, , , , ,

Jacquesson: il Programma 2026 e le nuove Cuvée

Jean Garandeau e Pietro Pellegrini

Lo scorso 5 maggio, a Milano, Pietro Pellegrini, Presidente di Pellegrini S.p.A, importatore ufficiale per l’Italia dello Champagne Jacquesson ha presentato a stampa ed operatori il programma 2026 della Champagne Jaquesson.

Per l’occasione era presente Jean Garandeau, Managing Director della Maison che ha raccontato la visione e la filosofia produttiva di quella che è una delle più autorevoli maison di Champagne ed ha presentato le nuove Cuvée 749 e 744 D.T. e l’Avize Champ Caïn. 

Fondata nel 1798 da Claude e Memmie Jacquesson, l’azienda, che è una delle più antiche della Champagne, ha visto nel corso degli anni diversi passaggi di proprietà, nel 1924 fu acquistata dalla famiglia de-Tassigny e nel 1974 passò alla famiglia Chiquet ed alla fine del 1922 è entrata a far parte del gruppo Artémis Domaines, di proprietà delle famiglie Pinault e Henriot La Rouzière.

Tra le più importanti innovazioni della Jacquesson spicca quella del “muselet” la gabbietta di metallo che fissa il tappo di sughero al collo della bottiglia, inventato nel 1844 da Adolphe Jacquesson.
Nello stesso periodo della gestione di Adolphe Jacquesson va segnalata la presenza in azienda come chef de cave di Johann Joseph Krug fondatore in seguito della Maison Krug.
Sempre nel XIX secolo Jacquesson è diventato lo Champagne di Napoleone.

Jacquesson è famosa soprattutto per la Cuvée 700, prodotta per la prima volta con circa l’80% di uve della vendemmia 2000 (alla quale sono stati aggiunti vini di riserva), a quel vino è stato dato il nome di Cuvée 728 poiché nel registro storico della cantina 728 era il numero progressivo degli assemblaggi, a partire dal n.1 creato nel 1898 in occasione del centenario della nascita dell’azienda.

Mappa dei lieux-dits

Quest’anno è stata presentata la Cuvée 749, ovvero la ventiduesima dall’inizio di questa serie nata per esprimere al massimo la qualità utilizzando solitamente un unico millesimo di base, quello dell’ultima vendemmia, completato da una selezione di vini provenienti dalle cuvée precedenti.
Il processo di vinificazione di basa sulla fermentazione in grandi botti di legno con malolattica svolta e non prevede né filtrazioni né chiarifiche.
La gestione agronomica è affidata a Mathilde Prier, mentre all’enologo Yann Le Gall spettano le operazioni e le scelte di cantina.

Per la produzione dei loro Champagne ci si avvale unicamente del mosto fiore mentre i successivi “tailles” non vengono utilizzati, bensì venduti.
Dopo la fermentazione il vino s’affina per lungo tempo in botte sui lieviti, con periodici batonnages prima d’essere messo in bottiglia, questo avviene solitamente nel mese di luglio per quanto riguarda i lieux-dits ed addirittura dopo la successiva vendemmia per le Cuvée 700.

Presentazione

Gli Champagne Jacquesson sono prodotti con l’80% di uve di proprietà mentre il restante 20% viene acquistato da conferitori vicini di vigna in modo da poterne controllare completamente la qualità delle uve.

I 36 ettari di vigneti di proprietà, certificati biologici dal 2010, si trovano in sei villages situati in due differenti regioni della Champagne: Grande Vallée de la Marne e Côte des Blancs.
Nella Grande Vallée de la Marne troviamo il Grand Cru Aÿ, e i tre Premiers Crus, Dizy, Hautvillers e Champillon mentre nella Côte des Blancs i due Grands Crus, Avize e Oiry.

All’interno di questi comuni l’azienda dispone di quattro lieux-dits, parcelle di piccole dimensioni dalle quali, solamente in annate particolari viene tratto uno Champagne da singola vigna per valorizzare al massimo il luogo di provenienza delle uve, quest’anno è stata la volta dello Champ Caïn, lieu-dit situato ad Avize.

Avize, lieu-dit Champ Caïn

Ad Aÿ si trova il lieu-dit Vauzelle Terme, posto a 93 metri d’altitudine con pendenza del 17% ed esposto a Sud, la sua superficie è di 3.000 metri quadri e vi trovano posto 2.500 ceppi di Pinot noir messi a dimora nel 1980, i suoli, formati da depositi alluvionali ricchi di pietre sono altamente calcarei su strati di gesso ed il sistema di potatura è a Cordone permanente di Royat.

A Dizy Jacquesson dispone di due lieux-dits, Terres Rouges e Corne Bautray.
Il primo, esposto ad Est misura 1,33 ettari e vi troviamo 12.000 ceppi di Pinot noir messi a dimora nel 1993.
Situato a 107 metri d’altitudine su suolo calcareo con terreno argilloso bruno-rossastro (da cui il nome) è quasi completamente piano con una leggerissima pendenza, anche in questo caso il sistema di potature è a Cordon permanente di Royat.
Il Corne Bautray è posto in posizione più elevata, 204 metri, ed ha una pendenza variabile dal 9% al 19%, esposto a Sud-Ovest ha una superficie di un ettaro e con 9.000 ceppi di Chardonnay messi a dimora nel 1960 e potati a Chablis, il suolo d’origine alluvionale è limoso-argilloso con presenza di pietre, poco calcareo, su un profondo strato di gesso.
Mentre ad Avize di trova il lieu-dit Champ Caïn.

La produzione di Jacquesson si basa dunque su sei Champagne, la Cuvée 700, che quest’anno è rappresentata dalla Cuvée 749, la Cuvée 700 D.T. (degorgement tardif) uscita per la prima volta nel 2014 come Cuvée 733 D.T. frutto dell’annata 2005 e quest’anno come Cuvèe 744 D.T. (l’annata è la 2016) e i quattro Lieux-dits (Corne Bautray, Champ Caïn, Vauzelle Terme e Terres Rouges) che però non escono tutti gli anni.

Mentre le Cuvée 700 escono solitamente dopo quattro anni dalla vendemmia, per l’uscita delle Cuvée 700 D.T. occorrono aspettare altri cinque anni.
Questo percorso è iniziato nel 2000 quando i fratelli Chiquet decisero di produrre ogni anno la migliore cuvée possibile, un vino diverso tutti gli anni ma che esprimesse al massimo sia l’annata ma anche i vitigni e il loro luogo di provenienza senza per questo rinunciare al contributo dei vini di riserva, in pratica la ricerca dell’eccellenza piuttosto che la costanza.

I vini del programma 2026

 – Cuvée 749 Extra Brut
La base è questo vino è costituito dall’annata 2021con il 72% delle uve provenienti dai vigneti posti ad Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, ed il 28% da quelli di Avize e Oiry.
La vinificazione è avvenuta in tini ed il vino non è stato filtrato né chiarificato, il vitigno predominante è lo Chardonnay al quale è stato aggiunto durante l’assemblaggio il 28% di vini di riserva provenienti dalle Cuvée dalla 748 alla743 con esclusione della 745.
La sboccatura è avvenuta a giugno 2025 e ne sono state prodotte 191.794 bottiglie, 8.015 magnum e 390 jeroboam con un dosaggio di 2 g/L.

Il suo colore è oro antico di media intensità.
Intenso ed elegante al naso con leggeri e piacevoli accenni ossidativi, sentori di buccia di mela, erbe aromatiche, pasticceria e leggeri accenni tostati.
Intenso anche al palato, verticale, asciutto e sapido, con effervescenza decisa e spiccata vena acido-citrina, vi ritroviamo i sentori di mela, lunga la sua persistenza.

 – Cuvée 744 Dégorgement Tardif Extra Brut
45% Chardonnay, 35% Pinot noir, 20% Pinot meunier, il 55% delle uve provengono dalla Grand Vallée de la Marne e precisamente dai vigneti di Aÿ, Dizy e Hautvillers), mentre il 45% arriva dai vigneti di Avize e Oiry situati nella Côte des Blancs.
L’annata base è la 2016, fermentata in foudres di rovere con periodici bâtonnages, dove s’è svolta anche la fermentazione malolattica.
Nell’assemblaggio sono stati utilizzati circa il 30% di vini di riserva provenienti dalle Cuvée dalla 743 alla 736 escludendo la 738.
L’affinamento in bottiglia sui lieviti s’è protratto per 92 mesi con la chiusura in tappi di sughero, ne sono state prodotte 19.700  bottiglie e 905 magnum sboccate a febbraio 2025 con un residuo zuccherino di 2 g/L.

Il colore è oro antico luminoso di media intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, al naso è complesso, vi si colgono sentori di mela e leggere ed eleganti accenni ossidativi.
Decisa la sua effervescenza come pure la nota sapida, buona la vena acida, nuovamente ritroviamo gli accenni ossidativi ed i sentori di mela, molto lunga la persistenza.
Un vino complesso, adatto a palati preparati.

– Avize Champ Caïn Extra Brut (Récolte 2015)
A differenza dei due vini precedenti, che sono frutto di un mix di uve provenienti da diversi vigneti, questo vino è frutto di un unico lieu-dit e di un unico vitigno, lo Chardonnay e non viene prodotto tutti gli anni, ma come tutti i vini provenienti da uno dei quattro lieux-dit aziendali, solamente nelle grandi annate.
Esposto in pieno sud, a circa 100 metri d’altitudine ai piedi di una collina, questo appezzamento di 1,3 ettari, praticamente pianeggiante, si trova su suolo costituito da calcare argilloso-sabbioso-limoso con ghiaia calcarea su substrato gessoso del periodo campaniano (Cretaceo superiore).
Vi si trovano 12.000 viti di Chardonnay messe a dimora nel 1962 potate secondo il metodo Chablis, sistema utilizzato principalmente nella Côte des Blancs.

La vendemmia si è svolta il 21 settembre 2015 e la sboccatura è stata effettuata dieci anni dopo, ovvero nel febbraio 2025, ne sono state prodotte 10.772 bottiglie e 402 magnum con un residuo zuccherino di 1 g/L.

Il suo colore è oro antico luminoso di media intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, fresco, verticale, floreale, con accenni d’erbe aromatiche. Molto elegante.
Fresco al palato, verticale, sapido e minerale, asciutto, con spiccata vena acida e lunga persistenza.
Un vino assai diverso dai due precedenti, molto giocato su freschezza e verticalità e che ci è molto piaciuto. 94

Gli Champagne Jacquesson sono distribuiti in Italia da Pellegrini S.p.A. dal 2002, anno in cui è stata importata la prima Cuvée numerata del Produttore francese, la Cuvée n.728.
Lorenzo Colombo