prodotto dalla Latteria Soligo, affinato per diciotto mesi e quindi posto in barriques, coperto di vinacce ed immerso nel Torcolato; il pane alle uvette e Torcolato e il Tortino al cioccolato con mousse di Torcolato della Pasticceria Vicentini.
I vini che abbiamo in quest’occasione degustato sono: Doc Breganze Vespaiolo Superiore “Savardo” 2010, un vino dal colore paglierino luminoso, con sentori di fieno, d’erbe officinali e note mielose al naso, dotato di buona struttura, morbido ed al contempo sapido alla bocca e dotato di buona persistenza.
Doc Vespaiolo Spumante Extra Dry (Metodo Charmat), prodotto sin dalla metà degli anni ’70, anche se la spumantizzazione avviene direttamente in cantina solamente dal 2003. Il colore è paglia scarico, intenso al naso, con sentori di fiori d’acacia, e con note erbacee che rimandano al fieno, alla bocca si coglie una buona effervescenza, il vino è morbido (grazie anche al suo residuo zuccherino), si percepiscono sentori agrumati e di miele. La particolarità produttiva di questo spumante è data dal fatto che al vino base non viene aggiunto zucchero per la presa di spuma, bensì circa il 20% di mosto, ed il residuo zuccherino non è ottenuto tramite aggiunta di “liqueur de tirage”, ma arrestandone in tempi opportuni la fermentazione.
Doc Vespaiolo Spumante Demi Sec (Metodo Charmat), dal colore giallo paglierino, offre al naso sentori fruttati, note agrumate ed accenni erbacei, alla bocca è fresco, morbido ed agrumato.
Doc Breganze Torcolato Riserva “Bosco Grande” 2008, si presenta con un color giallo dorato intenso, come intenso è l’impatto olfattivo, lo spettro olfattivo è ampio e complesso: miele amaro, frutta tropicale, canditi, leggeri accenni di salamoia, accentuata è la sua dolcezza, mitigata da piacevoli note amaricanti sul fin di bocca, dove ritroviamo la frutta tropicale, il miele, i canditi (cedro).
Altra azienda alla quale abbiamo dedicato una seppur breve visita è stata quella di Firmino Miotti, uno dei produttori storici della zona, che tra i suoi vini in produzione ne vanta alcuni derivanti da vitigni autoctoni, e l’evento programmato in cantina “Autoctono breganzese” verteva appunto su questo aspetto.
Abbiamo cosi avuto la possibilità di assaggiare Pedevendo, Sampagna e Gruajo i primi due vini bianchi e l’ultimo rosso.
Vino da tavola bianco “Pedevendo”, prodotto con un’uva ormai assai rara, la Pedevenda, anche se le prime notizie su questo vitigno risalgono al 1754, e lo descrivevano come “antico vitigno delle colline di Breganze”. Si tratta di un vino frizzante “sur lies”, ottenuto quindi effettuando l’ultima parte della fermentazione in bottiglia, dove il vino rimane sui suoi lieviti. E’ un vino d’antan, ruspante, dal color giallo paglierino luminoso, intenso al naso, floreale e con sentori di fieno, alla bocca il vino è sottile, verticale, un poco magro e ripresenta i sentori vegetali.
Igt Veneto Bianco “Sampagna” 2010: altra uva rara e antica, si tratta della Marzemina bianca, conosciuta con i nomi locali di Sciampagna o Sampagna, si tratta di una varietà di antica coltivazione, proveniente “sembrerebbe” dalla Borgogna.
Anche questo vino è prodotto come il precedente, il colore è simile, anche se la nota dorata appare più intensa, al naso presenta sentori d’erba secca e leggeri accenni animali mentre alla bocca si colgono sentori vegetali ed erbacei, chiudendo con un fin di bocca leggermente amarognolo.
Vino da tavola rosso “Gruajo”: il vitigno si chiama Gruaia ed è già citato nel ‘700, praticamente abbandonato per le sue problematiche di maturazione (nel grappolo si trovano, assieme ad acini completamente maturi, altri ancora completamente verdi) che causano parecchi problemi in vinificazione, è stato riscoperto e portato avanti da Firmino Miotti.
Il colore è rubino luminoso di buona intensità, vinoso al naso, con netti sentori di frutta rossa (ciliegia), in bocca appare piuttosto magro, tannico, asciutto e con sentori vegetali, un prodotto assai particolare e molto interessante.
Come dicevamo in precedenza, il programma pomeridiano era quello classico, con la sfilata dei componenti della confraternita della “Magnifica Fraglia del Torcolato”, l’investitura dei nuovo componenti della stessa, quest’anno il notaio Anna Maria Fiengo e l’imprenditore Emmanuele Cattelan, la presentazione del nuovo “Ambasciatore del Tocolato”, il giornalista Luca Rigoni, direttore di TGCom24, la premiazione della vincitrice del concorso “Realizza l’etichetta della Prima del Torcolato”, Mara Capitanio, l’asta benefica di bottiglie di Torcolato, il cui ricavo sarà devoluto all’associazione Sankalpa Onlus di Padre Ireneo Foscarini,ed in ultimo la pigiatura pubblica, in un antico torchio dei grappoli appassiti di Vespaiola, tutto questo in una piazza gremita e riscaldata da un bel sole, che dopo il suo tramonto ha lasciato spazio ad un freddo pungente.
I dati forniti dall’organizzazione dicono che durante l’evento, nelle cantine, in piazza, negli stand gastronomici, nei bar e nei ristoranti è stata consumata una quantità di Torcolato pari a circa 20.000 bicchieri.
Lorenzo Colombo

pubblicato in origine su www.vinealia.org

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