Podere Casanova, 10 anni di Vino Nobile
Isidoro Rebatto
Avevamo già scritto, nel maggio dello scorso anno, in merito all’azienda Podere Casanova, quando avevamo avuto l’opportunità di assaggiare una parte della loro produzione (vedi); essendoci parecchio piaciuti i loro vini abbiamo accolto con molto piacete l’invito a partecipare alla verticale del loro Vino Nobile di Montepulciano tenutasi sabato 7 febbraio, in occasione del 10° anniversario di produzione dell’azienda.
La verticale, che partiva dall’annata 2021 ed arrivava alla 2014, prevedeva la degustazione di due “intrusi”, ovvero i vini dell’annata 2021, che era il Vino Nobile di Montepulciano Pieve e la 2018 che era il Vino Nobile di Montepulciano Settecento peraltro già assaggiato nella sopracitata degustazione dello scorso anno.
A parlarci dell’azienda e dei vini prodotti, erano presenti i titolari Isidoro Rebatto e Susanna Ponzin che si occupa (quest’ultima) anche della comunicazione e del marketing.
Avendo già in precedenza scritto in merito all’azienda tralasciamo di ripeterci, rimandando gli interessati all’articolo sopra citato, mentre andiamo a vedere come viene prodotto il Nobile di Montepulciano (esclusi il Pievi ed il Settecento che si avvalgono di una diversa vinificazione) la cui composizione è data da 95% Sangiovese e 5% altri vitigni a bacca rossa, le uve provengono da un vigneto messo a dimora nel 1998 e posto tra i 252 ed i 271 metri d’altitudine su suolo composto da sabbie bruno giallastre frammiste a sabbie argillose.
Il vigneto è gestito a Cordone speronato con densità d’impianto di 6.250 ceppi/ettaro e la vendemmia s’effettua nella prima decade d’ottobre.
La prima vendemmia risale al 2001.
La fermentazione avviene in tini troncoconici d’acciaio con una macerazione di 20-25 giorni, Il vino viene quindi posto in contenitori di rovere francese di diverse misure: barriques, tonneaux e botti da 1.000 litri dove s’affina per 18 mesi ai quali seguono almeno altri 12 mesi di riposo in bottiglia.
Ecco gli otto vini degustati:
– Pieve di Sant’Ilario 2021 (non ancora in commercio), l’azienda la definisce annata di grande coerenza e definizione.
Frutto di sole uve Sangiovese provenienti da un vigneto situato nella Pieve Sant’Ilario, una delle 12 Pievi che costituiscono il territorio di Montepulciano, si trova nella Frazione San Savino, situata nella parte Sud-Est della denominazione, dove ha anche sede l’azienda.
Il vino, che s’affina per 24 mesi in barriques e tonneaux usati, verrà posto in commercio a 95 euro.
Il suo colore è granato-rubino di discreta intensità, luminoso e trasparente.
Bello il naso, elegante, vi si colgono sentori di frutto rosso maturo e dolce, note balsamiche e mentolate, accenni vanigliati.
Buona la sua struttura, intenso, presenta accenni piccanti, un bel frutto e note speziate, un vino molto elegante e dalla lunghissima persistenza.
Ne sono state prodotte unicamente 1.000 bottiglie e, nonostante sarà in commercio unicamente a partire dal prossimo anno è già godibilissimo.
In definitiva si tratta di un grande vino che si troverà sugli scaffali delle enoteche a circa 95 euro.
Le 12 Pievi
Le Pievi è un progetto voluto dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano che ha visto la sua definitiva realizzazione solamente lo scorso anno quando sono state messe in commercio le prime bottiglie dell’annata 2021.
Il progetto Pievi si basa sulla realizzazione storica e qualitativa che va a valorizzare e rafforzare il vino ed i territori di produzione, valorizzando inoltre le varie sfumature dei territori delle antiche Pievi di Montepulciano, ovvero circoscrizioni territoriali risalenti al periodo tardo romano e longobardo.
Sono 12 quelle riconosciute, che potranno essere riportate in etichetta, per poter fare questo occorre adottare un disciplinare di produzione più rigido che tra le altre cosa eleva il quantitativo minimo di Sangiovese all’85% (il disciplinare del Vino Nobile prevede una quota minima del 70%) e per quanto riguarda il rimanente 15% sono ammessi unicamente vitigni tradizionali, come Mammolo, Ciliegiolo, Colorino e Canaiolo (in realtà quasi tutte le aziende utilizzano Sangiovese in purezza).
La resa massima in vigna viene ridotta a 70 q.li/ettaro e le vigne debbono avere almeno 15 anni d’età, inoltre l’affinamento minimo viene portato a 36 mesi dei quali almeno 12 in botte ed altrettanti in bottiglia.
– 2020 – Annata di equilibrio moderno, così la definisce l’azienda.
Color rubino, trasparente e luminoso, di discreta intensità.
Intenso ed elegante al naso, balsamico e mentolato, con frutto rosso in evidenza.
Strutturato, piccante, pepato, speziato, con buona trama tannica, sentori di radici su lunga persistenza.
Notevole, soprattutto al naso.
– 2019 – Annata molto centrata e regolare, secondo l’azienda.
Granato trasparente il colore, di discreta intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, complesso e di buona eleganza, balsamico, note terziarie, accenni di radici.
Dotato di buona struttura, con tannino deciso, note piccanti, sentori di radici, leggeri accenni vegetali, buona la persistenza.
L’abbiamo trovato il vino più austero della batteria, probabilmente avrà una lunga vita.
Le annate 2020 e 2019 sono quelle attualmente in commercio e si trovano sugli scaffali delle enoteche a circa 26 euro, mentre nell’annata 2023 l’azienda ha scelto di non produrre vino a causa degli elevati attacchi di pernonospera che hanno colpito buona parte dei vigneti italiani.
– Settecento 2018 – Viene definita un’annata classica e regolare.
Color granato trasparente di media intensità.
Intenso al naso, balsamico, molto elegante, delicato, fresco. Dotato di buona struttura e bella trama tannica, molto elegante, delicato, buon frutto, bella nota speziata, lunga la persistenza.
Un vino dalla notevole qualità, è quello che in assoluto abbiamo preferito (assieme al Pieve 2021).
Il suo prezzo in enoteca s’aggira sui 39 euro.
– 2017 – Annata calda e asciutta (ed in effetti è stata piuttosto siccitosa, richiedendo grande perizia sia in vendemmia che in vinificazione).
Granato luminoso di media intensità.
Mediamente intenso al naso, note balsamiche, frutta rossa.
Buona struttura, asciutto e succoso, bella trama tannica e buona vena acida, accenni piccanti, lunga la persistenza.
– 2016 – Da annoverarsi tra le grandi annate, per equilibrio e precisione.
Si tratta del primo vino completamente frutto della nuova gestione, sia per quanto riguarda la parte agronomica come pure quella enologica.
Granato di discreta intensità.
Intenso al naso, frutto rosso macerato, note balsamiche, accenni vanigliati, elegante.
Discretamente strutturato, asciutto e fresco, accenni di liquirizia, buona la persistenza.
Che dire, un gran bel vino, anche se in tutta onestà, in un’annata come la 2016, che consideriamo eccezionale, soprattutto in Toscana, le nostre aspettative erano superiori.
– 2015 – Annata solare e generosa, la nuova proprietà si è occupata unicamente della parte vendemmiale e di quella enologica, avendo appena acquisito l’azienda la parte agronomica è stata gestita dalla precedente proprietà.
Granato di buona profondità.
Mediamente intenso al naso, balsamico, frutta rossa macerata.
Buona la struttura, molto asciutto, con bella trama tannica e buona vena acida, succoso, lunga la persistenza.
– 2014 – Annata complessa, ma che con questo vino andrebbe in parte rivalutata.
Questo vino è frutto della precedente gestione
Granato di buona profondità, unghia aranciata.
Media l’intensità olfattiva, buona l’eleganza, note balsamiche, bel frutto.
Intenso, asciutto e piccante, tannino importante ma ben integrato, sentori di radici e liquirizia, lunga la persistenza.
Durante il pranzo seguito alla degustazione tecnica abbiamo potuto assaggiare (in realtà bere) altri vini aziendali alcuni dei quali avevamo già avuto occasione di degustare e recensire nel maggio dello scorso anno (qui trovate la recensione unitamente alle informazioni sull’azienda).
– Rosso di Montepulciano 2019
85% Sangiovese e 15% tra Cabernet sauvignon e Merlot provenienti da un vigneto posto in località Argiano, messo a dimora nel 2002 è situato tra i 252 ed i 271 metri d’altitudine, il sistema d’allevamento è a Cordone speronato con densità d’impianto di 6.250 ceppi/ha.
La prima vendemmia è stata effettuata nel 2005.
Fermentazione in vasche d’acciaio con macerazione di una quindicina di giorni ed affinamento in tonneaux francesi per 12 mesi.
Granato di media intensità.
Bel naso, fresco, pulito, fruttato.
Fresco e succoso al palato, bel frutto, piacevole beva, buona la persistenza.
Mai avremmo potuto immaginare che si trattasse di un vino con sei anni sulle spalle, tanto era fresco e fruttato.
Un vino che pare assolutamente più giovane. Complimenti.
Si trova nello shop aziendale a 14 euro. Prezzo più che conveniente vista la qualità.
– Igt Toscana “Irripetibile” 2020
Color rubino-granato di buona profondità.
Intenso al naso, balsamico, fritto rosso maturo, ciliegia.
Dotato di buona struttura, intenso e succoso, note piccanti di pepe in evidenza, frutto rosso, more, lunga la sua persistenza.
Altro vino che appare giovanissimo, 37 euro il suo prezzo in azienda.
– Igt Toscana “Leggenda” 2018
Color granato, profondo e compatto.
Discreta la sua intensità olfattiva, balsamico, sentori di frutta rossa matura, prugna, spezie dolci, zucchero vanigliato, legno dolce.
Dotato di buona struttura, succoso, nota alcolica percepibile, bella vena acida, ciliegia sotto spirito, lunga la persistenza.
89 euro il suo prezzo in azienda.
– Igt Toscana “Mistico” Vino Passito 2018
Blend di Sauvignon blanc, Chardonnay, Grechetto, Petit Manseng e Malvasia provenienti da un vigneto situato a Montepulciano a 255 metri d’altitudine, messo a dimora nel 1995 su suolo composto da sabbia e argilla, il sistema d’allevamento è a Guyot con densità d’impianto di 5.600 ceppi/ettaro.
L’affinamento del vino si protrae per quattro anni in caratelli di rovere, la prima annata di produzione è stata la 2017 ed il suo prezzo, presso lo shop aziendale è di 65 euro.
Quest’ultimo vino lo abbiamo invece assaggiato per la prima volta
Color tra l’ambra ed il topazio.
Buona la sua intensità olfattiva, ampio ed elegante, presenta leggeri ed eleganti accenni ossidativi (dovuti alla gestione enologica) che rimandano alla frutta secca, ai fichi al forno ripieni di mandorle, ai datteri.
Asciutto e di buona struttura, dolce non dolce, con buona vena acida, sentori d’agrumi amari, lunghissima la sua persistenza.
Vino di notevole qualità.
Lorenzo Colombo