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I vini della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

Vigneti a Carema

Carema è l’ultimo avamposto piemontese prima d’entrare nella Valle d’Aosta, situato sulla sponda sinistra della Dora Baltea, qui troviamo una tra le più piccole denominazioni italiane che s’avvale di un grande vitigno, il Nebbiolo, localmente chiamato Picutener.

La Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema fu fondata nel 1960 da un gruppo di 10 viticoltori, ancora non esisteva la Doc Carema che, tra le prime denominazioni italiane, vide la sua nascita nel 1967.

Topie

Nel 1979, esce dalla cantina la prima bottiglia di Carema Riserva (annata 1974) e nel 1984, viene inaugurata la nuova cantina che nel corso del 2013 è stata completamente ristrutturata e modernizzata con l’acquisto di numerose botti d’affinamento in rovere di Slavonia di produzione austriaca.

Attualmente i soci della cooperativa sono 65 e, nota curiosa, appartengono unicamente a 12 famiglie, sono tutti produttori d’uve part-time, ovvero la viticoltura è per loro un secondo lavoro e non potrebbe essere altrimenti gestendo un totale di 15 ettari vitati, ovvero una media di 0,23 ettari cadauno.
L’età media dei produttori è piuttosto elevata anche se negli ultimi anni ci sono stati parecchi innesti di giovani leve.

Costruzione di una Topia

15 ettari sembrano (e sono) pochi, ma sono sempre il 65% di tutti gli ettari vitati appartenenti alla Doc Carema, una tra le più piccole denominazioni italiane, che può infatti contare unicamente su 23 ettari di vigneti.

L’azienda produce annualmente circa 60mila bottiglie/anno, delle quali circa 50mila sono di Doc Carema, denominazione che nel suo complesso vanta un imbottigliato di 73.676 unità (dati Valoritalia relativi all’anno 2024) ed una produzione, sempre relativa al 2024, di 361 ettolitri di vino, meno della metà rispetto all’anno precedente.

La Doc Carema
Nata nel 1967 la Doc Carema prevede l’utilizzo di almeno l’85% di Nebbiolo, vitigno che in zona prende il nome di Picutener, l’areale di produzione è limitato al solo territorio del Comune di Carema e nella fattispecie alla parte limitata tra i 300 ed i 600 metri d’altitudine.
Le tipologie prodotte sono due, Carema e Carema Riserva, la prima prevede un affinamento minimo di 2 anni, di cui 12 mesi in botti di rovere o castagno, mentre per la Riserva il periodo minimo d’affinamento sale a 36 mesi, 12 dei quali sempre in botti di rovere o castagno.
Nel 2014 la Doc Carema è stata inserita tra i Presidi Slow Food, progetti di tutela attiva creati per salvare prodotti, tecniche agricole, razze animali, varietà vegetali e saperi tradizionali a rischio di estinzione.

I Pilun

Inoltre dal 2024 i Paesaggi Terrazzati Viticoli e Agricoli del Mombarone sono stati inseriti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici e delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali.

Un secolo fa gli ettari vitati a Carema erano oltre 60, ridottosi poi nel corso degli anni sino a raggiungere nel 2014 il minimo storico (12 ettari).
Sino a pochi anni fa la produzione del Carema era limitata ad un solo altro produttore, oltre alla Cantina di Carema, ora i produttori sono una decina che si dividono le poche migliaia di bottiglie di vino prodotto.

La maggior parte dei vigneti, collocati su terrazzamenti ricavati dall’uomo nel corso dei secoli trasportando a mano la terra dal fondovalle e sorretti da muretti a secco, sono allevati con un sistema particolare e complesso di pergole, dette “topie” sostenuta da piloni (Pilun), colonne di sassi e cemento che sorreggono a loro volta una complessa palificazione in legno di castagno.
Questi “pilun”, unitamente ai muretti a secco, hanno anche lo scopo di fungere da regolatori termici, cedendo durante la notte il calore accumulato durante il giorno.
Dove possibile, nelle zone meno impervie, questo sistema è stato sostituito dal più pratico Guyot, anche se al momento questo tipo d’allevamento costituisce solamente circa il 20% del vigneto di Carema.

In questi terrazzamenti la parte fertile, costituita principalmente da sabbia è limitata a poche decine di centimetri che poggiano su un sottosuolo roccioso.

Carema è stata definita da Mario Soldatila città vigneto”, che aveva sosì descritto i suoi vigneti “colonne di pietra inghirlandate di vigna” e così i vini ivi prodotti “il vino di Carema, col suo gusto inimitabile di sole e di pietra”.

Carema dei Carema 1975

Il vino di Carema della Cantina dei Produttori viene menzionato anche da André Simon nel suo “Vini del mondo” che, nella seconda edizione del libro, curata da Serena Surcliffe ed edita in Italia nel 1985 lo cita tra i “vini che devono invecchiare”.

Nel “Catalogo dei Vini del Mondo” uscito nel 1982 a cura di Luigi Veronelli viene citato e descritto il “Carema dei Carema 1975” come “vino di pieno carattere”.

Lo stesso vino, questa volta dell’annata 1987, citato come “Carema Carema” lo troviamo sulla “Guida ai Vini del Mondo 1995/96” edita da Slow Food Editore dove viene menzionato anche il Carema 1988.

Ma veniamo a quanto degustato dopo aver visitato i vigneti:

 – VSQ Metodo Classico Brut Rosé “Lunaneuva”
Da uve Nebbiolo provenienti dai vigneti di collina e vendemmiate da inizio a metà settembre.
Affinamento in bottiglia per 36 mesi, circa 4.000 le bottiglie prodotte.

Color ramato luminoso.
Bel naso, intenso e fresco, si colgono sentori d’erbe essiccate, fiori freschi, note minerali.
Intenso al palato, dotato di buona effervescenza, sapido e cremoso, sentori di mela e nocciole tostate, lunga la persistenza.

 – Vino Rosato “Tournet”
80% Nebbiolo e 20% Neretti (nome quest’ultimo assegnato a diversi vitigni coltivati tra Valle d’Aosta e Nord Piemonte, tra i quali il più conosciuto è probabilmente il Neretto di Bairo).
La vendemmia s’effettua dall’inizio sino a metà ottobre, il vino è frutto di un salasso dopo breve macerazione sulle bucce, la vinificazione s’effettua in vasche d’acciaio, ne vengono prodotte circa 5.000 bottiglie.

Color petalo di rosa.
Intenso al naso dove si colgono sentori di frutti di bosco, fragolina e lampone e di caramella alla fragola.
fresco e sapido, sentori di caramella alla frutta.
Vino semplice e dalla piacevole beva.

 – Canavese Doc Nebbiolo “Paré”2024
Da uve Nebbiolo di collina.

Color granato molto scarico.
Discretamente intenso al naso dove cogliamo sentori d’erbe essiccate.
Di media struttura, con tannino leggermente astringente e note vegetali.

 – Carema Doc 2022
Uva Nebbiolo provenienti da vigneti collina, fermentazione in vasche d’acciaio con macerazione di circa 12 giorni, invecchiamento di due anni, di cui almeno 12 mesi in botti di rovere di grandi dimensioni.
E’ il vino simbolo dell’azienda, ne vengono prodotte annualmente 35.000-40.000 bottiglie.

Color granato molto scarico, unghia aranciata.
Bel naso, elegante, bel frutto, fiori essiccati, erbe aromatiche.
Mediamente strutturato, bella trama tannica, asciutto e sapido, con bella vena acida e buona persistenza.

 – Carema Riserva Doc 2021
Uva Nebbiolo provenienti dai vigneti collinari meglio esposti, situati nella parte alta della conca.
La vendemmia s’effettua dall’inizio sino ad ottobre inoltrato, la fermentazione, a cappello sommerso, prevede una macerazione sulle bucce per oltre un mese, invecchiamento di 3 anni, dei quali almeno 24 mesi in botti grandi di rovere.
La produzione annua è di 10.000-15.000 bottiglie.

Color granato scarico.
Naso di buona intensità, elegante, con un bel frutto e sentori di fiori appassiti e d’erbe aromatiche.
Discretamente strutturato, fresco, succoso e dalla bella nota sapida, presenta leggere note piccanti, il tannino è in perfetto equilibrio, bella la sua vena acida e lunga la persistenza.
Qui siamo di fronte ad un grande vino, dalla notevole eleganza e qualità.

 – Carema Doc 2020 (Tonneaux)
A differenza dell’altro Carema, questo viene prodotto con uve selezionate da una località o da un vigneto particolare.
La vendemmia s’effettua dall’inizio sino ad ottobre inoltrato, la fermentazione, a cappello sommerso, prevede una macerazione sulle bucce per oltre un mese, affinamento di oltre tre anni, 20 mesi dei quali in tonneaux e barriques usati.
Circa 3.000 le bottiglie prodotte.

Il suo colore è granato non molto intenso.
Buona la sua intensità olfattiva, bello il frutto, sentori di fiori essiccati e tabacco, leggere note balsamiche.
Discretamente strutturato, sapido, succoso e verticale, con bella trama tannica e buona persistenza. 
Si tratta di un vino ben fatto e più godibile da parte di un pubblico meno esperto e/o più internazionale rispetto agli altri Carema che s’affinano unicamente in botte grande.

Del Carema Riserva abbiamo assaggiato anche l’annata 2020 che si presentava con un color granato non molto intenso, con unghia aranciata.
Dotato di un bel naso, intenso e di buona eleganza, con un bel frutto, balsamico e con sentori di fiori appassiti e di erbe officinali essiccate.
Dotato di buona struttura e bella trama tannica (leggermente asciugante e più decisa rispetto al vino dell’annata 2021) sapido e dalla bella vena acida.
Si tratta di un bel vino, anche se non raggiunge (secondo noi) i livelli del 2021.
Lorenzo Colombo