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Zorzettig: la selezione Myò

Vigneti a Sant’Anna

Può vantare cent’anni di storia l’azienda Zorzettig, situata a Spessa, frazione di Cividale del Friuli, nei Colli Orientali del Friuli, che gestisce 115 ettari di vigneto per una produzione annuale di 800.000 bottiglie suddivise in oltre una trentina d’etichette, metà della produzione viene esportata.

L’azienda, gestita da Annalisa Zorzettig, dispone di diversi appezzamenti, a Sant’Anna di Spessa, attorno alla sede aziendale ed alla cantina si coltivano Ribolla gialla, Friulano, Picolit e la maggior parte delle uve che confluiranno nella linea Myò, oggetto della nostra degustazione, a Case Sparse di Ipplis dove si trova l’agriturismo Relais La Collina ci sono i vigneti di Malvasia e Sauvignon blanc, sui Colli di Novacuzzo, a Prepotto, si coltivano i vitigni a bacca rossa: Schioppettino, Pignolo e Refosco dal peduncolo rosso, mentre a Premaniacco troviamo Cabernet e Pinot grigio.

La selezione Myò è composta da otto vini, cinque bianchi e tre rossi, ricadenti sotto la denominazione Friuli Colli Orientali, sono (quasi) tutti frutto di monovitigno, la maggior parte di essi sono prodotti con uve tipicamente friulane provenienti dai vigneti di Spessa, come Friulano, Ribolla gialla, Malvasia, Schioppettino, Pignolo e Refosco, non mancano però vitigni internazionali, anche se ormai radicati da tempo sul territorio regionale, ovvero Sauvignon blanc e Pinot bianco.
Si tratta di una linea di vini che abbiamo più volte degustato, solamente che ora sono stati rivisti nella loro impostazione enologica, il presupposto di base è che i vini -parliamo di quelli bianchi- vengono commercializzati dopo due anni dalla vendemmia, di conseguenza sia le pratiche agronomiche che quelle enologiche debbono essere impostate per poter ottenere questo risultato.

Annalisa Zorzettig

La parte agronomica, affidata ad Antonio Noacco, tiene conto della biodiversità in vigna, sia per quanto riguarda la presenza d’insetti come pure per la parte vegetale con inerbimenti spontanei e sfalci a filari alterni secondo il progetto Biodiversity Care, le uve poi vengono accuratamente selezionate in base alla loro sanità e perfetta maturità.
Il lavoro viene poi completato in cantina da parte dell’enologo Saverio di Giacomo e prevede una lunga sosta sui lieviti e l’affinamento di una piccola percentuale del vino in barriques per dar loro maggior struttura e persistenza.

Andiamo quindi ad assaggiarli:

 – COF Friulano Myò 2019
Le uve provengono da un ettaro di vigneto messo a dimora nel 1968 con sistema d’allevamento a doppio capovolto e con densità di 3.700 ceppi/ha e con resa di 60 q.li/ha, l’altitudine è di 250 metri slm ed il suolo è la tipica Ponca.
La vendemmia, con selezione dei grappoli, s’effettua a fine settembre, dopo una macerazione a freddo di 12 ore la fermentazione s’effettua in vasche d’acciaio dove avviene anche la maturazione del 90% del vino per sei mesi sui lieviti con batonnage settimanali, la parte rimanente s’affina invece in barriques.
Il vino riposa quindi per sei mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Color giallo paglierino tendente all’oro chiaro, buona la viscosità nel bicchiere.
Mediamente intenso al naso dove presenta sentori di mandorle, fiori d’acacia, fieno e leggere note fruttate di pera matura.
Di buona struttura, sapido, mandorlato, sentori fruttati di pera, pesca e frutta esotica, con note vegetali e di salvia, leggeri accenni piccanti di zenzero, fin di bocca amaricante con sentore di albedo (la parte bianca della buccia di limone), buona la sua persistenza.

 – COF Malvasia Myò 2019
Uve provenienti da un ettaro di vigneto situato a Ipplis di Premaniacco a 220 metri d’altitudine su suolo costituito da Ponca, l’impianto delle vigne risale al 1920 ed il sistema d’allevamento adottato è il doppio capovolto con densità di 4.500 ceppi/ha e con resa di 50 ettolitri/ha.
La vendemmia s’effettua a fine settembre tramite selezione in vigna, le uve vengono macerate a freddo per 12 ore, segue quindi la fermentazione in vasche d’acciaio dove il 90% del vino rimane a maturare per sei mesi sui lieviti con ripetuti batonnage, il rimanente 10% s’affina invece in barriques per ugual tempo, seguono quindi sei mesi di sosta in bottiglia.

Color paglierino luminoso di media intensità.
Di media intensità olfattiva, presenta sentori di fieno, d’erbe officinali e di frutta a polpa bianca come la pesca e tropicale come l’ananas.
Fresco e sapido, con bella vena acida, vi si colgono leggeri accenni speziati e sentori di frutta a polpa bianca, buona la sua persistenza su note ammandorlate.

 – COF Pinot bianco Myò 2019
Due ettari di vigne tra Spessa e Ipplis di Premaniacco, suoli costituiti da Ponca, a 250 metri d’altitudine, gli impianti sono stati messi a dimora nel 1954 adottando il sistema d’allevamento a doppio capovolto con densità di 4.000 ceppi/ha  che danno una resa di 50 q.li/ettaro.
Vendemmia a metà settembre, macerazione a freddo per 12 ore, quindi vinificazione in vasche d’acciaio, il processo di maturazione ed affinamento rispecchia quello dei precedenti vini.

Color paglierino luminoso di media intensità.
Di media intensità olfattiva, si colgono sentori di frutta bianca e frutta esotica ed accenni di fiori di tiglio e di fieno.
Fresco, sapido e succoso, pesca bianca, melone ed ananas, note agrumate di buccia d’arancio, leggeri accenni piccanti, chiude con buona persistenza su note leggermente vegetali.

 – COF Bianco “I fiori di Leonie” 2018
Blend tra Pinot bianco, Sauvignon e Friulano provenienti dai vigneti di Spessa, situati a 250 metri d’altitudine su suolo composto da Ponca, la resa è di 50 q.li/ettaro.
Macerazione a freddo e fermentazione in vasche d’acciaio, affinamento sui lieviti per sei con periodici batonnage, 80% in acciaio e 20% in barriques, segue sosta per sei mesi in bottiglia.

Giallo paglierino di buona intensità.
Mediamente intenso al naso, presenta sentori di fieno ed erbe officinali, frutta a polpa gialla, papaia, note floreali di fiori dolci, gelsomino, accenni minerali e ricordi di miele e di mandorle.
Dorato di buona struttura, sapido, vi ritroviamo le note vegetali percepite al naso, le mandorle e la frutta gialla, chiude ammandorlato e leggermente amaricante con buona persistenza.

Considerazioni finali
Seppur prodotti con vitigni diversi possiamo trovare molti punti in comune in questi vini, a partire dalla non esuberante intensità olfattiva, le note di fieno di montagna e d’erbe aromatiche essiccate presenti in tutti i campioni degustati, come pure la parte salina, ben presente senz’essere eccessiva, che dona loro freschezza.
Lorenzo Colombo

http://www.zorzettigvini.it/