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Giovanni Negro, il self made man del Roero

Giovanni Negro

Giovanni Negro è un vulcano, un fiume in piena quando racconta la sua storia; partito da zero, ovvero da due ettari di vigna dai quali otteneva una quindicina di damigiane, è riuscito a costruire un piccolo impero, con circa 70 ettari di vigneti situati sia nel Roero, dove troviamo la Cascina Perdaudin a Monteu Roero e la Cascina San Vittore a Canale, come pure nella zona del Barolo, con la Cascina Baudana a Serralunga d’Alba ed in quella del Barbaresco, ovvero la Cascina Basarin a Neive.
Da questi vigneti, Giovanni, ormai coadiuvato da anni dai figli Gabriele, Angelo, Emanuela e Giuseppe, ricava circa 430.000 bottiglie/anno.

In realtà la storia della famiglia Negro è ben più antica, in un documento del 1670 presso il comune di Monteu Roero si attesta che “Giovanni Dominico Negro, figlio di Audino…” era proprietario (nella stessa zona dove oggi si trova il podere Perdaudin), di una casa con forno, aia, cantina e filari di viti.

Vecchie bottiglie d’Arneis

Angelo Negro, padre di Giovanni e fondatore dell’azienda, nel 1946 inizia a produrre Nebbiolo e Barbera, Giovanni nasce nel 1949, nel 1970 inizia la costruzione della casa e della prima cantina e l’anno seguente Giovanni Negro vinifica per la prima volta l’Arneis “secco”.
Tra il 1975 ed il 1983 nascono i quattro figli di Giovanni e nel 1985 vede la luce il Metodo Classico Giovanni Negro da uve Arneis, nel 2009 viene messo a dimora il Vigna Ciabot San Giorgio e nel 2012 si entra nel mondo del Barolo, con il vigneto a Serralunga.

Sono quattro i vini che abbiamo potuto degustare, durante la nostra visita, avvenuta durante il mini press tour organizzato dall’Enoteca Regionale del Roero in occasione del XVI Raduno Nazionale dei Trifulau e dei Tabui, tutti i vini appartengono alla Linea Selezioni Storiche, a parte un quinto, il Roero Arneis Metodo Classico Blanc de Blancs Dosaggio Zero “Giovanni” servito come aperitivo di benvenuto e del quale purtroppo non abbiamo preso appunti.

I vini degustati:

Roero Arneis Riserva “Perdaudin” 2022
Le uve provengono dal Podere Audino, posto a 320 metri d’altitudine con esposizione Sud su suolo calcareo sabbioso ricco di conchiglie fossili, il sistema d’allevamento è a Guyot.
Fermentazione ed affinamento s’effettuano in basche d’acciaio dove il vino rimane per sette mesi sulle fecce fini, segue un riposo in bottiglia per 12 mesi.

Color paglierino luminoso di buona intensità.
Intenso al naso dove si colgono sentori di frutta a polpa gialla, note di frutta tropicale, accenni balsamici e di zucchero vanigliato e note d’agrumi.
Dotato di buona struttura, molto fresco e verticale, asciutto, minerale, con note d’agrumi in evidenza, lunga la sua persistenza.

Roero Arneis Riserva “Sette Anni” 2018
Questo vino viene prodotto unicamente in quelle che vengono considerate grandi annate, ed è stato prodotto per la prima volta nel 2001.
Le uve provengono dal Podere Audino e la vinificazione è simile a quella del Perdaudin, la differenza sostanziale sta nell’affinamento in bottiglia che è di ben sette anni.

Molto bello il colore, paglierino dorato luminoso.
Buona la sua intensità olfattiva, presenta sentori di frutta tropicale, accenni minerali ed agrumati e leggere note idrocarburiche.
Strutturato, sapido, fresco, asciutto, leggere note piccanti e di zenzero, accenni di canditi e note idrocarburiche, lunga la persistenza.

Barbera d’Alba “Bertu” 2023
I vigneti, situati tra i 200 ed i 300 metri d’altitudine, sono formati a partire da un gruppo di vigne di 90 anni d’età, allevati a Guyot sono sposti a Sud, Sud-Ovest su suolo calcareo argilloso.
Vinificazione ed affinamento s’effettuano in vasche d’acciaio dove il vino sosta per 16 mesi.
Anche questo vino viene prodotto unicamente in annate favorevoli.

Color rubino luminoso di buona intensità.
Intenso al naso, fresco e pulito, vinoso, frutta rossa, ciliegia.
fresco ed asciutto alla bocca, con bella vena acida, ciliegia leggermente acerba, lunga la persistenza. 87

Roero Riserva “Ciabot San Giorgio” 2021
Le uve provengono da un vigneto composto da viti generate da una selezione massale aziendale, situato a 280 metri d’altitudine è esposto a Sud, Sud-Est su suolo calcareo marnoso.
Il vino s’affina per 32 mesi tra botti di rovere e bottiglia.

Granato luminoso e trasparente di media intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, pulito, balsamico, di buona eleganza, presenta un bel frutto, accenni speziati e di fiori appassiti.
Elegante, succoso, fresco, di buona struttura, asciutto, con trama tannica in equilibrio, molto lunga la persistenza.
Un vino dalla notevole qualità.
Lorenzo Colombo

www.angelonegro.it