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I Lugana di Le Morette

L’Azienda “Le Morette” è situata nel comune di Peschiera del Garda, nella sottile fascia di terra che porta al laghetto del Frassino, fondata da Gino Zenato oltre 60 anni fa come azienda vivaistica per la produzione di barbatelle, ma sin da subito con un proprio vigneto più che altro sperimentale.
Nel 1981 il figlio Valerio amplia la produzione del vino che diventa l’attività principale con l’inserimento  in azienda dei figli Fabio e Paolo.

Fabio e Paolo Zenato

L’azienda conta ormai su 35 ettari a vigneto, suddiviso in tre diverse tenute, tra San Benedetto di Lugana e Desenzano del Garda, per una produzione di circa 450.000 bottiglie/anno, due terzi dei quali destinate all’esportazione.
Nel 2013 è stata inaugurata la nuova cantina, completamente immersa in 15 ettari di vigneto.

I terreni di questa zona sono caratterizzati da una stratificazione di argilla compatta di natura calcarea e marnosa. Un territorio argilloso con elevata salinità dovuta alle sedimentazioni minerali, unito al microclima mite del lago permette di ottenere vini in grado di reggere benissimo il trascorrere del tempo.

Il catalogo di Le Morette non contempla unicamente la Doc Lugana, ma anche vini, sia bianchi, rosati, rossi e spumanti prodotti con altri vitigni; in particolar modo sono da segnalare i Bardolino.

Non potendo assaggiare le nuove produzioni nel corso del Vinitaly -rimandato al prossimo anno-, cosa che praticamente  facciamo ogni anno, Fabio Zenato ci ha dato la possibilità di poterli degustare direttamente a casa.

Ecco le nostre impressioni sui tre Lugana, tutti prodotti con uve Turbiana (trebbiano di Lugana) in purezza; si tratta di tre vini completamente diversi tra loro, sia per quanto riguarda la fase agronomica, soprattutto la resa per ettaro ed il periodo vendemmiale, come pure per la fase enologica.

 – Lugana Mandolara 2019
E’ il vino di entrata della denominazione, le uve provengono da vigneti allevati a doppio archetto (Guyot modificato), con densità di 3.500 ceppi/ettaro con resa è di 100 q.li/ha, vendemmia manuale e fermentazione in acciaio con sosta “sur lie”.

Il colore è paglierino luminoso di media intensità, brillante.
Appena aperta la bottiglia si sente la solforosa, d’altra parte si tratta di un imbottigliamento assai recente, dopo poco tempo e con un’opportuna roteazione del bicchiere questa sensazione s’attenua e lascia spazio ad un naso intenso e pulito, fruttato, dove si colgono pesca bianca e gialla, mela.
Fresco e morbido alla bocca, decisamente sapido, quasi salino, succoso, si coglie bene la polpa della pesca matura unita a leggere note di frutta tropicale (ananas) ed accenni d’agrumi, buone sia la struttura che la vena acida, lunga la sua persistenza.

 – Lugana Benedictus 2018
Le uve provengono dal vigneto storico dell’azienda che ha 46 anni d’età, il sistema d’allevamento e la densità per ettaro è la stessa del vino precedente, cambia infatti la resa che s’attesta sugli 80 q.li /ettaro, le uve vengono raccolte a piena maturazione verso la metà del mese d’ottobre.
Vinificazione in acciaio dopo una breve macerazione sulle bicce, utilizzando lieviti indigeni, circa il 20% del mosto conclude la fermentazione in tonneaux, dove il vino rimane in affinamento per sei mesi.

Il colore paglierino di buona intensità, leggermente più carico rispetto al vino precedente.
Elegante al naso, presenta una leggere note vanigliate, accenni floreali di tiglio e d’acacia, sentori mielati e di frutta secca.
Fresco, di buona la struttura, grasso, accenni vanigliati, note speziate leggermente piccanti che rimandano allo zenzero, minerale, sentori di buccia d’arancia, chiude con lunga persistenza su leggere note amaricanti e mandorlate.

 – Lugana Riserva 2017

Le uva per la produzione di questo vino provengono da un vigneto sovrainnestato su viti di oltre cent’anni d’età, inoltre la componente in argilla del suolo è nettamente superiore.
Il sistema d’allevamento e la densità d’impianto sono le stesse dei precedenti vini, la resa invece è più bassa (75 q.li /ha), la vendemmia si svolge verso la metà del mese d’ottobre.
Vinificazione ed affinamento in acciaio –il 20% s’affina in legno piccolo- con sosta sui lieviti per almeno 12 mesi.

Color paglierino dorato luminoso.
Buona l’intensità olfattiva, note balsamiche, sentori di vaniglia e di nocciole tostate, fiori secchi, frutta gialla matura.
Strutturato, grasso, accenni boisé e d’idrocarburi, note mentolate e sentori piccanti di zenzero, buona la vena acida come pure la persistenza.
Lorenzo Colombo

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