Consorzio Vini Venezia
Decisamente complesso il compito del Consorzio vini Venezia, nato nel 2011, che si deve occupare di cinque denominazioni tra cui due a Docg, ovvero, Malanotte del Piave e Lison e tre a Doc, Venezia, Piave e Lison- Pramaggiore situate in tre diversi territori posti in due regioni, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Queste denominazioni, che nel loro insieme producono annualmente circa 10 milioni di bottiglie, nell’80% di vini bianchi, vedono la presenza di ben 47 diverse varietà di viti, sia internazionali che autoctone.
La parte del leone la fa la Doc Venezia, con oltre il 90% delle bottiglie prodotte (oltre 9 milioni) e all’interno di questa denominazione emerge il Pinot grigio, che da solo dà vita ad oltre il 60% delle bottiglie prodotte (6.100.000 bottiglie).
Alle altre quattro denominazioni rimangono in pratica le briciole, ovvero sono circa 500.000 le bottiglie di Piave Doc, 400.000 quelle della Doc Lison-Pramaggiore (denominazione quest’ultima interregionale, suddivisa tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia) e ancor più ridotta è la produzione delle restanti due denominazioni, ovvero 120.000 bottiglie per la Docg Lison e solamente 34.000 bottiglie per la Malanotte dl Piave.
Particolare del vigneto nel Giardino Mistico
Nei tre giorni del nostro intenso press tour ci siamo focalizzati principalmente sui vitigni autoctoni quali Tai, ovvero il “vecchio” Tocai friulano, sul Raboso e sul Refosco con sporadiche escursioni sull’Incrocio Manzoni 6.0.13 visitando numerose aziende delle quali scriveremo in specifici articoli.
Interno Chiesa Santa Maria di Nazareth.
Chicca finale è stata la visita al Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, restaurato nel 2015 e suddiviso in sette aiuole, rappresentanti i simboli delle sette dimore del Castelo Interiore di Santa Teresa d’Avila, ospita una varietà di erbe officinale e medicinali tra le quali la melissa, utilizzata per produrre l’Acqua di Melissa, vi si trovano inoltre diverse varietà di vite suddivise in singoli filari.
Annessa al giardino si trova la bellissima chiesa di Santa Maria di Nazareth.
Lorenzo Colombo