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Riviera del Garda Classico Groppello 2023 – Cantrina

Il “Libero esercizio di stile” di Cristina 

Conosciamo Cristina Inganni da parecchi anni e avevamo scritto in merito alla sua azienda, condotta in collaborazione con Diego Lavo, nel 2019, in occasione dei primi vent’anni dalla sua fondazione avvenuta nel 1999 (vedi).

Nei circa otto ettari di vigneti, suddivisi in tre diversi appezzamenti e condotti sin dal 2014 in regime biologico (la certificazione è avvenuta nel 2017) si trovano molti vitigni, principalmente Groppello, il vitigno autoctono locale, ma anche Pinot nero, Merlot, Rebo, Marzemino, Riesling, Chardonnay, Sauvignon blanc.
Le bottiglie prodotte annualmente sono circa 50.000 suddivise in numerose etichette alcune delle quali prodotte in pochissimi esemplari (un migliaio circa).

Il vino che andiamo a degustare è frutto di un blend tra Groppello Gentile (90%) e Groppello di Mocasina (10%) vendemmiati verso la fine di settembre, la vinificazione è molto semplice, ovvero fermentazione con una macerazione sulle bucce per circa una settimana seguito da affinamento in vasche di cemento.

Diego Lavo e Cristina Inganni

Il suo colore, non molto intenso, vira tra il rubino ed il granato.
Discreta la sua intensità olfattiva, il vino è fresco e pulito ed esprime sentori di ciliegia selvatica e note floreali con accenni di tamarindo e rabarbaro.
Fresco e succoso al palato, sapido, caratterizzato da una nota piacevolmente amaricante che si coglie principalmente sul fin di bocca, rendendo la beva assai piacevole, la trama tannica è delicata e lunga è la sua persistenza.
Un’ottima interpretazione del vitigno simbolo del Garda bresciano.
Lorenzo Colombo