ViVa: la Valtellina come non l’avevamo mai vista
Frequentiamo la Valtellina e i suoi vigneti dai primi anni ’80 ma non li avevamo mai visti (direttamente) da questo punto di vista, ovvero dal cielo.
Questa straordinaria occasione ci è capitata lo scorso 9 settembre, in occasione della prima edizione (ci auguriamo ne seguano altre) di ViVa (Vini Valtellina), evento che si è tenuto a Sondrio dal 6 all’8 settembre, con una coda riservata alla stampa martedì 9.
Ma andiamo con ordine.
In e-bike
L’evento, organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, con la collaborazione di Strada del Vino e Fondazione Provinea, era strutturato su tre giorni con un programma (vedi) riservato parte al pubblico e parte ad operatori e stampa.
La giornata di sabato 6 era dedicata alle “Esperienze coi produttori”, ognuno dei quali aveva organizzato uno specifico evento in cantina e/o in vigneto, oltre una quarantina questi eventi, dedicati principalmente agli appassionati.
La giornata di domenica prevedeva la possibilità, per appassionati ed operatori, di assaggiare oltre 120 vini presentati dai produttori di 38 aziende dislocate in quattro distinti spazi situati nel centro storico di Sondrio, Palazzo Pretorio e Palazzo Sertoli, il MVSA (Museo Valtellinese di Storia e Arte) ed il Centro Le Volte, oltre a questo erano previste altre esperienze alla scoperta dei vigneti valtellinesi, sua a piedi che in e-bike.
Il programma del lunedì rispecchiava quello della domenica per quanto riguarda le degustazioni dei vini, ma era riservato unicamente agli operatori ed alla stampa.
Per la stampa è stato organizzato un press tour di due giorni (8 e 9 settembre) con un programma concentratissimo che prevedeva la possibilità di degustare i suddetti vini, un tour tra i vigneti in e-bike, la cena coi produttori, un volo in elicottero sopra i vigneti e la degustazione in anteprima di una ventina di vini dell’annata 2023.
Quindi lunedì pomeriggio siamo stati presso i banchi dei produttori (ne scriviamo più avanti) e poi abbiamo effettuato un giro dei vigneti in e-bike (bella esperienza).
La serata s’è quindi conclusa presso il ristorante del Grand Hotel della Posta (presso il quale abbiamo alloggiato) per la cena con i produttori.
Martedì mattina ci siamo trasferiti a Poggiridenti, presso il Wine Hotel Balzi Retici dove, prima del giro in elicottero e della degustazione in anteprima dei vini dell’annata 2023 si è tenuta una breve conferenza stampa che ha visto gli interventi di Mamete Prevostini, presidente del Consorzio Tutela Vini di Valtellina, di Marco Fay e Danilo Drocco, vicepresidenti dello stesso consorzio (Marco, di Luca Faccinelli, presidente di Provinea e da Davide Fasolini presidente della Strada del vino di Valtellina.
Da sinistra: Drocco, Prevostini, Fay, Faccinelli
Prevostini ha tracciato il percorso che ha portato dalle 25 aziende aderenti al Consorzio al momento della sua fondazione, nel 1976, alle attuali 56; allo stesso consorzio aderiscono inoltre 550 viticoltori.
Tenendo conto di questo possiamo capire l’estremo frazionamento del vigneto valtellinese che s’estende su 820 ettari per una produzione annuale di circa 3.200.000 bottiglie il 45% delle quali viene esportato.
Prevostini si è detto inoltre molto soddisfatto di questa prima edizione di ViVa, che ha visto la partecipazione di circa 1.500 appassionati la stragrande maggior parte dei quali provenienti da fuori provincia e anche dall’estero.
Vista dall’elicottero
Cruciale il fatto di averlo proposto nel mese di settembre in modo da poter mostrare ai partecipanti la vigna nel momento in cui l’uva sta raggiungendo la sua piena maturazione.
Marco Fay ha illustrato le caratteristiche del vigneto valtellinese e le condizioni per cui lo rendono unico a partire dal clima mediterraneo influenzato dalla Breva, il vento che nel pomeriggio soffia dal Lago di Como assicurando la sanità delle uve, anche i suoli sono asciutti, essendo formati principalmente da sabbia e scisto.
Vista dall’elicottero
Fay ha inoltre spiegato le differenze climatiche dovute alle varie altitudini alle quali si trovano i vigneti suddividendole in tre fasce all’interno delle quali si producono vini diversi, con quella compresa all’incirca tra i 450 ed i 600 metri ritenuta la più adatta alla produzione dei vini Valtellina Superiore, la fascia inferiore è in genere utilizzata per la produzione dei vini a Doc mentre in quella superiore, che attualmente arriva sino ai 750 metri d’altitudine (la proposta è quella di elevarla) è dedicata principalmente alla produzione dei vini ad IGT Terrazze Retiche di Sondrio.
Vista dall’elicottero
Per quanto riguarda le cinque sottozone (c’è in programma di costituirne altre due) nelle quali è suddivisa la Docg, Fay sostiene che si tratta principalmente di ragioni storiche piuttosto che qualitative, inoltre ha smontato la tesi secondo la quale i terrazzamenti siano stati formati portando la terra della valle in altitudine ma che sia invece trattato del contrario, ovvero portandola dall’alto.
Vista dall’elicottero
Danilo Drocco ha invece parlato del vitigno Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca, vitigno che nel corso degli anni ha creato in biotipo che si è adattato alla zona, al suo clima ed al suo suolo.
Il Nebbiolo è un vitigno in grado di donare sempre freschezza ai vini prodotti poiché la sua acidità ed il Ph vengono mantenuti anche quando fa caldo, in Valtellina questi vini sono caratterizzati inoltre da una mineralità dovuta al fatto che le radici sono costrette a penetrare nelle rocce a causa del poco terreno fertile in superficie, i suoi tannini sono in genere più morbidi e setosi rispetto ai vini prodotti nelle Langhe ed i vini sono sempre caratterizzati da una nota sapida.
In quanto all’annata 2023, he poi abbiamo degustato in anteprima, Drocco l’ha definita “un’annata calda, con gradazioni importanti ma non altissime”.
I produttori
Luca Faccinelli, presidente della Fondazione Provinea, costituita nel 2003 con lo scopo di tutelare e preservare il territorio e l’ambiente viticolo terrazzato e di valorizzare le tradizioni storiche ha evidenziato l’importanza dei terrazzamenti sostenuti da muretti a secco (circa 2.500 chilometri patrimonio dell’UNESCO) favorendone una destinazione turistica.
La strada dei vini e dei Sapori di Valtellina, come ha specificato Davide Fasolini, si sviluppa su 67 km e si snoda tra vigne, cantine, ristoranti e strutture ricettive, questo permette a chi la percorre di scoprire la Valtellina più autentica, attraverso visite guidate, degustazioni, eventi culturali ed esperienze immersive in un itinerario suggestivo.
Annata 2023
Dopo la conferenza stampa abbiamo effettuato il giro in elicottero e vi assicuriamo che è stato emozionante osserva re i vigneti da quel punto di vista, ovvero dal cielo, l’immagine che se ne tra è quella di una verticalità ancor maggiore che non la visione da terra e ci si rende ancor più conto della fatica immane che debba essere stata compiuta che costruire le migliaia di terrazzamenti a volte minuscoli e lo sforzo ed il coraggio degli odierni viticoltori a gestirli e conservarli.
Numerose le foto scattate dall’elicottero delle quali ne proponiamo qualcuna.
Vini de La Spia
E’ infine seguita la degustazione dei vini dell’annata 2023 dei quali non abbiamo preso appunti anche se nel complesso ci è parsa una buona annata, vedremo di riassaggiarli una volta completato il loro periodo d’affinamento e ci aspettiamo una buona se non ottima qualità.
In merito a questa degustazione avremmo preferito (e ci auguriamo che in futuro venga effettuato) degustare i vini comodamente seduti in modo da poter meglio soffermarci sugli stessi e prendere appunti.
Ferrari
Ecco infine una piccola panoramica di quanto degustato lunedì pomeriggio presso i banchi dei produttori, anche se non sono molti i vini che abbiamo degustato (non amiamo le degustazioni in piedi, di fronte ai banchi dei produttori poiché troviamo difficile prendere appunti) e ci siamo concentrati soprattutto (ma non esclusivamente) sulle aziende che conosciamo meno, trascurando (purtroppo) le altre.
Solamente circa una trentina i vini assaggiati, tra quelli che abbiamo maggiormente apprezzato segnaliamo quelli dell’Azienda Ca’ Bianche, nello specifico lo Sforzato Fasèt 2023, uno Sforzato fresco, pulito, elegante e…bevibile, della stessa azienda ci è molto piaciuto anche il Valtellina Superiore Riserva La Tena 202, succoso, elegante e dalla lunga persistenza.
Ortensio Lando
Buonissimo lo Sforzato Pergiulio 2016 di Walter Menegola, morbido, fruttato e dalla bella trama tannica, altri vini che ci sono molto piaciuti sono il Grumello Ortensio Lando 2022 di Luca Faccinelli, fresco, pulito, intenso e succoso, il Sassella Vigna Mossino 2023 di Alfio Mozzi elegante e sapido, come pure, sempre di Mozzi, il Sassella Riserva Grisone 2022, speziato e piccantino.
Notevole il Sassella PG40 2022 di La Spia, con note surmature ed accenni di fumo, come pure, sempre della stessa azienda il Sassella Riserva MR72, intenso, balsamico, con sentori di liquirizia e radici, di Marco Ferrari ci è piaciuto soprattutto l’Inferno 2023, balsamico e con sentori di ciliegia matura.
Potremmo continuare, sono molti altri i vini che abbiamo apprezzato ma ci fermiamo qui.
Si è trattato di un’esperienza assai piacevole e formativa che ci auguriamo di poter ripetere.
Lorenzo Colombo