Borgo Paglianetto, verticale di Verdicchio di Matelica Doc Vertis
Borgo Paglianetto nasce nel 2008 dalla fusione di due cantine operanti da molto tempo nel territorio ad opera di cinque professionisti legati alla loro terra d’origine.
Vigneti
29 sono gli ettari vitati situati nell’alta Valle dell’Esino, dai quali annualmente si ricavano circa 120.000 bottiglie, la cantina si trova in località Pagliano nel comune di Matelica ed è dotata d’impianto fotovoltaico per le varie fasi di lavorazione.
L’azienda, attenta alla sostenibilità adotta per i propri vini bottiglie leggere e per la loro chiusura utilizza tappi prodotti con biopolimeri vegetali estratti dalla canna da zucchero e completamente riciclabili, è inoltre certificata biologica sin dal 2013.
Solitamente le aziende che presentano alla stampa una verticale di diverse annate dei loro vini scelgono quelli di punta, ovvero quelli che rappresentano il vertice qualitativo aziendale, nel caso di Borgo Paglianetto ci si sarebbe aspettati il Verdicchio di Matelica Riserva Docg Jeri, vino che subisce un affinamento molto lungo in vasche d’acciaio e che invece c’è stato proposto durante il pranzo.
Invece è stato scelto il Vertis, Verdicchio di Matelica Doc, vino del quale abbiamo potuto degustare ben otto annate, a partire dalla 2011.
Il vino prende il nome dal latino “vertere” che sta a significare “il punto più alto”, le uve per la sua produzione provengono infatti dal vigneto Ajalunga, situato a 400 metri d’altitudine e con un’età media di 35 anni, posto su suoli argillosi-calcarei che danno una resa di 90 q.li/ha.
Vinificazione ed affinamento (per 15 mesi) avvengono in vasche d’acciaio; la prima annata di produzione è stata la 2007 ed attualmente ne vengono prodotte circa 25.000 bottiglie.
Cristina Mercuri
La degustazione, guidata da Cristina Mercuri e con la presenza di Giovanni Battista Roversi -uno dei cinque proprietari dell’azienda- si è tenuta mercoledì 26 novembre presso il Ristorante Autem, a Milano.
Ecco le annate proposte con un nostro sintetico commento:
– 2011 – Color oro antico, luminoso, molto bello.
Naso di media intensità, sentori d’erbe aromatiche essiccate, fiori appassiti, mela matura, buccia di mela, un poco evoluto.
Buona la struttura, sapido, accenni di mela matura e di nespole, leggere note tanniche, buona la persistenza.
– 2013 – Oro brillante e luminoso.
Intenso al naso, erbe aromatiche fresche, frutto a polpa bianca ancora ben presente.
Buona la struttura, decisamente sapido, succoso, accenni d’agrumi e note piccanti di zenzero, buona la persistenza.
– 2017 – Color oro luminoso.
Intenso al naso, buon frutto, accenni d’erbe aromatiche e di fiori secchi.
Dotato di buona struttura, fresco e sapido, con bella vena acida, buon frutto, note d’agrumi, lunga la persistenza.
– 2018 – Paglierino dorato luminoso con riflessi color oro verde.
Mediamente intenso al naso, fresco ed agrumato, bel frutto, accenni d’erbe aromatiche.
Fresco e succoso, molto sapido, leggere note piccanti, agrumi, buona vena acida e lunga persistenza.
Un vino in splendida forma.
– 2019 – Paglierino luminoso con riflessi dorati.
Di media intensità olfattiva, leggermente chiuso all’inizio, fatica un poco ad esprimersi nei profumi, accenni d’erbe aromatiche.
Fresco e succoso, agrumi freschi, lime, leggere note piccanti, buona vena acida, buona la persistenza.
Vino che s’esprime meglio alla bocca.
– 2020 – Paglierino luminoso con leggeri riflessi dorati.
Mediamente intenso al naso, verticale, sentori di nespole e d’erbe officinali.
Discretamente strutturato, fresco e succoso, con bella vena acida, note piccanti, agrumi freschi, buona la persistenza.
– 2021 – Color paglierino luminoso.
Buona intensità olfattiva, verticale, fresco, agrumato, leggere note piccanti.
Fresco e di buona verticalità, note piccanti, agrumi freschi, spiccata vena acida, lunga la persistenza.
– 2022 – Paglierino luminoso.
Intenso al naso, fresco ed agrumato, leggere note d’erbe aromatiche, buona eleganza.
Dotato di buona struttura, fresco, succoso, agrumato, note piccanti, lunga la persistenza.
Tutti i vini ci sono parsi molto interessati, se proprio dobbiamo esprimere una preferenza opteremmo per l’annata 2018 anche se pensiamo che la 2022, pur nella sua gioventù, non le abbia nulla da invidiare. Anzi…
Spumante
Durante il pranzo, oltre allo Jera ci è stato servito anche un vino spumante sapido e verticale, fresco e dalla lunga persistenza.
Prodotto con uve Verdicchio selezionate da un vigneto con un’età media di 20 anni posto a 350 metri d’altitudine con esposizione Sud-Ovest su suolo argilloso-calcareo, la resa per ettaro e di 90 quintali.
Le uve vengono vendemmiate a metà settembre e la sosta in bottiglia -si tratta di un Metodo Classico- varia dai 36 ai 40 mesi.
Ne vengono prodotte 5.000 bottiglie ed il suo nome è semplicemente “Spumante”.
– Verdicchio di Matelica Riserva Docg “Jera” 2020
Le uve provengono anche in questo caso dal vigneto Ajalunga, in questo caso la vendemmia viene ritardata sino a metà ottobre e la resa è di 80 q.li/ha.
Vinificazione ed affinamento, per 36 mesi, avvengono in vasche d’acciaio, seguono otto mesi di riposo in bottiglia.
Si tratta di un vino che rappresenta il potenziale evolutivo del Verdicchio di Matelica.
Il suo nome deriva dall’alfabeto runico, l’alfabeto delle antiche popolazioni germaniche.
Jera è il carattere runico per indicare le lettere “J” e “Y” latine e significa “raccolto”, “cambiamento ciclico”, preannuncia quindi cambiamenti positivi, come la certezza di poter raccogliere i frutti di quanto seminato nel corso di un anno di duro lavoro.
Il suo colore è paglierino-verdolino luminoso.
Bello il naso, elegante, verticale, bel frutto fresco, pesca bianca, agrumato, accenni d’erbe officinali.
Fresco e verticale, morbido, bel frutto, erbe aromatiche, buona vena acida e lunga persistenza. 91-92
Un grande vino, la cui produzione è limitata a 3.000 bottiglie/anno, è stato prodotto per la prima volta nel 2009.
Lorenzo Colombo