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Emilia Wine: Migliolungo e Spergola

Lambruschi e vitigni rari

La scorsa settimana abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare alcuni vini dell’Azienda Emilia Wine, introdotti e commentati, in collegamento Zoom, da Marco Fasoli, direttore commerciale di Emilia Wine, Luca Tognoli, enologo e artefice del Migliolungo, il Professor Daniele Galli, dell’Istituto Agrario Zanelli e Pierluigi Gorgoni che ha condotto la degustazione.

Emilia Wine è una cooperativa di cooperative, ovvero nasce -nel 2014- dall’unione di quattro realtà cooperativistiche, la Cantina di Arceto, la Cantina Sociale di Correggio, la Cantina Sociale Prato di Correggio e la Casali Viticoltori.
Sono in totale 2.000 ettari di vigneti -gestiti da 730 soci conferitori- che s’estendono s’un vasto territorio situato tra il fiume Po e l’appennino tosco-emiliano, comprendendo sia suoli di pianura dove si coltivano le diverse varietà di Lambrusco e l’Ancellotta e suoli collinari, ideali per Spergola, Malvasia e Sauvignon, se ne ricavano ogni anno 2 milioni di bottiglie suddivise in una trentina d’etichette.

La Spergola

Spergola – Foto tratta dal sito https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/

Diffusa soprattutto nel reggiano, principalmente nella zona di Scandiano, la Spergola è un vitigno conosciuto sin dal XV secolo, quando viene citato dalla Granduchessa di Toscana Bianca Cappello.
Conosciuto nel passato con vari nomi è stato spesso confuso con il Sauvignon, riuscendo ad essere riconosciuto come vitigno a sé tramite le analisi del Dna solo recentemente, il che gli ha consentito di essere iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite solamente nel 2002.
Vitigno poco diffuso, la sua superficie vitata risulta ammontare a 104 ettari, secondo i dati forniti dalla regione Emilia Romagna relativi al 2018.
Si tratta di un vitigno che s’adatta molto bene ai suoli della zona di Scandiano, caratterizzati da una buona presenza di gesso, regge molto bene periodi di siccità e, da analisi del suo DNA parrebbe avere una certa parentela con la Vernaccia.
Per le sue caratteristiche di versatilità può essere vinificato in vari modi dando vita a vini fermi, frizzanti, spumanti e passiti, sia secchi che dolci, ovviamente l’epoca di vendemmia dev’essere gestita in base alla tipologia di vino che s’intende produrre ed inizia, per le basi spumante a fine agosto.

La Spergola è uno dei monovitigni ammessi dal disciplinare di produzione della Doc Colli di Scandiano e di Canossa, oltre ad essere utilizzato in alcune Igt dell’Emilia Romagna.
Per la sua valorizzazione è nata la Compagnia della Spergola, un’associazione che coinvolge otto aziende, tra le quali Emilia Wine.

I vini

Tutti i vini degustati sono prodotti dalla Cantina di Arceto che è anche la sede legale ed amministrativa di Emilia Wine, fondata nel 1936 da un piccolo gruppo di viticoltori di Scandiano si è andata nel corso degli anni ampliando, nel 2005 è stata costruita la nuova  cantina che vanta una superficie di ben 40.000 metri quadri.

I primi due vini sono prodotti con uva Spergola, i cui vigneti sono stati  reimpiantati utilizzando marze selezionate da vigneti storici d’oltre quarant’anni d’età.

 – Colli di Scandiano e di Canossa Dop Spumante Brut “1077 Spergola” Metodo Charmat
Le uve -della vendemmia 2020- provengono da vigneti situati a Scandiano, su suoli calcarei-argillosi, vendemmia effettuata manualmente, pressatura soffice e fermentazione in vasche d’acciaio, una parte del mosto-vino, conservata dolce tramite il freddo, verrà poi utilizzata durante la successiva rifermentazione in autoclave.

Spuma abbondante ed evanescente, bollicine di media dimensioni, color paglierino scarico.
Intenso al naso, con sentori di lieviti, agrumi freschi, frutta bianca, pera e mela e fiori bianchi.
Fresco, sapido e verticale, di struttura leggera, con spiccata vena acida, agrumato, sentori di frutta bianca, pesca.

 – Colli di Scandiano e di Canossa Dop “Colle Ventoso” Spergola Frizzante Secco
Si tratta del vino più importante tra quelli frizzanti, le uve -500 q.li- provengono dalla vendemmia 2020 e sono state raccolte nello stesso giorno.
Prodotto con una selezione di uve provenienti da vigneti di oltre trent’anni d’età situati in alta collina nel comune di Scandiano, su suoli calcarei-argillosi, dopo una breve macerazione a freddo le uve vengono pressate, la fermentazione si svolge in vasche d’acciaio, una parte del mosto sarà conservata al freddo ed utilizzata nella successiva rifermentazione in autoclave.

Color giallo paglierino, limpido e luminoso, spuma abbondante.
Intenso al naso dove si colgono sentori d’erbe aromatiche, di frutto giallo e d’agrumi maturi, uva appena spremuta, pera.
Fresco e sapido, con bella vena acida, sentori d’agrumi e note vegetali, salvia e menta, pera matura, lunga la sua persistenza.

 – Emilia Igp Lambrusco Frizzante “Migliolungo”
Si tratta certamente del vino dalla storia più interessante, per la sua produzione vengono infatti utilizzati 21 diversi vitigni dieci dei quali appartenenti alla famiglia dei lambrusco, selezionati dall’Istituto Agrario Zanelli.
Frutto di un progetto iniziato nel 2002 con lo scopo di valorizzare  antichi e rari vitigni coltivati presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Zanelli” di Reggio Emilia vinificati dall’enologi Luca Tognoli, il cui nome appare sull’etichetta del vino. La collezione di questi vitigni è iniziata negli anni ottanta in un campo sperimentale.
Etichetta bellissima che certamente non farà passare inosservato il vino posto su uno scaffale.
Ecco l’elenco dei vitigni utilizzati e vinificati in uvaggio: Lambrusco a foglia frastagliata (Enantio), Lambrusco Barghi, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Montericco, Lambrusco Oliva, Lambrusco Salamino e Lambrusco Viadanese, Croatina, Fogarina, Fortana, Marzemino, Perla dei Vivi, Sgavetta, Termarina, Uva Tosca, Malbo Gentile e Ancellotta, inoltre piccole quantità di vitigni a bacca bianca: Durella e Scarsafoglia.

Alcune di queste uve sono delle vere rarità, ecco la loro estensione vitata secondo i dati forniti dalla Regione Emilia Romagna e relativi al 2018:

·        Lambrusco Montericco                19 ha

·        Sgavetta                                           15,4 ha

·        Uva Tosca                                          4 ha

·        Lambrusco Barghi                            2,8 ha

·        Fogarina                                            2,7 ha

·        Termarina                                          2,4 ha

·        Scarsafoglia                                     128 m² (avete letto bene: metri quadri)

·        Pela dei Vivi                                       60 m² (avete letto bene: metri quadri)

Le uve vengono diraspate e quindi sottoposte ad una macerazione per circa una settimana, seguono quindi la fermentazione in vasche d’acciaio e la successiva rifermentazione in autoclave.

Abbondante la spuma dal color rubino-violaceo.
Fruttato intenso al naso, ciliegia, fragola matura, frutti di bosco, uva fragola.
L’intensa nota fruttata si coglie anche alla bocca, soprattutto la ciliegia, sapido, con tannino netto, un poco graffiante, lunga la persistenza.

Curiosa anche l’origine del nome del vino che deriva dal soprannome con il quale è conosciuta la strada sulla quale si trova la cantina.
Lorenzo Colombo