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Resistenti Nicola Biasi

Vini da vitigni resistenti

Sono ormai 36 i vitigni resistenti (PIWI) iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti e che quindi possono essere utilizzati per la produzione di vini ad Indicazione Geografica Protetta (al momento sono esclusi dalla produzione dei vini a denominazione), e sono 10 le regioni che li ammettono nei loro elenchi di vitigni autorizzati, anche se in realtà gli ettari vitati sono però ancora molto pochi, meno di 900 a fine 2023 quelli accertati.

Noi nei abbiamo assaggiati diversi e nei nostri articoli ne abbiamo scritto più volte (vedi).

Questa volta l’occasione per assaggiarne alcuni ci è stata data dalla Masterclass Resistenti Nicola Biasi tenutasi nell’ambito dell’evento La Grande Bellezza, lo scorso lunedì 29 aprile a Milano e guidata da Federico Lettieri e Nicola Biasi.

Ecco un nostro piccolo report.

Nel 2021 l’enologo Nicola Biasi fonda la Rete d’Impresa Resistenti Nicola Biasi, le sei aziende che ne facevano parte sono ora diventate otto e sono situate in tre diverse regioni, con vigneti che vanno dai 70 metri slm d’altitudine di Latisana agli 832 metri di Coredo, ne fanno parte le aziende Albafiorita, situata nella riviera friulana, Ca’ da Roman, nella pedemontana veneta, Colle Regina, sui colli trevigiani, Tenuta Della Casa nel Collio, Poggio Pagnan in Valbelluna, Vin de la Neu nelle dolomite trentine e Vigneti Vinessa sulla pendici meridionali del Monte Baldo e Villa di Modolo.
Resistenti poiché queste aziende allevano in toto -o parzialmente- vitigni PIWI, ovvero resistenti alle malattie fungine.

La degustazione prevedeva l’assaggio di quattro vini di tre diverse aziende, più due altri vini frutto di un blend tra vini delle sei aziende costituenti il nucleo iniziale della Rete d’Impresa, eccoli:

Igt Bianco Veneto Metodo Classico Extra Brut “Ecelo I” 2020 – Ca’ da Roman
L’azienda dispone di 18 ettari vitati, sette dei quali allevati con vitigni resistenti.
Da uve Souvignier Gris, provenienti da un vigneto di quattro anni d’età allevato a Guyot su suolo franco argilloso ricco di minerali, il vino base svolge la malolattica, la sosta in bottiglia sui lieviti si prolunga per 24 mesi.
Prende il nome dal capostipite della dinastia degli Ezzelini.

Color giallo dorato luminoso.
Buona la sua intensità olfattiva, vi cogliamo sentori di frutta gialla matura, frutta tropicale, agrumi maturi e accenni fumé.
Intenso al palato, con effervescenza decisa ed un poco aggressiva, sapido e verticale, presenta leggere note aromatiche e vi ritroviamo la frutta gialla e gli agrumi maturi, ricorda inoltre le caramelle effervescenti, molto lunga la sua persistenza.

Divento 2022 – Vigneti Vinessa
Blend in parti uguali di Bronner e Johanniter provenienti da un vigneto messo a dimora nel 2020 e situato tra i 720 e i 760 metri d’altitudine sul Monte Baldo, il suolo è ricco d’argille e di rocce calcaree e dolomitiche, il sitema d’allevamento è a Guyot con densità di 6.400 ceppi/ha.
Fermentazione in botti di rovere da 10 ettolitri dove il vino svolge la malolattica e sosta in affinamento per 10 mesi ai quali seguono ulteriori sette mesi di riposo in bottiglia.
2.105 le bottiglie, prodotte.

Color paglierino scarico, tendente al verdolino.
Buona la sua intensità olfattiva, bel frutto a polpa gialla, frutta tropicale, fiori gialli, note aromatiche, leggeri accenni di fumo.
fresco, presenta un frutto a polpa gialla maturo, sapido, lunga la sua persistenza.

Vino bianco d’Italia “Renitens” 2022 – Nicola Biasi
Curioso questo vino, frutto dell’assemblaggio dei vini di sei diverse aziende e di sette diversi vitigni.
Nicola Biasi ha infatti selezionato otto vini prodotti da sei diversi produttori.
Solamente 1.000 le bottiglie prodotte

Giallo paglierino.
Di buona intensità olfattiva, frutta tropicale, ananas, papaia.
Mediamente strutturato, pulito, fresco, verticale, con buona vena acida, frutta a polpa bianca, pesca, mela un poco acerba, agrumato, buona la sua persistenza.
Interessante.

Vino bianco d’Italia “Baby Renitens” 2022 – Nicola Biasi
Prima annata per questo vino, anche lui frutto dell’assemblaggio dei vini prodotti da sei aziende con sette diversi vitigni.
1.300 le bottiglie prodotte.

Giallo paglierino tendente al verdolino.
Bel naso, fresco, pulito, verticale, agrumato, sentori di pompelmo.
Di media struttura, fresco e sapido, agrumi, pompelmo, lunga la persistenza.

Igt Rosso Veneto “Masnada Ezzelina” 2021 – Ca’ da Roman
Blend di Regent e Cabernet Eidos provenienti da una vigna di quattro anni d’età situata a Romano d’Ezzelino ed allevata a Guyot su suolo franco argilloso ricco di minerali.
Affinamento per 12 mesi in barriques di rovere francese.

Color rubino di buona intensità.
Al naso presenta sentori di frutti rossi selvatici, noci e note aromatiche di rose che ci hanno ricordato il Ruchè.
Speziato e dotato di media struttura, anche alla bocca si apre di cogliere note di rose, buona la sua persistenza.
Un vino piuttosto curioso.

Bianco Vigneti delle Dolomiti Igt “Vin de la Neu” 2020 – Nicola Biasi
Prodotto con uve Johanniter provenienti da due diversi appezzamenti situati a Coredo, frazione del comune di Predaia, in Val di Non.
Piuttosto complicato il suo metodo di produzione, le uve vengono vinificate separatamente in vasche di cemento per poi proseguire la fermentazione in barriques di rovere francese, nuove per il mosto proveniente dalla vigna più vecchia e usate per quelle del vigneto più giovane, messo a dimora nel 2017.
Dopo tre settimane i due vini, sempre separatamente ritornano in vasche di cemento e, al termine della malolattica vengono di nuovo posti in barriques dove sono sottoposti a periodici batonnage.
Nel mese d’aprile i vini vengono assemblati e quindi proseguono il loro affinamento sino al mese d’ottobre.

Si presenta con un color tra il paglierino e il verdolino.
Intenso al naso, fresco ed agrumato, vi cogliamo sentori di cedro e pompelmo.
Fresco anche al palato, sapido, con spiccata vena acida che rimanda al limone maturo, sentori di pompelmo maturo, buona la sua persistenza.
Lorenzo Colombo