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La visione sostenibile di Herita Marzotto Wine Estate

 

Le Tenute

Herita Marzotto Wine Estate è un gruppo che comprende 10 tenute per un totale di 780 ettari di vigneti in proprietà oltre a d altri 200 ettari in conduzione, nove di queste tenute si trovano in diverse regioni d’Italia, Veneto, Alto Adige, Lombardia, Toscana e Sardegna ed una negli Stati Uniti, in Oregon
Tutto inizia nel 1935 quando Gaetano Marzotto acquista mille ettari di proprietà della famiglia Stucky e decide di bonificare la vasta pianura compresa fra Fossalta di Portogruaro e la Laguna Veneta, 140 di questi ettari vengono destinati alla viticoltura, nasce Santa Margherita.
Nel 1952 sulle colline di Conegliano inizia la spumantizzazione del prosecco e nel 1961 vengono vinificate in bianco le uve del Pinot grigio, vitigno che prima d’allora conferiva ai vini il tipico color rame.
Santa Margherita è stata inoltre l’azienda che ha fatto conoscere al mondo questo vino/vitigno.

Vazzoler, Cernilli

I Marzotto hanno si da subito dato un’impronta sostenibile a tutte le loro produzioni, tutti i vigneti sono condotti in regime biologico oppure sono certificati SQPNI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), l’energia utilizzata è prodotta da fonti rinnovabili e in alcuni casi è autoprodotta, vengono utilizzate bottiglie leggere e si sono adottati gli standard europei ESRS, (European Sustainability Reporting Standards), che definiscono le modalità con le quali le aziende devono comunicare le proprie performance ambientali, sociali e di governance.

Lo scorso 5 ottobre, in occasione della presentazione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia abbiamo partecipato ad una degustazione condotta da Daniele Cernilli e da Loris Vazzoler, direttore tecnico del Gruppo Santa Margherita durante la quale sono stati presentati alcuni vini simbolo prodotti nelle varie tenute del Guppo.

Ecco quant’abbiamo assaggiato corredato da nostre sintetiche impressioni.

 – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Brut “Rive di Refrontolo” 2024 – Santa Margherita
Vino Bio, le cui uve provengono dal vigneto Bagolaro, posto nel comune di Refrontolo.
Dopo la pressatura che avviene in modo soffice, s’effettua la fermentazione a bassa temperatura (17°C.) quindi il vino sosta per alcuni mesi sulle fecce fini, viene quindi posto in autoclave per la presa si spuma dove rimane per almeno tre mesi.
Sono due all’anno le spumantizzazione che s’effettuano nei mesi di maggio e di settembre.

Color verdolino.
Bel naso, di discreta intensità, fresco e pulito, leggeri sentori di pera e mela leggermente acerba.
Buone l’effervescenza e l’intensità, asciutto, sapido, agrumato, bella vena acida e lunga persistenza.

 – Alto Adige Doc Metodo Classico “Athesis” Brut 2022 – Kettmeir
L’azienda Kettmeir che si trova a Caldaro, è stata fondata nel 1919 da Giuseppe Kettmeir, è stata pioniera nella produzione di vini spumanti in Alto Adige, le prime spumantizzazioni in autoclave sono infatti datate 1964 mentre nel 1992 inizia la produzione di Metodo Classico.
L’azienda, che dispone di vigneti in diverse zone dell’Alto Adige, a Pochi di Salorno, a Soprabolzano ed a Castelvecchio/Caldaro, è stata acquisita dal Gruppo Santa Margherita nel 1986.

Blend di Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero provenienti da vigneti situati sulle colline dell’Oltradige e della Bassa Atesina tra i 450 ed i 700 metri d’altitudine, i suoli sono d’origine calcarea con presenza d’argilla, i sistemi d’allevamento sono a Pergola e a Spalliera con rispettive densità d’impianto di 3.000-3.500 ceppi/ettaro e 5.000-6.000 ceppi/ettaro.
la vendemmia s’effettua tra metà e fine settembre, i tre vitigni vengono vinificati separatamente in vasche d’acciaio dove poi s’affinano per alcuni mesi, dopo aver effettuato la cuvée e dopo la presa di spuma il vino sosta sui lieviti per almeno 24 mesi.

Color paglierino scarico.
Bel naso, intenso, frutta a polpa bianca, pesca, leggeri accenni di lieviti.
Intenso, decisamente sapido e con spiccata vena acida, succoso, frutta a polpa bianca, note citrine, accenni tostati e affumicati, molto lunga la persistenza.

 – Valdadige Doc Pinot grigio 2024 – Santa Margherita
Le uve provengono da vigneti posti nella Valle dell’Adige situati tra i 150 ed i 300 metri d’altitudine, sono allevati a Pergola trentina e a Guyot con densità d’impianto di 3.000 e 5.000 ceppi/ettaro, la vendemmia s’effettua nella prima parte del mese di settembre.
Fermentazione ed affinamento si svolgono in vasche d’acciaio.

Paglierino-verdolino di media intensità.
Intenso al naso, pulito, pera e pesca bianca mature.
Discretamente strutturato, intenso, accenni mandorlati, leggere note tanniche, lunga la persistenza.

 – Lugana Doc Superiore “Molin” 2023 – Ca’ Maiol
Azienda attiva sin dal 1967 dispone attualmente di 118 ettari di vigneti sulla sponda meridionale del Lago di Garda ed in Valténesi, è stata acquisita dal Gruppo Santa Margherita nel 2017.

Le uve vengono prima raffreddate a 10°C. quindi diraspate e pigiate, fermentazione e affinamento si svolgono in vasche d’acciaio dove il vino sosta per nove mesi prima d’essere imbottigliato, seguono ulteriori sei mesi di riposo in bottiglia prima della commercializzazione.

Paglierino luminoso di media intensità.
Discretamente intenso al naso, frutta a polpa bianca e gialla, leggeri accenni aromatici e d’erbe officinali.
Sapido e strutturato, erbe officinali, chiude leggermente amaricante e vegetale.

 – Chianti Classico Docg Gran Selezione “Vigneto di Campolungo” 2021 – Lamole di Lamole
Azienda storica, situata nella frazione Lamole del comune di Greve in Chianti vanta tra i vigneti più alti del Chianti Classico, che si spingono sino a 655 metri d’altitudine, nel 1993 entra a far parte del Gruppo Herita Marzotto Wine Estates.

Prodotto con uve Sangiovese in purezza provenienti dal Vigneto di Campolungo situato tra i 420 ed i 576 metri d’altitudine a Lamole, frazione del comune di Greve in Chianti.
Il suolo è composto da galestro e macigno toscano ed in parte di alberese, il sistema d’allevamento è a Cordone speronato e ad Archetto chiantigiano e la densità d’impianto varia dai 3.300 ai 5.200 ceppi/ettaro.
Le uve, già selezionate in vendemmia, subiscono un’ulteriore cernita tramite selettore ottico, la fermentazione si svolge in tini troncoconici di rovere da 50 ettolitri e l’affinamento s’effettua in botti di rovere di medie dimensioni con una piccola parte di vino che passa in barriques.

Rubino luminoso di media intensità.
Bel naso, mediamente intenso, ciliegia, accenni vanigliati, leggere note balsamiche, buona eleganza.
Discretamente strutturato, succoso, bel frutto, accenni piccanti, tannini in equilibrio, armonico e di bell’equilibrio complessivo, buona la sua persistenza.
Lorenzo Colombo