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Adami, dai vini da singolo vigneto alla Cuvée con vini di riserva

Collocazione dell’Azienda Adami

L’azienda Adami si trova a Colbertaldo di Vidor, la sua storia ha inizio nel 1920 quando Abele Adami, che già possedeva vigneti a Santo Stefano di Valdobbiadene, acquista un nuovo vigneto dal Conte Balbi Valier e sin da subito decide di vinificare separatamente le uve provenienti dai due vigneti, i due vini presero quindi il nome di Riva Giardino Asciutto e Riva Cartizze Asciutto.

Oggi, dopo oltre cent’anni dalla sua fondazione, siamo giunti alla quarta generazione con Fabrizio, Claudio e Cristina, ma la voglia di sperimentare non è mai venuta meno, basti pensare al Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut RPS Uno (dove RPS sta per Recente Presa di Spuma) il cui progetto ha preso il via nel 2019, il vino è frutto di un blend di diverse annate di vini base affinati per lungo tempo sui lieviti, nella fattispecie si tratta di una cuvée di riserva: 70% vendemmia 2020, maturata 60 mesi sui propri lieviti di vinificazione e 30% vendemmia 2023, maturata 24 mesi sui propri lieviti di vinificazione.
Dopo l’assemblaggio si procede alla spumantizzazione in autoclave, il vitigno utilizzato è ovviamente la Glera, con un apporto del 3% di Chardonnay.

Versato nel bicchiere la prima cosa che s’evidenza è la spuma, bianca ed abbondante, presto evanescente lascia spazio ad un vino dal color verdolino di discreta intensità.
Intenso al naso dove cogliamo sentori di lieviti, frutta a polpa bianca e leggere note agrumate.
Fresco al palato, asciutto e decisamente sapido, l’effervescenza è decisa ma cremosa, buona la vena acida, alle note di frutta a polpa bianca e d’agrumi s’uniscono sentori minerali, lunga la sua persistenza.

Più tradizionale è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Bosco di Gica che prende il nome della zona dove si trovano i primi vigneti di famiglia.
Il vino viene prodotto con una percentuale di uve Glera variabile dal 93% al 97% e con Chardonnay per la parte rimanente, i vigneti, situati nella borgata di Soprapiana, tra i 180 ed i 300 metri d’altitudine si trovano su suoli molto eterogenei, magri ed asciutto, argillosi e calcarei, con presenza di marne ed arenarie.
Il sistema d’allevamento è alla Cappuccina, ovvero il Doppio capovolto con esposizione prevalentemente a Sud.
La vendemmia si svolge solitamente tra l’ultima settimana di settembre e la prima d’ottobre e la vinificazione prevede una pressatura soffice ed una fermentazione in vasche d’acciaio dove il vino sosta per almeno tre mesi sulle fecce fini prima d’essere posto in autoclave per la presa di spuma.

La spuma è bianca ed abbondante, come nel precedente vino, cambia il colore del vino che in questo caso è più paglierino.
Intenso al naso dove emergono i sentori di frutta a polpa bianca dolce e matura, pera Williams e mela uniti ad accenni d’agrumi.
Fresco al palato, fruttato (frutta a polpa bianca), note agrumate, succoso e morbido, sapido e verticale, minerale, buona la sua persistenza.
L’abbiamo trovato più aderente all’idea che noi abbiamo del Prosecco (scusate: del Valdobbiadene Prosecco Superiore) rispetto all’RPS.
Lorenzo Colombo