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Soleone: il nuovo vino di Roberto Cipresso e Roberta Moresco

Giusto un anno fa scrivevamo in merito all’ Igt Toscana “pigreco” e riassumevamo (molto) sinteticamente il percorso di Roberto Cipresso nel mondo del vino (vedi).

Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’occasione d’assaggiare un nuovo vino di Roberto, il Vino Spumante Brut Rosato “Soleone” 2019, prodotto con Metodo Charmat da uve Sangiovese coltivate nella zona di Montalcino e spumantizzato a Valdobbiadene, vino realizzato in collaborazione con Roberta Moresco, titolare di Selezioni, a Marostica.

Roberta non è nuova a simili operazioni, aveva già collaborato con Cipresso alla realizzazione di un vino, l’”IncontroInsolito”, blend di Vespaiola e Malvasia toscana, ma anche con altri produttori, erano così nati “AzzardoRosso”, blend di uva Corvina, coltivata da Speri, in Valpolicella e di Pinot nero, coltivato a Breganza da Maculan e la “Cuvée”, uno spumante  Metodo Charmat da uve Glera e Chardonnay, frutto della collaborazione con Bellussi, di Valdobbiadene.

E’ quindi questo il quarto vino frutto della fantasia di Roberta, la cui particolarità è data non tanto dal vitigno utilizzato (ce ne sono altri di vini spumanti, anche metodo Classico, prodotti con il Sangiovese), ma piuttosto dalle uve che lo compongono.

Cerchiamo di chiarire: solitamente, per produrre grandi vini – ricordiamo che siamo a Montalcino, nei vigneti del Brunello-  nei mesi di luglio ed agosto si effettua il diradamento dei grappoli per dare maggior vigore e concentrazione a quelli che rimangono in pianta, la parte in eccesso -che non è detto sia di bassa qualità – viene solitamente lasciata a terra, quindi sprecata.

E’ appunto con questa parte d’uva -la migliore ovviamente- raccolta manualmente, posticipando la potatura verde alla seconda metà d’agosto, in modo che anche queste uve risultino sufficientemente mature che viene prodotto il “Soleone” vino dal nome emblematico, che ricorda sia il sole di questo periodo dell’anno, come pure Poggio al Sole, il Resort di Roberto a Montalcino, ma anche il carattere di Roberta Moresco.

Le uve, raccolte, come descritto sopra nella seconda metà d’agosto, una volta selezionate vengono diraspate e quindi pressate in maniera soffice (massimo 0,7 bar) con pressa a polmone, la resa è molto bassa, circa il 40%, segue un debourbage per eliminare le impurità, quindi il mosto che vantava un potenziale alcolico del 9,5% è stato arricchito di circa 1° tramite MCR (mosto concentrato e rettificato).
Segue quindi la spumantizzazione, che avviene col Metodo Charmat (3 mesi di sosta sui lieviti) e che viene effettuata a Valdobbiadene, dove si trovano gli specialisti della rifermentazione in autoclave.

3.000 le bottiglie prodotte, 1.500 col nome “Soleone”, gestite in esclusiva da Roberta Moresco e vendute a 13,50 euro nella sua enoteca ed altre 1.500 gestite da Roberto Cipresso che ha dato al vino il nome di “Altrove”.

Andiamolo dunque a degustare:

Il colore è un rosa cipria pallido, luminoso, ricorda i rosati della Provenza.
Al naso si presenta fresco, pulito ed abbastanza intenso, si colgono sentori d’agrumi, di frutti di bosco e di ciliegia asprigna, un accenno di tabacco biodo rimanda al vitigno.
Cremosa la sua effervescenza, spiccate sia la vena acida e che la nota sapida tanto che può essere definito “salino”, molto fresco, frutti di bosco ed agrumi (line) ritornano al palato, lunga infine la sua persistenza.
In definitiva un vino semplice ma di gradevolissima beva, adatto ai freschi piatti estivi come pure a fritture leggere.
Lorenzo Colombo