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Pratello, i vini di Vincenzo Bertola

Vincenzo Bertola

Qualche anno fa avevamo avuto l’opportunità d’assaggiare i vini di Vincenzo Bertola focalizzandoci soprattutto sulla linea Khaos (vedi), nello scorso mese di novembre l’occasione si è ripetuta e con piacere abbiamo potuto riprovare a distanza di quasi tre anni alcuni dei vini allora assaggiati potendone quindi valutare la loro evoluzione nel tempo.

Ecco un sunto di quanto assaggiato:

Garda Rosé Brut Doc Metodo Classico Alba Rosa
Prodotto con un blend in parti uguali di Groppello e Merlot, il vigneto è condotto ad archetto monolaterale su suolo calcareo d’origine morenica, la densità d’impianto è di 5.000 ceppi/ha.
La sosta in bottiglia sui lieviti è di almeno 36 mesi.

Color giallo-oro, oro antico.
Intenso al naso, pulito, fruttato, presenta sentori di frutta a polpa gialla e di lieviti.
Fresco, asciutto, dalla marcata sapidità, sentori di mela, leggere note tostate, buona verticalità e lunga persistenza.
Bel vino.

Garda Rosso Forever Young – Servito alla cieca
Da uve Merlot e Rebo, il vigneto, allevato a Guyot è situato su suolo argilloso, la densità d’impianto è di 4.500 ceppi/ha.
Dopo una macerazione sulle bucce per due/ tre giorni si procede con la fermentazione che avviene in vasche d’acciaio, sempre in acciaio il vino s’affina.

Color rosa acceso tendente al fucsia.
Intenso al naso, vinoso, frutti di bosco, fragolina, caramella ai frutti di bosco.
Discretamente strutturato, accenni piccanti, leggermente pepato.

I seguenti vini appartengono alla linea Khaos

 – Trebbianello 2018
Il Trebbianello è un sinonimo del Tocai Friulano, qui sviluppatosi nello specifico biotipo Valténesi.
Le uve provengono da un vigneto posto a 230 metri d’altitudine su suolo di natura morenica, ciottoloso con presenza di calcare, la fermentazione si svolge in vasche d’acciaio dove il vino sosta per un anno, seguono 18 mesi di sosta in bottiglia.

Giallo oro, oro antico.
mediamente intenso al naso, buona verticalità, leggeri accenni d’idrocarburi.
Asciutto e sapido, leggermente magro, verticale, buona vena acida e lunga persistenza.

 – Manzoni Bianco Anfora 2019
Le uve provengono dal vigneto Brusadilì posto a 300 metri d’altitudine su suolo morenico ciottoloso ad alta concentrazione di calcare, la densità d’impianto di 4.800 ceppi/ha.
La fermentazione si svolge in anfore Tava da 1.600 litri con una macerazione sulle bucce di alcuni mesi, dopo la svinatura il vino viene posto in vasche d’acciaio per una settimana, viene quindi imbottigliato e rimane a riposare due anni prima della commercializzazione.

Color giallo oro, intenso e luminoso.
Bel naso, intenso e di buona complessità, sentori di frutta a polpa gialla, mela, nespole, erbe officinali.
Dotato di buona struttura, sapido e succoso, buona vena acida, leggeri accenni tannici, sentori di mela e nespole, accenni piccanti di zenzero, lunga la sua persistenza.
Vino decisamente interessante.

 – Manzoni Bianco Legno 2018
Le uve provengono dallo stesso vigneto del Manzoni Bianco Anfora, la fermentazione avviene in barriques nuove, il vino viene quindi trasferito in barriques usate dove rimane in affinamento per almeno un anno, segue un altro anno di riposo in bottiglia.

Giallo dorato, oro antico.
Vaniglia, spezie dolci, frutta a polpa gialla disidratata, nespole, note boisé, legno ancora percepibile.
Buona la struttura, sapido e succoso, buona vena acida, boisé, legno dolce, note piccanti, lunga la persistenza.
Altro vino interessante.

Si tratta di due vini assai diversi tra loto ma accomunati da una buona qualità.

 – Groppello Anfora 2015
Le uve provengono da un vigneto posto a 300 metri d’altitudine su suolo morenico ciottoloso ad alta concentrazione di calcare, il sistema d’allevamento è a Guyot con densità d’impianto di 4.800 ceppi/ha.
La fermentazione avviene, tramite lieviti indigeni, in vasche d’acciaio con una macerazione di tre settimane, il vino s’affina in anfore Tava da 1.600 litri per due anni ai quali ne seguono altri due di sosta in bottiglia.k

Scarico di colore, granato con unghia aranciata.
Bel naso, un poco evoluto, balsamico, sentori di radici e d’erbe officinali essiccate, di buona eleganza.
Mediamente strutturato, sapido, accenni piccanti, piacevoli note amaricanti sul fin di bocca.

Per ultimo abbiamo assaggiato il Vermouth rosa Ballerina, un prodotto assai diverso rispetto alla maggior part dei Vermouth in commercio.

Pallido il colore.
Naso leggermente pungente, note floreali e di scorza d’arancia, sentori amaricanti, genziana.

Concludiamo con quanto avevamo scritto allora “piacciano o meno, questi vini non passano di certo inosservati“.
A noi sono piaciuti.
Lorenzo Colombo