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Verdicchio dei Castelli di Jesi “Cuvée Tradition” Cantina di Colonnara

Spumante Brut Metodo Martinotti Lungo

La Cantina di Colonnara venne fondata, da 19 soci nel 1959 col nome di Cantina Sociale di Cupramontana dedicandosi sin da subito alla produzione di Verdicchio. La prima bottiglia messa in commercio risale al 1966, due anni prima del riconoscimento della denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi, avvenuto nel 1968.
E’ nel 1970 che viene prodotto, sotto la spinta dell’allora Presidente Luigi Ghislieri, il primo vino spumante, elaborato col Metodo Martinotti, si tratta del Cuvée Tradition, vino che andiamo a degustare.

Vigneti

Dieci anni dopo viene prodotto il primo Spumante Metodo Classico (attualmente sono due, uno dei quali, prodotto per la prima volta nel 2010, porta il nome di Luigi Ghislieri).

Attualmente l’azienda, situata a Cupramontana, in provincia di Ancona, dispone di 160 ettari a vigneto, condotti da oltre un centinaio di soci, la produzione annuale s’attesta su 1.200.000 bottiglie suddivise tra dodici vini fermi, cinque dei quali sotto le denominazioni Verdicchio e cinque Spumanti, tre dei quali da uve Verdicchio.
I vigneti a Verdicchio si trovano sulla sponda destra del fiume Esino, ad un’altitudine media di 450 metri slm.

Il Cuvée Tradition è il primo vino Spumante prodotto dalla Cantina di Colonnara sin dal lontano 1970.
Si tratta di un Verdicchio in purezza prodotto con metodo biologico, le cui uve provengono da vigneti siti a Cupramontana e Apiro, a 500 – 600 metri d’altitudine, i sistemi d’allevamento variano dal Guyot, al Doppio capovolto ed al Sylvoz. I suoli, di origine marina, sono caratterizzati da elevate presenze di argilla e sabbia.
La rifermentazione avviene in autoclave col Metodo Martinotti lungo.

Nel bicchiere il vino è caratterizzato da una spuma fitta e compatta, svanita la quale lascia spazio ad una bella effervescenza composta da numerose e persistenti bollicine, il colore è paglierino scarico con riflessi verdolini.
Intenso ed ampio al naso, dove si colgono sentori d’erbe officinali, accenni di fiori secchi, frutto giallo, note tropicali, mandole, sentori agrumati che rimandano al pompelmo e ricordi di lieviti.
Decisamente sapido alla bocca, fresco e cremoso, di buona struttura e complessità, vi ritroviamo i sentori d’agrumi maturi (pompelmo, note di mela verde ed accenni di mandorle dolci, lunga infine la sua persistenza.
Un vino decisamente interessante che, in una degustazione a bottiglie coperte, potrebbe essere tranquillamente scambiato per un Metodo Classico.
Lorenzo Colombo